Nu Genea, la musica che viaggia oltre ogni confine

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I Nu Genea, conosciuti in precedenza come “Nu Guinea”, sono un duo musicale nato nel 2015 in seguito alla pubblicazione del loro primo EP di debutto. I due musicisti e dj partenopei, Lucio Aquilina e Massimo Di Lena, hanno iniziato il loro percorso artistico e musicale partendo da un’indagine storiografica sulla musica dance e ricercando le melodie che, col passare dei secoli, hanno toccato le coste di Napoli, loro città natale e fonte d’ispirazione.

La forte voglia di andare oltre le omologazioni li ha spinti fino a Berlino, dove hanno trovato l’ambiente giusto per iniziare a sperimentare e trasformare la musica proveniente dal passato in originali componimenti groovy, funk, disco, folk e molto altro. La caratteristica che ha rivoluzionato il loro modo di fare musica è stato l’uso del napoletano, in quanto è una lingua ritmica che rende la voce uno strumento aggiuntivo e riesce ad adattarsi perfettamente con tutto l’insieme.

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In seguito a questa scelta stilistica, hanno iniziato a portare un po’ di Napoli nel mondo durante i loro live: “Per noi è un motivo d’orgoglio portare questo pezzo di cultura in lingua napoletana all’estero. Noi pensiamo alla musica in quanto tale, non nasciamo cantautori, quello che ci arriva di primo impatto è il suono, l’armonia, il ritmo e all’estero non si pongono limiti, apprezzano la musica”, è questo quello che dichiarano i due dj dopo essersi esibiti in varie parti del mondo, tra cui Russia e Brasile. 

Lo scorso anno, in un post sulla loro pagina Instagram, hanno spiegato il motivo per il quale hanno deciso di cambiare il nome del gruppo. L’ex nome, Nu Guinea, era stato scelto nel 2013 per celebrare la bellissima varietà della flora e della fauna che caratterizza l’isola della Nuova Guinea, ma più tardi si sono resi conto che, storicamente in America, gli italiani del sud erano chiamati “Guineas”, riferendosi ai toni più scuri della pelle; per questo motivo, dopo aver riflettuto profondamente, hanno scelto di modificare il nome in Genea, che in greco vuol dire “nascita”, e abbandonare il termine dispregiativo che rievoca un passato colonialista. 

Nel loro ultimo album intitolato “Bar Mediterraneo”, hanno voluto valorizzare lo scambio culturale, che è in grado di portarci al di là dei nostri confini. Il “Bar” a cui si riferiscono, rimanda ad un luogo immaginario in cui succedono incontri culturali che arricchiscono l’anima, “È un posto in cui ti senti a casa anche se non l’hai mai visitato”.

L’idea è nata dopo aver approfondito la musica del Nord Africa (da Egitto, Tunisia, Algeria) ed aver subito influenze musicali del tutto innovative. Quello che è uscito fuori va al di là della musica stessa, è un viaggio che si estende oltre il bacino del Mediterraneo e si spinge oltre ogni confine. 

 

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