Ong migranti

Nuovo Decreto Ong: la svolta del governo sui migranti

Giovanni Terzi 19/12/2022
Updated 2022/12/18 at 10:49 PM
5 Minuti per la lettura

Negli ultimi giorni si sta pensando ad una nuova stretta da parte del governo nel decreto Ong sui migranti. Il neo ministro degli Interni Matteo Piantedosi ha spiegato che il governo è a lavoro su una traccia normativa per rendere più efficace la politica migratoria. Su queste basi, ci sarà un quadro di regole sulle Ong come navi private. Il nuovo codice di condotta per le Ong sarà contenuto in un apposito decreto del governo Meloni e verrà formalizzato nelle prossime settimane. I soccorritori dovranno fare la domanda di protezione internazionale dei migranti subito dopo averli messi in salvo, con il loro consenso.

In questa maniera, dopo lo sbarco, i migranti si trasferiranno nello Stato esplicitato dalla bandiera della nave Ong che li ha trasportati e soccorsi. Secondo le nuove linee guida, nel caso di intervento nell’area del Sar mediterraneo, i soccorritori dovranno chiedere subito un porto di sbarco.

Le parole del sottosegretario Nicola Molteni

Il sottosegretario Nicola Molteni si è espresso a riguardo:

«La norma è pronta, entro fine anno il decreto sul codice per le Ong sarà pronto. Con questo decreto si penalizzeranno quelle Ong che non rispetteranno norme comportamentali inserite nel provvedimento. Trattasi di una serie di regole comportamentali che si desumono da convenzioni internazionali e prevedono l’obbligo del coordinamento di salvataggi non autonomi e sistematici. Chi non rispetterà le nuove linee guida del governo incorrerà prima in sanzioni amministrative e poi in fermi amministrativi. Il codice di condotta è stato stilato mutuando il codice Minniti del 2017, ripristinando quindi le sanzioni».

Ultimi sbarchi di migranti e assegnazione di porti a navi Ong

Nella mattinata di ieri, 18 dicembre, le autorità italiane hanno permesso lo sbarco della nave della Ong Sea-Eye 4 nel porto di Livorno, con ben 63 persone a bordo. La sera prima, invece, le autorità italiane hanno scelto Gioia Tauro come porto atto a far sbarcare le persone soccorse dalla nave Rise Above. Infine per quanto riguarda la nave della Ong di Mission Lifeline, vi erano a bordo 27 persone siriane, tra cui 2 bambini, 3 anziani e 9 donne.

I migranti per i governi italiani

I migranti e i loro sbarchi sono oramai da tempo un grande problema per tutta l’Europa. La causa che ha scatenato la fortissima migrazione fu la guerra in Libia nel 2011, culminata con la morte del politico Gheddafi. La morte del fu sovrano ha incrementato in maniera notevole le partenze da parte delle persone che versano in condizioni disastrose nel loro paese, dilaniato dal controllo da parte di scafisti e minacce continue, oltre alla povertà assoluta.

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte fu l’unico in grado di regolare in maniera equa i flussi migratori in tutta Europa, formalizzando un trattato vero e proprio. Attualmente, purtroppo, si stanno facendo molti passi indietro.

Durante il governo Conte 2 le autorità italiane posero come basi dell’accordo europeo il drastico calo degli arrivi, delle richieste di asilo e delle morti in mare. Secondo i dati del Ministero degli Interni, gli sbarchi sulle coste italiane sono diminuiti dai 114.415 del 2017, ai 22.318 del 2018, fino ai 9.944 a fine ottobre 2019.

Lo stesso governo ha anche promesso di avviare negoziati con la Libia, mediante una commissione congiunta, finalizzata a migliorare le condizioni di detenzione nei centri ormai sotto accusa. Purtroppo però, c’era anche il problema tra le autorità ufficiali libiche, trafficanti e pezzi dello Stato italiano. L’Italia ha messo in campo svariate risorse ed uno strutturale appoggio logistico verso la Libia, scoprendo anche forze locali sospettate di aver favorito fino al giorno prima le partenze e altri traffici.

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