Michael J. Fox

Oscar alla carriera a Michael J. Fox: premiato per il suo impegno nella ricerca contro il Parkinson

Gennaro Alvino 23/11/2022
Updated 2022/11/22 at 9:34 PM
4 Minuti per la lettura

La tredicesima edizione dei Governors Awards, cerimonia durante la quale si assegnano gli Oscar alla Carriera, ha visto il trionfo di Michael J. Fox. L’attore, entrato di diritto nell’Olimpo della cultura pop grazie all’interpretazione di Marty McFly nella pellicola “Ritorno al Futuro”, ha ricevuto il premio Jean Hersholt Humanitarian. Questa importante onorificenza, che prende in prestito il nome dal famoso attore e filantropo morto nel 1956, è così motivata dall’Academy: «Siamo onorati di premiare quattro individui che hanno dato un contributo indelebile al cinema e al mondo intero».

Durante la cerimonia sono infatti stati premiati anche Diane Warren, Euzhan Palcy e Peter Weir. «L’instancabile sostegno di Michael J. Fox alla ricerca scientifica per combattere il morbo di Parkinson e il suo incredibile ottimismo sono un esempio di come una persona possa cambiare il futuro di milioni di individui». L’attore di Edmonton ha infatti fondato nel 2000 la “Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research“: organizzazione benefica che negli anni ha raccolto oltre un miliardo di dollari per la ricerca contro la malattia.

«Parlando con i medici e con i ricercatori, tutti confermavano che la scienza era avanti ma non c’erano soldi a sufficienza. Se tutti insieme fossimo riusciti a sostenere la ricerca, anche se tremanti, qualcosa di buono sarebbe arrivato. Da qui l’idea della fondazione». Fox aveva 30 anni quando nel 1991 gli fu diagnosticata una grave forma di Parkinson giovanile, resa pubblica solo nel 1998, che lo costrinse ad allontanarsi dalle scene. «Ho passato sette anni senza dire niente a nessuno, prima di rivelare la malattia a Barbara Walters e alla rivista People. Era l’alba di internet e per dare una notizia dovevi fare così. Erano tempi più semplici» ha spiegato sul palco l’attore.

L’emozione di Michael J. Fox ed i ringraziamenti alla famiglia

Una standing ovation accoglie il suo nome sul palco e lui non può che ringraziare con un po’ di autoironia: «Così mi fate tremare». Ironia che non è mancata neppure quando nel corso dei ringraziamenti più volte si è rivolto alla sua mano tremante con un severo : «Stop it!». Quasi a rimproverarla. Non riesce però a trattenere l’emozione e cita la canzone “No Surrender” (non arrendersi) di Bruce Springsteen per descrivere la sua esperienza con la malattia. «Questa canzone è una sorta di inno personale per me. “Non indietreggiare, non arrenderti!”». Durante il suo discorso, l’attore ha ringraziato i quattro figli e poi, in maniera molto dolce, con le lacrime agli occhi si è rivolto alla moglie Tracy Pollan: «Mi ha fatto capire subito che mi sarebbe rimasta accanto per tutta la durata della malattia».

La dedica di Woody Harrelson

A presentare la serata, organizzata dall’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, c’era Woody Harrelson, amico di Michal J. Fox e collega sul set di “Doc Hollywood”. «Non ha chiesto di interpretare il ruolo di un malato di Parkison, né di diventare un sostenitore per la ricerca di una cura, ma siate certi che questa è la sua più grande performance» ha detto Harrelson consegnandogli il premio. Poi continua: «Michael J. Fox ha dato l’esempio di come si combatte e come vivere. Ha un incredibile talento: quando la gente gli si avvicina per dirgli quanto è grandioso, lui rovescia le parti e fa sentire grandiosa questa gente. Ed è una cosa che gli ho visto fare un’infinità di volte per un’infinità di anni».

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