Nuovo regolamento in Formula 1, ecco le vetture più “strane” di sempre

Il mondo della Formula 1 si appresta ad una modifica sostanziale dei regolamenti, che vedranno, nei prossimi anni,vetture completamente rivoluzionate e progetti spinti ulteriormente al limite.

I cinque punti fondamentali del nuovo regolamento sportivo e tecnico:

  1. Migliorare e favorire la competizione in pista
  2. Riduzione delle differenze prestazionali tra le vetture
  3. Riduzione dei costi e sostenibilità finanziaria per i team
  4. Contribuire maggiormente al rispetto dell’ambiente
  5. Creare vetture più belle esteticamente e più attraenti

Con queste premesse si assisterà sicuramente ad una ricerca estrema verso elementi innovativi, che possano in qualche modo alterare le gerarchie attualmente presenti.

Nella storia sono state molte le stagioni che hanno visto presentarsi ai nastri di partenza, vetture altamente sofisticate e talvolta anche molto “bizzarre”.

Ecco alcune tra le più iconiche:

6 è meglio di 4

La  Tyrrell P34 del 1976 e 1977 , fu opera del progettista Derek Gardner, il quale introdusse la prima e unica vettura di Formula 1 con 6 ruote.

Tale accorgimento aerodinamico avrebbe permesso, in teoria, meno attrito con l’aria, quindi più velocità nei rettilinei e maggior direzionalità in curva.

La Tyrrell P34 riuscì a trionfare solo nel Gran Premio di Svezia del 1976 e il suo progetto fu abbandonato poi, quando la FIA stabilì in seguito l’obbligo delle sole 4 ruote (quindi non 6).

L’auto con un “vassoio da tè”

La March 711 fu prodotta nel 1971 ed era caratterizzata da un’ala ellittica che andava ad innalzarsi al di sopra di un musetto basso e arrotondato, una novità rispetto ai soliti musi bassi.

Gli inglesi ribattezzarono questo elemento aerodinamico in ”coffee table” o ”tea tray” (tavolino da caffè/vassoio da tè), proprio per la sua forma stravagante.  Inutile dire che resta tutt’oggi una delle auto più “strane” di sempre nella storia della Formula 1.

Mettiamone uno in più

La Arrows A22 fu introdotta nel 2001, in occasione del Gran Premio di Monaco del 2001, con un’ala supplementare nella ricerca estrema di maggior deportanza.

L’intuizione tecnica non sarà presentata mai ufficialmente ai nastri di partenza del GP, per la sua pericolosità e sarà quindi rimossa prima della gara.

In quella occasione, i due piloti del team britannico, Jos Verstappen(padre dell’attuale pilota della Red Bull)  e Bernoldi, , si piazzarono, nonostante tutto, ottavo e nono.

Spostatevi arriva la “balena”

 

La Eifelland E21 di Rolf Stommelen, fu denominata “la balena”, per le sue forme poco aggraziate e per un curioso, quanto innovativo, unico specchietto posteriore, sorretto da un pilone, rinominato poi “periscopio”.

La vettura del team tedesco prese parte ad 8 Gran premi di Formula 1 nel 1972, salvo poi abbandonare i palcoscenici a seguito dell’arrivo di nuovi investitori, poco interessati al mondo delle corse.

Un “Boomerang” in pista

La Tyrrell Benetton 012 corse nel 1983, ma a far notizia fu il tentativo (poco fruttuoso) di introdurre un’ala posteriore simile ad un “boomerang”.

La linea del progetto si ispirava al design di un bombardiere Stealth e la funzione della modifica sarebbe stata quella di creare l’effetto di un’ala più grande.

I risultati furono tutt’altro che soddisfacenti e il “boomerang” fu usato solo nelle prove libere.

3 è il numero perfetto…o forse no

La Ensign N179 fu una vettura inglese che debuttò nel mondiale 1979, introducendo non 2, ma bene 3 radiatori sul muso anteriore, con lo scopo di garantire un miglior raffreddamento.

Il progetto fu un totale fallimento, non ottenendo nemmeno un punto, e paradossalmente i piloti lamentavano addirittura temperature estreme all’interno dell’abitacolo.

1 sola gara per fare la storia

1 gara, 1 vittoria, fine della favola…

Quello della Brabham BT46B risulta essere probabilmente il capitolo più strano nella storia della Formula 1.

La vettura presentava un enorme ventola sul posteriore, che aveva il compito di raffreddare i radiatori posti sopra il V12 Boxer Alfa Romeo, ma in realtà risucchiava tutta l’aria nel sotto vettura, innescando il cosiddetto “effetto suolo” (che tornerà proprio nei nuovi regolamenti, dopo esser stato bandito per anni a seguito di numerosi incidenti).

Lauda stravince il GP di Svezia del 1978 al debutto della monoposto con 30 secondi di vantaggio.

Immediatamente dopo l’arrivo, il “ventolone” sarà dichiarato illegale, perché accusato di sparare a chi lo segue qualsiasi cosa venga aspirato.

Una “teiera” in Formula 1

Il campionato del 1976 vedrà debuttare la Ligier JS5, vettura francese.

Passerà alla storia per il box gigante, presente alle spalle del pilota, che attribuirà alla monoposto il soprannome di “teiera”. Nel corso della stagione il regolamento imporrà poi un limite di altezza per le monoposto, sancendo la scomparsa del box.

La Formula 1 è da sempre palcoscenico di innovazioni spettacolari, chissà che non possa esser così anche in occasione della rivoluzione tecnica che avverrà…

“Se senti l’auto perfettamente sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza forte”

Mario Andretti

di Simone Cerciello

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