“Nichilismo”,”Dentro la scatola”,”Con la faccia nello schermo”, queste e molte altre sono le opere multi materiche e coloratissime dell’artista salernitano Nunzio Maccioni. Col termine Onironautica, si indicano le tecniche relative al fatto di  prender coscienza del fatto di star sognando, da cui deriva la capacità di agire nel sogno. Attraverso questa mostra, l’artista ha fuso il concetto di sogno al senso della propria opera. Un viaggio nell’inconscio, attraverso i numerosi volti, che sembrano dissolversi attraverso lo sguardo dello spettatore.  

Come nasce artisticamente Nunzio Maccioni? 

Mi sono approcciato al disegno sin dall’infanzia. Il disegno è sempre stato parte integrante della mia vita, crescendo poi ho capito che era diventato un bisogno e mezzo per esprimermi. Ho abbandonato il liceo scientifico per potermi diplomare all’istituto d’arte. In seguito, ho iniziato l’Accademia d’arte a Napoli non trovandomi bene e, per varie vicissitudini personali, l’ho abbandonata per dipingere qualche mese nella bottega del pittore Lello Grazianodove  insegnavano le tecniche classiche della pittura per poi continuare la mia ricerca stilistica ed espressiva autonomamente. 

Cosa vuoi trasmettere attraverso le tue opere al pubblico? 

In primis dipingo per un esigenza personale, quindi di norma non penso a un pubblico, bensì cerco di esprimere me stesso attraverso la pittura. Ciò che tento di fare è un viaggio introspettivo attraverso le emozioni e i sentimenti umani, cercando di delinearne un volto e poterle a volte esorcizzare, a volte contemplare. È una ricerca dell’inconscio che tento di rappresentare con tecniche figurative e astratte che dialogano tra loro. 

Qual’è il tuo artista di riferimento? 

Molti sono gli artisti che mi hanno ispirato se non nello stilenel pensiero: Basquiat, Bacon, Egon Schiele e molti altri. 

Come definiresti la tua arte con un aggettivo? 

Non saprei definirla con un aggettivo, direi forse introspettiva. Una volta un signore anziano visitando una mia mostra mi ha detto in modo dispregiativo “Tu non sei un pittore, sei in macellaio!”. Ma a me é piaciuta molto questa definizione.   

Ci parleresti in breve di Onironautica, la mostra che si è appena conclusa al museo Pan? 

Onironautica é la pratica di esplorare il sogno lucido, ritrovandosi coscienti di essere in un sogno e interagendo con esso. Per me, il sogno é il momento in cui siamo più vicini al nostro inconscio, e l’onironauta é colui che in modo più assoluto riesce a comunicarci. Ho voluto chiamare così la mostra proprio perché le mie opere tentano di rappresentare come fossi un onironauta,l’inconscio, e tutto ciò che vi é seppellito. Le figure nelle mie opere si perdono, si sfumano e si focalizza lattenzione su un dettaglio, piuttosto che un altro, come accade nei sogni, come quando ci si sveglia e si sa di aver sognato ma ci si ricorda solo un dettaglio. 

 

di Maria Grazia Scrima

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