Oltre i “bonus”: perché è ora di riformare strutturalmente

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In vista della manovra 2020 si è parlato molto di tax expenditures. Ma sapete cosa sono?

Si tratta di agevolazioni fiscali che riducono il prelievo per alcuni contribuenti. Si discute di un loro taglio, dal quale scaturirebbero risparmi per 10 miliardi di euro. Secondo la Cgia di Mestre, attualmente sono 513 le tax expenditures, tra detrazioni, deduzioni d’imposta, crediti d’imposta, aliquote ridotte, imposte sostitutive. Insomma una cosa da maneggiare con cura. Chi si candida a governare il nostro paese, diverso dai precedenti, dice sempre che una delle intenzioni è intervenire su quella lista lunghissima di cosiddette spese fiscali. È una lista che va toccata con molta attenzione, perché ci sono tante cose di interesse per le famiglie e le imprese e in particolare per famiglie e imprese in quanto proprietari di immobili od operatori dell’immobiliare, ad esempio.

La parola “bonus”, sono convinto, la conoscete meglio. Matteo Renzi lanciò il bonus fiscale di 80 euro al mese per il ceto medio “impoverito” (era destinato ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi).

Anche grazie a quel bonus l’allora presidente del Consiglio e segretario del Pd trionfò nelle elezioni europee del 2014 con il 40% dei voti. Da alcuni anni ci si preoccupa più di elargire contentini simbolici piuttosto che immaginare modelli organici di ripresa e sviluppo, attraverso riforme radicali sempre rinviate e giocando sulla sponda dei decimali sperando che producano miracolosi effetti moltiplicatori. È la politica dei bonus, delle mance e delle elargizioni mirate che avrebbe l’ambizione di compensare deficit di status e riappianare la distribuzione delle risorse. I bonus sono politiche compensative, in sostanza .Ed ecco che per redistribuire i redditi e rompere il gap tra ricchi e poveri (e qui ci vorrebbe il virgolettato) si riesumano logiche corporative per status, età e professioni: l’Italia è un Paese di culle vuote? Ecco subito il bonus bebè, da protrarsi fino ai 18 anni. I giovani non studiano e non lavorano, non leggono e passano ore in discoteca o a farsi i selfie? Pronto un bonus speciale per loro. La scuola lascia a desiderare perché i docenti sono demotivati? Da quattro anni li si incentiva con un bonus di 500 euro: spendibile per libri, computer o spettacoli teatrali. Ricordo una parlamentare che si era presentata in TV con uno scontrino chilometrico per dimostrare che 80 euro di spesa risolvevano tanti, ma proprio tanti problemi delle famiglie a reddito medio-basso. In ogni modo la politica del bonus piace. evidenzia l’incapacità della politica di elaborare riforme e misure lungimiranti di medio –lungo periodo capaci di ipotizzare modelli sociali sostenibili, attuando una politica di redistribuzione dei redditi che non produca solo omologazioni (spesso verso il basso). Ma c’è anche il dato più che riguarda una incerta politica di meccanismi di controllo sull’utilizzo dei bonus stessi.. Ma avete una idea dei “bonus esistenti? Non credo. Per il 2020 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni degli anni passati, con alcune novità. Come al solito vi sono quelle finanziate da normative precedenti, e altre introdotte o riconfermate da vari decreti emessi nel corso del 2019 (decreto clima e decreto fiscale) ma soprattutto dall’ultima Legge di Bilancio.

Tra le novità la Carta Giovani Nazionale destinata a cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per promuoverne l’accesso ai beni e ai servizi e il fondo per l’acquisto di sostituti del latte materno, finanziato con 2 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni di euro per gli anni dal 2021 in poi. In corso di attivazione, nell’ambito mutui e finanziamenti, la possibilità di chiedere una sospensione delle rate da parte delle donne vittime di violenza.
Per quanto riguarda invece la rottamazione di vecchie auto e moto, introdotto un buono mobilità spendibile per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.
Introdotto anche il Bonus sulla tassa dei rifiuti (TARI) che sarà regolato dall’ARERA con criteri analoghi a quelli già in essere per i bonus sulle bollette dell’elettricità del gas e dell’acqua. Rifinanziato il Reddito di Cittadinanza, confermate sia la carta acquisti che la Carta famiglia per le famiglie numerose, rifinanziata fino al 2021.
Incrementati tra questo e l’anno passato anche il il fondo a favore delle persone che assistono un familiare non autosufficiente (detti “CAREGIVER FAMILIARI”), fino al 2021, e il “Fondo per l’assistenza disabili gravi privi del sostegno familiare (2 milioni di euro per il 2020).

Riconfermato anche il Bonus bebè con 348 milioni di euro per l’anno 2020 e 410 milioni di euro per l’anno 2021 e ancora attivi sia il premio nascita una tantum che il bonus asili nido per famiglie con bambini nati dal 2016 affetti da gravi patologie croniche.
Per quanto riguarda i mutui ancora possibile ottenere la sospensione delle rate a determinate condizioni. Sempre nell’ambito “finanziamenti” è attivo dal 2019 il fondo sostegno alla natalità, introdotto al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati” per fornire garanzie di Stato al credito concesso a famiglie che fanno o adottano figli e finanziato fino al 2021.

Il fondo garanzia prima casa istituito nel 2014 è stato rifinanziato e continua ad operare il cosiddetto Plafond casa con agevolazioni decise dalle banche che aderiscono volontariamente. Per i fondi affitti gestiti localmente dai Comuni sono sempre attivi quello destinato agli inquilini morosi (cosiddetta morosità incolpevole) e il “Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” relativo in generale a situazioni di difficoltà degli inquilini.

Infine, rinnovati come sempre anche i bonus sulle bollette di elettricità, gas e acqua con una nuova soglia Isee che include un maggior numero di famiglie. Si fa presente che ancora per il 2020 questi bonus sono fruibili su richiesta, ma dal 2021 dovrebbe scattarne l’automaticità. Ho fatto dei calcoli: sono 35 i “bonus” esistenti.

La politica deve offrire una capacità progettuale. Bonus, mezze misure e interventi settoriali (elogiati dalle maggioranze come stimoli positivi e attaccati dalle opposizioni come mance) servono a poco, non hanno l’efficacia di una riforma universale diretta a tutti i cittadini. Alle volte i bonus possono aiutare a mietere voti ma esauriscono presto gli effetti: i trionfatori delle elezioni poi cadono rovinosamente nella polvere.

 

di Nicola Dario

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