Opera Musical “Via Crucis” al Teatro Politeama di Napoli il 26 e 27 marzo

Evento promosso dall’Associazione Arti e Mestieri

Da poco tempo il dott. Catello Maresca, magistrato in prima linea nella lotta alle mafie, ha creato, unitamente all’imprenditore/editore Rosario Bianco, una nuova associazione che si chiama “Arti e Mestieri”, con lo scopo di avvicinare i più giovani ad attività di impegno culturale. Nonostante le difficoltà iniziali di un’attività complessa che richiede una presenza costante, proprio perché trattasi di ragazzi che vanno continuamente seguiti, vi è già un immediato riscontro attraverso l’Opera Musical “Via Crucis” che si terrà nella prestigiosa cornice del Teatro Politeama di Napoli.

L’organizzazione dello spettacolo per conto dell’Associazione Arti e Mestieri, sezione “Teatro – Musical”, è condotta da Gregorio del Prete, che è anche cantante/attore all’interno del musical.

Come Associazione Culturale “Centro Studi Officina Volturno” sosteniamo tale iniziativa “a beninquere” facendo presente che il costo del biglietto (€ 12,00 per i posti in galleria ed € 18,00 per i posti in platea) è da intendersi come donazione benefica a sostegno di iniziativa culturale.

Di seguito, si riportano la locandina e la sinossi dello spettacolo.

 

Locandina - Opera Musical "Via Crucis"
Locandina – Opera Musical “Via Crucis”

 

SINOSSI

La Via Crucis rappresenta uno dei momenti più significativi e forti di tutta la liturgia della Pasqua. Da sempre la passione di Gesù ha ispirato compositori, musicisti, poeti, scultori ed artisti d’ogni genere nazione e religione. Un mistero che tutt’oggi non viene percepito da molti come la via da seguire per la salvezza integrale dell’uomo.

In quest’opera la Via Crucis viene interpretata come il cammino che l’uomo e l’umanità ha percorso in questi ultimi cento anni. Un viaggio a ritroso nella memoria storica dove avvenimenti, movimenti etnico filosofici, problematiche sociali, hanno diviso l’uomo fra il concetto del bene e del male. Uno spaccato dove l’uomo al centro dell’universo ha rischiato di perdersi nel proprio egoismo e nella propria presunzione. Un egocentria che lo ha visto spesso solo con se stesso nello smarrimento di tutti quei valori che invece rappresentano i caposaldo del credo Cristiano.

Tutte le stazioni sono state incarnate nel tempo e nella storia del vissuto umano contemporaneo. Si è cercato nel contenuto una possibile chiave di lettura laica dove focalizzare i problemi umanistici e sociali dell’umanità in tutto questo secolo appena decorso. Grandi avvenimenti che hanno sconvolto intere popolazioni con conseguenze decennali, come la bomba di Hiroshima o lo sterminio degli Ebrei in Germania durante la seconda guerra mondiale. Si è cercato un confronto tra tutto ciò che è stato scritto e detto fino ad adesso con quanto ancora potrebbe essere scritto. Un linguaggio semplice che sappia parlare al cuore di tutti senza mai prevaricare l’individualità del singolo. Una musica che nel suo stile e nelle sue melodie richiami sentimenti di serenità per una riflessione spontanea e autogena.

È questa la sfida di cui vuole farsi carico il team di autori impegnati in questo progetto, convinti che, sebbene questa storia sia stata trattata sotto quasi tutti gli aspetti, alla narrazione manca, soprattutto, la “visione laica”, dove il protagonista della Via Crucis non è solo Gesù, ma l’uomo di ogni età, di ogni cultura e di ogni latitudine, nel suo scontro-incontro con l’esperienza, amara ma salvifica, del Dolore.

Nella visione di questi autori, la storia di Gesù diventa la storia di ogni uomo, di ogni esperienza umana. Si vuole narrare musicalmente e scenograficamente la storia di un Dio che si incarna nella fatica, nel dolore e nel dubbio dell’uomo. È l’Uomo-Dio che tanto ama il peccato dell’uomo che si lascia inchiodare sulla croce per amore. È il Dio che ha passione e compassione della sua creatura e inizia la sua ricreazione nel cammino della Redenzione. L’uomo redento è l’obiettivo della via della croce. Il desiderio di Dio diventa allora il desiderio dell’uomo bisognoso di misericordia e di grazia. Ogni uomo porta la sua Croce, ma forse è proprio questo il senso delle nostre esistenze: l’esperienza del dolore, infatti, definisce in modo assoluto la nostra essenza.

La “Via Crucis – Opera Musical” ha una struttura musicale che ricalca esattamente quella della struttura tradizionale. Ovvero 14 stazioni nelle quali si raccontano gli episodi che hanno portato Gesù dalla condanna alla sua morte fino alla momento della resurrezione. Le stazioni sono ante cedute da un prologo e, a conclusione, succedute da un epilogo. In ognuna delle stazioni viene ricercato l’elemento fondamentale del dolore che a volte può essere rappresentato anche con quello spirituale: il rimorso, il dubbio, la solitudine, l’incertezza. La fragilità fisica dell’uomo riportata ai giorni nostri attraverso un percorso parallelo tra le singole stazioni ed un evento importante della storia contemporanea. Non soltanto dal punto di vista storico ma anche dal punto di vista sociale e culturale. Avvenimenti come lo Shoah, la bomba atomica su Hiroshima, l’aborto, la solitudine dei detenuti, degli emarginati, il concetto della croce stessa come via di santificazione che accomuna tutti gli uomini della terra. Ogni stazione persegue l’obiettivo della riflessione interiore e spirituale del singolo. Un input che serva da spunto per rimettere in discussione se stessi in relazione al proprio io e soprattutto col proprio ego nella visione più universale del credo. Un linguaggio moderno che serva da strumento di evangelizzazione che sappia parlare a tutti senza distinzioni e pregiudizi, che si adatti ad un pubblico multietnico e multi religioso.

La realizzazione di questo progetto non ha precedenti. Solo a livello nazionale troviamo produzioni analoghe come quella relativa al musical “Actor Dei” sulla vita di Padre Pio, “Don Bosco – il Musical” , “Suor Teresa – il Musical” e “Forza venite gente” sulla vita di San Francesco d’Assisi. A differenza di codesti titoli che spesso raccontano in maniera biografica la vita di questi santi, la “Via Crucis – Opera Musical” viene interpretata come il commino che l’uomo e l’umanità ha percorso in questi ultimi cento anni.