One Song – Histoire(s) du Théâtre IV chiude la stagione del Teatro Bellini

Mina Grasso 29/05/2024
Updated 2024/05/29 at 4:04 PM
4 Minuti per la lettura

Il Teatro Bellini di Napoli termina la sua stagione negli spazi di via Conte di Ruvo con uno spettacolo sorprendente dal titolo One Song – Histoire(s) du Théâtre IV dell’artista visiva Miet Warlop, che ne cura concept, regia e scene. Performance della durata di sessanta minuti, durante i quali un gruppo di performer simula una sorta di match sportivo con un concerto dal vivo. Il risultato è un pazzesco carico di energia, che va formando una comunità che muove oltre il concetto del singolo, verso il collettivo, così che il particolare possa diventare universale. Dodici artisti entrano nell’arena per un rituale sull’addio, sulla vita e sulla morte, sulla speranza e sulla resurrezione.

Una violinista in equilibrio su una trave suona il suo violino e intanto fa esercizi di atletica, dall’altra parte del palco 4 atleti corrono verso il traguardo, dentro le loto t-shirt con i numeri impressi sulla schiena. Lo spettacolo prende forma lentamente e si anima. C’è anche un piccolo pubblico di 5 elementi con tifo da stadio. Tapis roulant, spalliere svedesi, sul palco è tutto un esercizio a colpi di metronomo, mentre risuonano i tamburi, il contrabbasso, le tastiere. Tutti i componenti suonano da posizioni scomode, insolite. Filo conduttore è il testo di One Song: la canzone dal ritmo incalzante da imparare a memoria, canzone che esorcizza la morte e parla di salvezza, perché il dolore torna sempre, e basta che trovi una strada.

One Song di Miet Warlop al Teatro Bellini

Miet Warlop (1978) è un’artista visiva belga nata a Torhout e che vive e lavora tra Gand e Bruxelles. Ha conseguito un master in Arti visive presso KASK , Ghent. Per il suo progetto di laurea Huilend Hert, Aangeschoten Wild, un'”installazione abitata composta da sei tableaux vivants e un soggetto strisciante”, ha vinto il Franciscus Pycke Jury Award e il premio di residenza per Young Theatre Work 2004.

Il senso ultimo di One Song è quello di dimostrare come una canzone possa donare un senso e un significato unico ad un’intera società. Come possa creare unione nella diversità. La performance è una lotta contro il tempo, nel tentativo di trascendere dal concetto di corpo

Note sullo spettacolo

Sul palco gli artisti Simon Beeckaert, Elisabeth Klinck, Willem Lenaerts, Milan Schudel, Melvin Slabbinck, Joppe Tanghe, Karin Tanghe, Wietse Tanghe e con Imran Alam, Stanislas Bruynseels, Judith Engelen, Flora Van Canneyt. La musica è di Maarten Van Cauwenberghe con il testo della canzone di Miet Warlop, testo che viene ripetuto per tutto il corso della spettacolo. La consulenza artistica è di Jeroen Olyslaegers; la drammaturgia di Giacomo Bisordi; il suono di Bart Van Hoydonck; i costumi di Carol Piron & Filles à Papa; infine, le luci sono di Dennis Diels.

Lo spettacolo è una produzione NTGent, Miet Warlop / Irene Wool vzw con coproduzione Festival d’Avignon, DE SINGEL (Anversa), Tandem Scène Nationale (Arras-Douai), Théâtre Dijon Bourgogne – Centre dramatique national (Dijon), HAU Hebbel am Ufer (Berlino), La Comédie de Valence – Centre dramatique national Drôme – Ardèche (Valenza), Teatre Lliure (Barcellona) con il supporto di Governo delle Fiandre, Città di Ghent, Tax Shelter del Governo Federale del Belgio e con l’aiuto di Frans Brood Productions

La performance musicale di Miet Warlop e NTG ent è stata scelta dal New York Times come una delle migliori performance del 2022! La canzone può essere ascoltata su Vinile e su canali come Spotify e Bandcamp.

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