Oipa e la sua missione: la protezione dei nostri amici a quattro zampe

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L’Oipa (Organizzazione internazionale per la protezione degli animali) è una ODV riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente il cui scopo fondamentale è la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del mondo animale. Si batte contro la vivisezione e qualsiasi forma di maltrattamento animale, impegnandosi ogni giorno del salvataggio diretto di animali. L’Oipa ha sedi in tutt’Italia ed abbiamo incontrato Enza Buono, responsabile Oipa Napoli, per saperne qualcosa in più e soprattutto per sostenere questo tipo di iniziativa.  

Innanzitutto, come nasce Oipa? 

«L’Oipa è un’organizzazione internazionale di volontariato volta alla protezione e alla tutela degli animali. Nasce nel 1981 a Lugano da un’idea della Dr.ssa Milly Schar Manzoli spinta dal forte desiderio di proteggere gli animali. Attualmente conta sedi in 5 contenenti diversi, più di 150 in Italia».  

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Qual è il suo obiettivo principale ed in che modo cercate ogni giorno di raggiungerlo? 

«L’obiettivo principale è porsi a protezione di creature indifese che non hanno voce. Combatte qualsiasi forma di maltrattamento e cerca tramite banchetti informativi ed interventi diretti di diffondere una corretta cultura di rispetto per tutte le specie animali. Ogni singola battaglia viene portata avanti con l’impegno, la dedizione e la passione incondizionata di tanti volontari».  

L’aiuto dei volontari è dunque fondamentale, una parte integrante di questa macchina. In che modo viene gestito il tutto? 

«Abbiamo una sede legale ubicata a Varcaturo utilizzata perlopiù per le riunioni di gruppo. Il resto della nostra attività si svolge direttamente sull’intero territorio di Napoli. Abbiamo una settantina di volontari che partecipano attivamente ai recuperi, ai banchetti informativi ed alle raccolte pappa. Ci sono alcuni rifugi o pensioni private con cui collaboriamo attivamente per poter tenere in stallo i nostri animali e permettergli di avere maggior visibilità. Nell’ultimo periodo, fortunatamente, anche la collaborazione con i canili è aumentata e questo ci permette di occuparci di un numero di cuccioli sempre maggiore». 

Dalle vostre pagine social spesso si vedono recuperi di cani o gatti salvati da situazioni disastrose… 

«Spesso ci capita di recuperare cani in condizioni decisamente non ottimali. A dicembre abbiamo recuperato una cucciolata randagia che era intrappolata sotto una struttura crollata a causa del mal tempo, abbiamo alzato le lamiere di ferro con la sola forza fisica e ci siamo calate in un buco nel terreno per recuperarli. Nella cucciolata c’era una cagnolina con una zampa ferita ed un taglio sul collo, probabilmente le avevano strappato via il microchip per poterla abbandonare liberamente. Abbiamo poi salvato un gattino di pochi giorni con una forte infezione agli occhi, una nostra volontaria l’ha allattato notte e giorno per potergli salvare la vita. Ancora un altro esempio, proprio qualche mattina fa abbiamo recuperato una cucciola di un mese ritrovata un’aperta campagna, scheletrica e piena di uova di mosche. La cattiveria e la brutalità delle persone non smette mai di stupirci». 

Come aiutate concretamente questi cuccioli? 

«Il nostro aiuto si divide in più parti, il primo riguarda l’intervento sul territorio, cerchiamo di fare quanti più recuperi possibili e seguiamo i cd “cani di quartiere”, li reimmettiamo sul territorio dopo averli sterilizzati così da prevenire cucciolate randagie e facciamo sì che abbiano sempre cibo, acqua ed eventuali cure mediche. La seconda parte riguarda la possibilità di trovare una casa a tutti i nostri amici a quattro zampe enon limitandoci soltanto ai cuccioli, stiamo cercando pian piano di trovare una casa anche ai cani più anziani che sono rinchiusi da troppi anni in canile. Con il nostro progetto “svuota canile” cerchiamo di tirarne fuori il più possibile, funziona così: innanzitutto li spostiamo in stalli privati dove possono conoscere l’amore di una casa, li seguiamo quando necessario con dei percorsi rieducativi e poi cerchiamo la famiglia giusta per loro. Molti di loro in questo momento si stanno godendo finalmente un bel divano grazie al nostro progetto “svuota canile”».  

Come viene scelta la famiglia “giusta” per il trovatello? 

«Scegliere la giusta famiglia è un lavoro che prendiamo molto seriamente, chiediamo alle persone che ci contattano di fare una loro breve presentazione e di compilare un piccolo questionario. Quello è un po’ il curriculum delle famiglie, da poche semplici domande si riesce a capire già molto del modo in cui penseranno di prendersi cura del cucciolo. I questionari vengono valutati in gruppo dopodiché viene fatta una visita di preaffido alla famiglia. Si tratta perlopiù di una semplice chiacchierata informale ma serve a capire se l’impegno e il desiderio sono reali, il nostro obiettivo è affidare i nostri animali a famiglie che li ameranno per la vita e se abbiamo anche il minimo dubbio che possa non essere così, preferiamo continuare con le ricerche. Famiglie che avevamo considerato non adatte ci hanno contattato poi mesi dopo perché avevano preso un cane o un gatto e non sapevano gestirlo.  Certo qualche volta ci è capitato di sbagliare e abbiamo dovuto rimediare, ma ogni giorno cerchiamo sempre d’imparare dagli errori passati e di dire anche un no in più finché non troviamo le persone per le quali non sia un semplice animale ma un vero e proprio membro della famiglia». 

Quali sono i vostri piani per il futuro? E soprattutto come possiamo noi tutti aiutarvi in questa generosa missione? 

«I nostri piani per il futuro sono abbastanza vasti, il più ambizioso è quello di raggiungere l’obiettivo di zero cani in canile, obiettivo che in una provincia come quella di Napoli è davvero duro. Innanzitutto dobbiamo educare le persone alla giusta cura dei cani, mettere il microchip o sterilizzare sono piccoli passi che possono prevenire gli abbandoni. E poi educare all’adozione dei cani adulti.  È un lungo percorso ma siamo soddisfatte nel dire che in almeno uno dei canili di Napoli, quello di Procida, siamo riuscite a raggiungere l’obiettivo. L’aiuto che chiediamo alle persone è innanzitutto quello di non comprare ma di adottare sempre, vi chiediamo di sostenere i nostri progetti e se non potete portare un animale a casa con voi potete almeno aiutarci adottandolo a distanza. Un altro aiuto senza sforzo ma davvero essenziale è la condivisione dei nostri appelli sui social, ogni condivisione aumenta le possibilità che i nostri animali arrivino sulla bacheca della famiglia giusta.  Per quanto riguarda i nostri contatti, sotto ogni post di Instagram o Facebook (@oipa_napolieprovinciaè possibile trovare i recapiti telefonici di diverse volontarie che costantemente rispondono anche tramite messaggi whatsapp». 

di Ludovica Palumbo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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