Nuova Zelanda, scenari idilliaci da cui prendere spunto

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Un viaggio virtuale nei pressi del paese meno colpito dalla pandemia globale, dai sovranismi e dalla disuguaglianza di genere.

La Nuova Zelanda, da molto tempo, rappresenta la culla dell’etica politica, della perfetta armonia fra uomo e ambiente e della tolleranza etnica. Tutto ciò rigorosamente sistemico, difficile da sradicare. Il mese scorso ha rinnovato il suo mandato, con una vittoria schiacciante, la progressista Jacinda Ardern, in carica dal 2017.

Prima di entrare nel vivo della realtà neo zelandese capiamo dove ci si muove. La sua capitale è Wellington, uno dei paesi con minore tasso di densità abitativa per chilometro quadrato.

La Nuova Zelanda è stata la prima nazione in assoluto a riconoscere il diritto di voto alle donne.

Ricordiamo il 19 settembre 1893, data in cui l’allora governatore Lord Glasgow sottoscrisse un Electoral Act che concedeva alle donne il diritto di votare. Questa legge fu il risultato di anni di lotta e dedizione alla causa da parte delle suffragette kiwi.

Ironia della sorte, nel 2017 subentra proprio la femminista Jacinda Ardern alla guida del paese. Subito promette l’eliminazione della gender inequality, promessa mantenuta nel gennaio 2020 quando la Nuova Zelanda azzera ufficialmente le differenze salariali fra uomo e donna, scrivendo un’importantissima pagina di storia per lo Stato dell’Oceania. Nonostante ciò, la figura femminile nella classe dirigente interrpeta ancora un ruolo marginale.

La Ardern durante la presidenza ha avuto una gravidanza, le chiesero se fosse il momento migliore, lei rispose: “È assolutamente inaccettabile porre domande di questo tipo alle donne nel 2017. La scelta del momento giusto per avere dei figli appartiene alle donne”. Poi lanciò un inno contro il gender gap: “La scelta non deve determinare in alcun modo l’ottenimento o meno di un posto di lavoro”.

Il suo programma è stato tutto incentrato sul femminismo e l’ambientalismo. Ma nella sua azione ci sono anche tante misure sociali: il taglio dei costi per gli studenti universitari, le politiche per la casa rivolte alle fasce più deboli. E, ovviamente, la depenalizzazione dell’aborto entro le prime 20 settimane di gravidanza.

In secondo luogo, il paese è attualmente covid free. Il totale dei contagiati, da inizio pandemia, è di circa 1900, 1830 guarigioni e 25 decessi su una popolazione di 4,9 milioni di abitanti. Altro punto a favore della fazione progressista ecologista di maggioranza.

Cambiando completamente argomento, riavvolgiamo il nastro fino al 15 Marzo 2019.

“Mi sono ispirato alla strage compiuta ad Utoya, in Norvegia, da Anders Breivik nel 2011. Voglio uccidere gli stranieri invasori”. L’attacco avvenne alle 13.40 ora locale, l’1.40 del mattino in Italia.

Il bilancio delle vittime fu di almeno 49 morti. “È uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda. Siamo davanti a un atto di violenza senza precedenti”, affermò la premier.  Il primo allarme arrivò dalla moschea di Al Noor, dove circa 300 erano le persone presenti alla preghiera del venerdì.

Un commando di quattro persone guidate da un ventottenne australiano, Brenton Tarrant, assassinò 41 persone, mentre altre otto morirono in una seconda moschea. In quell’occasione la Ardern riuscì ad interagire con la comunità musulmana con molta empatia. La premier, di fronte alla strage, “ha comunicato in modo rapido”, dando ai neozelandesi tutte le informazioni che poteva e fornendoli anche di “un linguaggio in cui dire l’indicibile, dar voce allo choc e al dolore”.

Jacinda Ardern usò tre parole significative per parlare di coloro i quali furono coinvolti nell’attacco, “loro sono noi, e così “l’altro” dei musulmani come qualcosa di separato, diverso, non abbastanza parte di noi, è stato abbattuto in un colpo solo”.

Insomma, la Nuova Zelanda rappresenta attualmente l’oasi del progressismo istituzionale. Il caso di Al Noor si può realmente definire isolato.

Parità di genere, contenimento assoluto della pandemia globale e dialogo con le minoranze etniche. This is Aotearoa, terra di mare.

di Matteo Giacca

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