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Nuova normativa sull’aborto in Ungheria: tra etica e legge

Palmina Falco 15/09/2022
Updated 2022/09/15 at 11:29 AM
3 Minuti per la lettura

L’aborto è una procedura chirurgica con la quale si pone fine ad una gravidanza. In molti Stati il dibattito sul diritto di una donna ad abortire è ancora aperto ed acceso. Si valutano tempistiche, modi, circostanze, condizioni, responsabilità penale oltre che morale, e anche qualora ci siano leggi in uso da anni, il dibattito sembra sempre sul punto di esplodere. Il quadro che ne risulta è un mosaico diversificato da Paese a Paese del quale l’Italia si mostra essere progressista, ma in altri luoghi come Malta questa pratica è addirittura vietata in ogni sua forma. Anche in Ungheria il quadro sull’aborto è molto criticato, analizziamo insieme la situazione.

Ungheria, il nuovo decreto sull’aborto

Molta polemica è stata arrecata in queste ore nei confronti di un nuovo decreto ungherese pubblicato da parte del ministro, Viktor Orban, su una Gazzetta della nazione. La diatriba popolare nasce siccome, secondo quanto emanato nello stesso, le donne sarebbero costrette ad osservare i segni vitali del feto prima di procedere all’interruzione della gravidanza tramite un’ecografia del cuore.

A sostegno della sua decisione, il ministro ha dichiarato che «quasi i due terzi degli ungheresi associano l’inizio della vita di un bambino al primo battito cardiaco» e le moderne apparecchiature sono in grado di rilevare i battiti cardiaci all’inizio della gravidanza, il che può fornire «informazioni più complete per le donne in gravidanza».

Cosa comporterà il nuovo decreto

Il decreto entrerà in vigore dal 15 settembre, in quanto firmato dal Ministro Dell’Interno Sandor Pinter e per tali motivi, tutto il personale sanitario che si occupa di interruzioni di gravidanza dovrà rispettarlo. In Ungheria l’aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza è legale dagli anni ’50 ma le normative ungheresi prevedono che quest’ultima possa essere interrotta solo in 4 specifici casi:

  • Gravidanza a causa di abusi o violenze sessuali;
  • Pericolo per la salute della donna;
  • Embrione con Handicap fisico grave;
  • Situazione economica insostenibile della donna.

Il governo Orban negli ultimi anni si è battuto sulla tematica delle nascite come non mai molto urgenti, insistendo sulla creazione di famiglia con “valori tradizionali” e introducendo nel 2019 una legge che esentava tutte le donne con più di quattro figli dal pagamento delle tasse.

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