“Officina Volturno” e “Arte e Mestieri”, unite per un obiettivo comune

Catello Maresca e Angelo Morlando Officina Volturno & Arti e Mestieri - Photo credit Gabriele Arenare

Catello Maresca: «Faremo formazione nel cuore di Napoli»

 

Lassociazione “Officina Volturno” ha una storia di 16 anni, che si alimenta con la forza del “fare quotidiano” e con la convinzione che le mafie si “devono sconfiggere”, non basta combatterle. Abbiamo iniziato con una piccola sede aperta tutti i giorni in Pinetamare (località di Castel Volturno) e in tanti anni solo poche persone hanno avuto la perseveranza di sostenere concretamente un progetto che ha posto alle proprie basi la diffusione di una corretta e verificata informazione e la ricerca delle numerose eccellenze del territorio campano.

Tra queste persone è doveroso citare il dott. Catello Maresca, magistrato da sempre in prima linea nella lotta alle mafie, autore di libri importanti come “Male Capitale” e il recente “Senso di Marcia”, scritto a quattro mani con Leandro del Gaudio, giornalista che si batte per la nostra stessa causa. Da poco il dott. Maresca ha creato, unitamente all’imprenditore/editore Rosario Bianco, una nuova associazione chiamata “Arte e Mestieri”, con lo scopo di avvicinare i più giovani proprio alle arti e ai mestieri in generale, con speciale riferimento alla tradizione partenopea; il tutto in sinergia con la Fondazione F.I.R.S.T. (Frontiere Internazionali di Ricerca Scientifica e Tecnologica). Le attività organizzate sono molteplici e tra queste vi sono anche corsi di giornalismo; è stato proprio in concomitanza dell’inizio di questa iniziativa che siamo stati invitati a Palazzo Marigliano, venendo accolti dal dott. Maresca con le seguenti parole: «Questa è casa vostra! Dovete essere parte attiva di questo progetto!». In questo modo abbiamo scoperto di essere anche noi protagonisti del programma; ci emoziona e ci onora poter fornire il nostro concreto contributo. Al margine dell’incontro, il dott. Catello Maresca ci ha rilasciato un’intervista.

 

 

 

Ci può raccontare alcune delle nuove iniziative già partite?
«Possiamo annunciare ufficialmente l’apertura della sede napoletana a palazzo Marigliano e l’inizio delle attività. Abbiamo già inaugurato il corso per “pizzaiuoli” unitamente a Don Luigi Merola, nel quartiere Arenaccia, nella villa confiscata al boss Raffaele Brancaccio, oggi sede della fondazione di recupero minorile “A’ Voce d’è Creature”. Ci sono già otto ragazzi iscritti».

Una delle priorità dell’associazione?
«Abbiamo necessità di “Informare” ed è per questo che vi ho invitato proprio oggi: questa è la vostra casa. L’inizio del percorso è stato affidato a Leandro del Gaudio. Con il contributo dell’associazione “Officina Volturno” e della redazione di “Informare”, possiamo permettere a questi ragazzi di compiere un iter che dopo due anni, come da regolamento dell’Ordine dei Giornalisti, può portare all’ottenimento del tesserino di giornalista pubblicista».

Già tanti giovani bussano alla porta di quest’associazione, cosa vuol dire?
«È un segnale molto importante, perché significa che questa città risponde; ci sono le motivazioni per uscire da quel fango nel quale sembrava essersi impantanata. Ciò è possibile soprattutto tramite la partecipazione dei ragazzi e la consapevolezza che, insieme, possiamo costruire qualcosa di importante. Spero che questa scintilla si espanda in tutta la città. Stiamo intercettando il concetto di disagio sociale, con difficoltà ed impegno, ma questi ragazzi ti danno la forza di andare avanti e la consapevolezza che stai percorrendo la strada giusta. Dobbiamo riprenderci i giovani, anche convincendoli ad uscire dalla loro realtà fittizia in cui sembrano vivere. Oggi si relazionano tramite i social e, paradossalmente, questo mondo non è così “sociale”. Bisogna risocializzare i ragazzi. C’è già tanta partecipazione e voglia di fare. Spero si allarghi ancora di più, soprattutto in quei mestieri che rappresentano la manualità della nostra tradizione. L’associazione “Arte e Mestieri” passa anche per questo: avvicinare i ragazzi a ciò che hanno abbandonato».

Recentemente ha assunto nuovi incarichi presso la Procura di Napoli. Ce li può raccontare?
«Ora faccio parte del cosiddetto “Pool Mani Pulite” occupandomi sia di anticorruzione che di antiterrorismo. Ruoli e compiti diversi, ma con le medesime motivazioni. Seguo anche la questione dei beni confiscati e, quindi, sembrerebbe che la Regione Campania abbia ampliato la possibilità di affidare tali beni anche ad associazioni, fondazioni e similari».

Ringraziando il dott. Maresca per averci coinvolto in questa iniziativa meritoria e benefica, ci stiamo immediatamente attivando per fornire risposte concrete ai tanti giovani che hanno il diritto di avere almeno delle opportunità. Accettiamo il compito consapevoli dell’ulteriori responsabilità e impegno che ci attendono.

di Angelo Morlando

Tratto da Informare n° 179 Marzo 2018