Pascoli

ONU, allarme pascoli: minaccia per la sicurezza alimentare

Ludovica Palumbo 02/06/2024
Updated 2024/06/01 at 10:36 PM
3 Minuti per la lettura
A shepherdess rounds up her flock at the end of the day in the Mongolian grass rangelands.

L‘ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) lancia l’appello: è allarme per la sicurezza alimentare nel mondo. Una delle cause? La progressiva scomparsa dei pascoli del pianeta. «Il nostro nuovo rapporto rivela la ‘scomparsa silenziosa’ delle terre che minacciano il benessere di miliardi di persone», queste le parole diffuse sui media dell’Organizzazione mondiale.

Allarme per la sicurezza alimentare: i pascoli stanno scomparendo

In occasione della Convenzione delle Nazioni Unite, tenutasi pochi giorni fa in Mongolia, per la lotta alla desertificazione (Unccd), la pubblicazione del “Global Land Outlook Thematic Report on Rangelands and Pastoralists” ha rivelato una terribile dato: Il 50 per cento dei pascoli è degradato.

Perché preoccuparsi tanto vi chiederete. Con il termine “pascolo” si suole indicare praterie naturali, savane, deserti, zone utilizzate dal bestiame e dagli animali selvatici per pascolare e procurarsi il cibo. Esse rappresentano ben “il 54% di tutta la superficie terrestre e costituiscono un sesto della produzione alimentare globale e quasi un terzo del serbatoio di carbonio del pianeta”, sottolinea il report.

Parliamo dunque non solo della salvaguardia dell’ambiente animale e vegetale, ma della tutela di un settore essenziale, non solo sul piano dell’approvvigionamento alimentare, ma anche del destino dei miliardi di persone impegnate nel settore tra pastori, allevatori, agricoltori.

Soprattutto in zone dell’Asia, dell’Africa e del Sud America, la situazione sta diventando insostenibile. Tra le cause lo studio riporta “la conversione degli stessi in terreni coltivati, l’urbanizzazione, lo sfruttamento eccessivo”, evidenziando paradossalmente come “gli sforzi volti ad aumentare la sicurezza alimentare e la produttività convertendo i pascoli alla produzione agricola in regioni prevalentemente aride, hanno portato al degrado dei terreni e a rendimenti agricoli inferiori“.

Ancora, non dimentichiamo i cambiamenti climatici, e lo stesso abbandono delle risorse umane del settore a causa della carenza di sostegni. Tutto ciò non fa che portare ad una progressiva “diminuzione della fertilità del suolo e dei nutrienti, l’erosione, la salinizzazione, l’alcalinizzazione e la compattazione del terreno che inibiscono la crescita delle piante, contribuendo alla siccità, alle fluttuazioni delle precipitazioni e alla perdita di biodiversità sia in superficie che sotto il suolo“.

ONU: investire nel futuro

A fare da corollario alle cause della terribile situazione che interessa varie aree del mondo, l’ONU inserisce anche “la debolezza e l’inefficacia della governance, la scarsa attuazione di politiche e regolamenti e la mancanza di investimenti nelle comunità rurali e nei modelli di produzione sostenibili, e invita ad abbracciare un nuovo approccio, un approccio innovativo che consenta ai responsabili politici di stabilizzare, ripristinare e gestire le aree di pascolo del pianeta per riuscire a trarre importanti lezioni dai “successi e dai passi falsi della gestione delle aree di pascolo”. Ridurre la conversione del terreni e spingere anzi sulla conservazione, approvare dei piani di gestione sostenibile dei pascoli per aumentare le riserve di carbonio, promuovere politiche di sostegno: queste alcune delle strategie proposte.

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