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Tra realtà e scaramanzia si fanno strada le credenze popolari, scopriamo però come,quando e perchè queste ultime sono nate.

Le credenze sono tante e diffuse quasi in tutto il mondo, ma la tradizione napoletana primeggia senza storia coniando nel tempo vere e proprie figure e modalità “contro la sfortuna”. Tanto per citarne alcune, non possiamo non ricordare il famoso “corno portafortuna” o l’effige di un gobbetto, passando per il famoso lancio di sale dietro la spalla sinistra.

Mettere il cappello sul letto

Appoggiare il proprio cappello sul letto di casa è segno di cattiva sorte per colui che lo occupa. Tale credenza ha radici molto antiche, ed è riconducibile al fatto che in passato, quando i medici o i preti venivano chiamati in situazioni molto gravi, data l’urgenza di agire in tempi brevi, abbandonavano il proprio cappello ai piedi del letto.

Tale immagine è giunta fino a noi e quindi ogni qualvolta lo si pone sul letto, rievoca cattivi pensieri nelle menti dei più scaramantici.

La leggenda del gatto nero

In Italia, Stati Uniti e Spagna vedere un gatto nero che attraversa la strada è segno di sventura mentre assume un significato del tutto opposto in Giappone, Inghilterra e Scozia, dove indica invece prosperità.

La storia del felino nero risale addirittura al Medioevo, infatti i cavalli molto spesso venivano spaventati dagli occhi gialli dei gatti neri e per tale motivo si iniziò ad ipotizzare che queste creature potessero incarnare un qualche spirito maligno. Diversi Papi chiesero di bruciarli per questo motivo.

Passare sotto una scala aperta

Secondo una credenza popolare, una scala appoggiata alla parete assume una forma triangolare, la quale dovrebbe rappresentare la trinità. Per tal motivo, passare al di sotto di queste scale rappresenterebbe una mancanza di rispetto e di conseguenza un avvicinamento a Satana.

Il simbolo della scala presenta però anche una seconda chiave di lettura, questa volta di origine egizia. In alcune tombe risalenti a questa epoca, sono state ritrovate delle piccole scale a nove pioli, che simboleggiavano gli dei. Insieme ad Osiride, dio dell’oltretomba, rappresentavano l’esodo del ciclo vitale di un uomo.

Cin cin ma senza guardarci

Tutti abbiamo l’abitudine di brindare, lo facciamo ai compleanni, ai matrimoni, a Capodanno e probabilmente in quasi tutte le ricorrenze, ma secondo una credenza antica, non dovremmo guardare negli occhi i nostri dirimpettai.

Secondo una leggenda medioevale infatti i brindisi prevedevano che i commensali non si guardassero negli occhi, ma fissassero costantemente il proprio bicchiere. Questo per evitare che gli invitati potessero aggiungere del veleno nei vari bicchieri.

Mai aprire un ombrello in casa

Tutti noi siamo stati rimproverati almeno una volta, di aver aperto, seppur inavvertitamente, il proprio ombrello in casa. Sono due le tradizioni che motivano tutto ciò.

Gli ombrelli erano usati, già all’epoca dei romani, per difendersi dal sole e dalla pioggia e per tal motivo aprire il proprio ombrello in casa rappresentava una mancanza di rispetto per il dio del Sole, portando sfortuna alla propria famiglia.

La seconda teoria ha invece origini più recenti, infatti in tempi di crisi, gli ombrelli venivano usati per tappare i buchi presenti nelle abitazioni delle persone più povere, per questo, aprirlo in casa potrebbe portare a delle sfortune finanziarie.

L’olio rovesciato sul tavolo

Se involontariamente venisse rovesciata un’oliera sul tavolo o sul pavimento, tale gesto potrebbe condurre a molti anni di sfortuna, questo perché in tempi antichi questo condimento era ritenuto estremamente prezioso e per tal motivo non doveva esser sprecato. Basterà però versarci sopra del sale, per annullare il suo “potere”.

Sale caduto

Rimanendo in tema di ingredienti, far cadere inavvertitamente del sale, significava correre il rischio di perdere soldi. Il motivo è molto simile a quanto già citato per l’olio, infatti anche il sale era considerato preziosissimo (non a caso da questa parola deriva il termine “salario”).

Per scongiurare ogni tipo di “sfortuna”, in tal caso basterà raccoglierlo tutto e tirarsi tre manciate dietro alle spalle, preferibilmente la sinistra.

Vietato mettere il pane sottosopra

Questa credenza nasce tra il sacro e il profano. Per quanto riguarda il primo aspetto, il pane rappresenterebbe il corpo di Cristo e quindi significherebbe in questo caso mettere Cristo a testa in giù.

Secondo la lettura profana invece, il pane non andrebbe mai posto al contrario in quanto in passato il cibo rovesciato era destinato ai boia, in segno di disprezzo.

«Essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male»
Eduardo De Filippo

di Simone Cerciello

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