O.N.A.F. da trent’anni crea assaggiatori di formaggi

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L’ O.N.A.F. è l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi e nasce trenta anni fa esattamente nel 1989, tant’è che il prossimo anno ci saranno una serie di eventi, che saranno poi pubblicizzati per il tramite delle delegazioni, che sono sparse in tutte le regioni di Italia e nasce con lo scopo di far promuovere il mondo caseario.
La conoscenza del settore caseario è, rispetto ad altri settori del Food, un po’ indietro, per esempio rispetto al mondo del vino, ma comunque è tutto da scoprire.
In Italia sono una 50^ i prodotti a marchio DOP e IGP per quanto riguarda i formaggi, la nostra nazione è il paese della Comunità Europea che ha più marchi registrati e tantissime produzioni locali a marchi PAT che sta a significare “Prodotti agroalimentari tradizionali” considerando che la Regione Campania è la prima regione in Italia con il più alto numero di prodotti a marchio PAT, racchiude quelle tipicità agroalimentari in via di estinzione, che si producono in determinate zone.

Grazie al lavoro di O.N.A.F. e SLOW FOOD si sta cercando di salvaguardare queste produzioni. O.N.A.F. in Campania è organizzata con delegazioni in tutte e cinque le provincie, la delegata di Salerno è la Vice Presidente Nazionale dell’organizzazione che ha sede a Roma. Questa formazione, se così la si vuol definire, ha anche un organigramma interno che organizza corsi per assaggiatori di formaggi, che vengono tenuti da tutte le delegazioni e in provincia di Caserta, questo incarico viene portato avanti dal Dott. Mario Sanza (che sta organizzando un corso che si terrà ad Aversa nei prossimi mesi) con la presentazione di nuovi formaggi, cercando di promuovere e far conoscere ai consumatori questi prodotti che vengono a loro presentati. Purtroppo il consumatore non è abituato, e non conosce ancora la differenza tra un formaggio “industriale” e un formaggio “artigianale”, tra formaggio a “latte crudo” e formaggio a “latte pastorizzato”.
Chiaro al supermercato oggi si trovano formaggi che rientrano nel massimo della sicurezza alimentare, ma che non riuniscono più quelle caratteristiche gusto olfattive particolari come tanti formaggi simili che vengono prodotti con latte crudo o prodotti in maniera artigianale e quindi lo scopo di O.N.A.F. è quello di promuovere e valorizzare queste eccellenze casearie che sono tipiche di un determinato territorio. Il Dott. Mario Sanza è un agronomo che lavora nel settore agroalimentare da tanto tempo, lavorando dapprima in una organizzazione di categoria, la Confagricoltura, e poi da circa 20 anni lavora con un ente di certificazione “Agroqualità S.p.A.”, occupandosi specificatamente in qualità di ispettore delle certificazioni nel settore agroalimentare, controllando tra le altre cose prodotti DOC e IGP, occupandosi proprio del settore caseario magari andando in Calabria o in un’altra provincia della Campania, muovendosi sia in Italia che all’estero.
“Agroqualità” che è un ente autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Agroalimentari e Forestali effettua controlli sui prodotti DOC e IGP e mantiene comunque una certa autonomia che li porta a rilasciare certificazioni volontarie, tipo sulla qualità, ambientali e certificazioni che si rivolgono ad aziende che vogliono esportare all’estero.

Il Dott. Sanza afferma che purtroppo la mentalità dell’Associazionismo in Campania è lacunosa, nonostante che il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana sia la quarta realtà italiana dopo il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il Prosciutto di Parma.
La Regione Campania ha finanziato dei progetti sulla valorizzazione dei prodotti ma purtroppo i finanziamenti rischiano di tornare indietro perché purtroppo esiste poco interesse nella provincia di Caserta rispetto ad altre province come quella di Salerno dove invece l’Associazionismo è molto vivo. Si sta cercando di unire nelle promozioni dei prodotti caseari l’imprenditore affiancato al ristoratore o albergatore, staremo a vedere.
Alla domanda il sogno nel cassetto Mario Sanza ci risponde: “far crescere l’associazione, portare avanti la valorizzazione di un prodotto caseario tramite la valorizzazione di un territorio, anche tramite le iniziative da parte di giovani casari dell’Alto Casertano, arrivando a una vendita diretta nell’azienda di produzione di più della metà dei prodotti come avviene in Francia dove più della produzione casearia viene venduta in azienda. Chiaro che il fatturato maggiore in provincia di Caserta viene dato dalla produzione di Mozzarella di Bufala tant’è che Caserta è la prima provincia per fatturato e insieme alla Regione Campania si stanzia al terzo posto nazionale per fatturati dovuti a prodotti a marchio DOP e IGP”.

di Antonino Calopresti

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