È solo di poche settimane fa l’annuncio dell’ex monopolista delle telecomunicazioni TIM, di voler continuare a scommettere sulla trasformazione digitale per il Sud del nostro paese.

Ma andiamo per gradi per cercare di comprendere il significato dell’avvento di internet che ha ridefinito i confini geografici; anche la nostra è cambiata tanto è che attraverso l’uso delle tecnologie, viviamo eventi lontani fisicamente da noi.

L’innovazione tecnologica interessa tutti i campi e tutti i mercati, ma in questo ambito il nostro paese si colloca in una posizione contraddittoria, poiché se da un lato il mercato ICT è incerto con un’espansione delle infrastrutture tecnologiche al di sotto della media europea, dall’altra si pone nelle prime posizioni per la diffusione di alcune tecnologie digitali.

L’Italia può essere quindi definita un paese che “consuma” in modo avido le tecnologie, ma ahimè si dimostra alquanto arretrata in termini di produzione e sviluppo tecnologico, soprattutto nell’ambito della information Technology.

Negli ultimi anni le politiche urbane si sono concentrate verso la realizzazione delle Smart City, il cui funzionamento e competitività non dipende solo dalle infrastrutture capitali, inteso come capitale fisico, ma anche e soprattutto dalle ICT (infrastrutture per la comunicazione).

Le Smart City, le città digitali per intenderci, sono quelle realtà urbane moderne in grado di gestire le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare ed il suo stesso modello di amministrazione.

Sono proprio queste le sfide delle città del futuro ed i temi che TIM intende trattare nelle sedi di TIM WCAP, in collaborazione con le Università e le Istituzioni locali.

Correva l’anno 2009 quando si concretizza sempre di più l’idea che il “mondo” chiede ulteriori cambiamenti e, l’ICT fa sempre più parte del quotidiano delle persone e delle aziende generando dei cambiamenti di stile di vita e di lavoro.

L’azienda TIM, che guarda sempre al futuro, mette in campo la Working Capital e con la Call for Ideas vuole supportare giovani talenti con progetti di ricerca d’impresa in ambito digitale.

Ma il tempo va avanti veloce, così come le innovazioni e le tecnologie ed è proprio questo nuovo ecosistema che dà fiducia ed energia per la realizzazione di nuovi progetti. Ed allora perché non cercare nuovi prodotti, idee, servizi, l'”innovation” di aziende e start up per proporre eventuali progetti a Tim?

Le TIM WCAP sono presenti in più città: Milano, Bologna, Roma e Catania ed in autunno anche Napoli avrà il suo hub.

Tutte queste sedi hanno posti multifunzionali con spazi di co-working per le startup le quali partecipano al programma. Sono presenti anche società esterne con proposte nuove ed interessanti. L’intento è quello di promuovere sinergie tra community territoriali, partner e altre realtà per la diffusione della cultura digitale, perché l’Open innovation significa Open collaboration.

La parola d’ordine di TIM WCAP è “accelerazione verso il futuro” e gli strumenti utilizzati sono proprio quelli del nuovo scenario tecnologico come Call for Startups, Call for Partners, Hackathon, Bootcamp, Scouting. Le startup, PMI innovative e gli studenti avranno accesso a piattaforme e asset tecnologici onde sviluppare applicazioni e soluzioni digitali per una maturazione imprenditoriale.

Seguendo la scia della open innovation, Tim continua la sua scommessa sulla trasformazione digitale nel sud del paese, aprendo un nuovo hub proprio nel capoluogo partenopeo.

La mission è sempre quella di sviluppare la cultura digitale e quale altro partner strategico oltre l’Università Federico II, se non CISCO considerato leader tecnologico mondiale può sostenere tale progetto?

Il protocollo d’intesa tra le due società è stato firmato in occasione del Mobile World Congress tenutosi a Barcellona tra il 26 febbraio ed il primo marzo 2018, con l’obiettivo di accelerare la digitalizzazione dell’Italia. La fiera infatti si conferma come il principale evento europeo sul mondo mobile, occasione unica per fare il punto sui principali trend del settore e per misurare i nuovi equilibri tra i grandi brand. Cisco e TIM sono insieme infatti per accelerare la digitalizzazione dell’Italia e, grazie alle rispettive competenze e tecnologie, vogliono realizzare un programma congiunto di innovazione e business per offrire nuove soluzioni e servizi innovativi.

TIM ha intrapreso inoltre, con altri leader del settore Qualcomm, Ericsson e Huawei, accordi di collaborazione con l’obiettivo di implementare il potenziale delle tecnologie ICT di quinta generazione.

La scelta delle sinergie non è casuale e, come i maggiori leader aziendali del settore, anche l’Università Federico II, già sede della Apple Accademy, è considerata un’istituzione accademica incline alle innovazioni tecnologiche.

«In ambito ICT, i prossimi anni offriranno l’occasione di creare valore a beneficio di tutti gli attori – afferma Mario Di Mauro di TIM – bisogna investire oggi perché ci siano ritorni nel futuro, e bisogna farlo assieme. Per raggiungere quest’obiettivo tutti devono cooperare: Pubblica Amministrazione, Università, grandi aziende, PMI e startup».

La collaborazione con una partership strategica ed una visione più ampia degli obiettivi saranno il motore per condividere iniziative di open innovation, che porteranno a nuovi modi di fare “innovazione aperta”, per la creazione di una convergenza per progetti di innovazione digital.

di Angela Di Micco