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ONU: ricostruire Gaza costerà tra i 30 ed i 40 miliardi di dollari

Updated 2024/05/07 at 12:59 AM
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Foto di Vatican News

Secondo una stima dell’ONU e per la precisione del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), per ricostruire la Striscia di Gaza devastata da Israele, saranno necessari tra i 30 ed i 40 miliardi di dollari. Abdallah al-Dardari, direttore dell’ufficio regionale per gli Stati arabi dell’UNDP, ha affermato durante una conferenza stampa ad Amman: “Le stime per la ricostruzione di tutta la Striscia di Gaza superano i 30 miliardi di dollari, forse fino a 40 miliardi di dollari. Questa è una missione che la comunità internazionale non affrontava dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Inoltre, sempre Abdallah al-Dardari, ha dichiarato che il costo immediato per fornire un alloggio temporaneo ed altri servizi di base una volta finita la guerra ammonterebbe ad almeno 2 miliardi di dollari. Le osservazioni di al-Dardari derivano da uno studio congiunto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e della Commissione economica e sociale per l’Asia occidentale (ESCWA). Secondo questo studio, si avverte che Gaza potrebbe ritrovarsi con “generazioni perdute” alla luce delle proiezioni secondo cui la sostituzione delle strutture distrutte che forniscono servizi umani, come scuole e ospedali, potrebbe richiedere decenni per raggiungere i livelli pre-previsti.

Infatti, secondo l’ONU, l’attacco israeliano sta ritardando lo sviluppo socioeconomico della Palestina di almeno 20 anni e quello della Striscia di Gaza di addirittura 44 anni. Intanto lo studio congiunto ha anche rivelato che il tasso di povertà a Gaza è salito al 58,4% e che il PIL è crollato del 26,9%, determinando una perdita di 7,1 miliardi di dollari.

Gli effetti dell’offensiva israeliana

Secondo il nuovo rapporto della Banca Mondiale, dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite l’impatto economico del conflitto israelo-palestinese è devastante. L’offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza ha distrutto circa 18,5 miliardi di dollari in infrastrutture, pari a circa un anno di produzione economica nell’enclave e in Cisgiordania. Secondo il rapporto, circa il 74% dei palestinesi di Gaza sono ora disoccupati ed il PIL della regione è crollato dell’86% nell’ultimo trimestre dell’anno.

Il tasso dei danni sembra in fase di calo perché sono pochi i beni rimasti intatti e le operazioni israeliane hanno lasciato 37 milioni di tonnellate di detriti e macerie, che richiederanno anni per essere rimossi. È poi emerso che i danni alle abitazioni rappresentano il 72% dei costi, infrastrutture di servizio pubblico come acqua, sanità e istruzione il 19% ed infine danni ad edifici commerciali e industriali il 9%.

Sempre secondo questo rapporto: “Lo shock subito dall’economia di Gaza a causa del conflitto in corso è uno dei più grandi osservati nella storia economica recente“.

L’ONU e tutta la comunità internazionale affermano che Gaza è devastata

Secondo le autorità del territorio, almeno 34.596 palestinesi sono stati uccisi e altri 77.643 feriti nell’assalto israeliano a Gaza da ottobre. Mente secondo un conteggio di Al Jazeera basato su statistiche israeliane, l’attacco di Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre ha portato all’uccisione di almeno 1.139 persone.

L’attacco israeliano a Gaza ha costretto più dell’80% della popolazione del territorio, pari a 2,3 milioni di abitanti, ad abbandonare le proprie case. Ha inoltre causato vaste distruzioni nella maggior parte dei paesi e delle città e ha spinto il nord di Gaza sull’orlo della carestia.

Infine, secondo i ricercatori, la ricostruzione potrebbe richiedere almeno 16 anni: “Anche in scenari ottimistici la scala della distruzione a Gaza è stata tale che, semplicemente dalla prospettiva ristretta dello spostamento dei materiali da costruzione, ci vorrebbe ancora fino al 2040 e probabilmente più tempo per ripristinare le unità abitative distrutte dall’inizio della guerra”.

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