Dalla notte dei cristalli alla caduta del muro di Berlino

Storia di una ladra di libri

Notte tra il 9 ed il 10 novembre del 1938, 7500 negozi ebrei vengono distrutti e lo stesso destino tocca a 267 sinagoghe. 25 persone vengono uccise e altre 25.000 sono arrestate per sospetto di essere di origine ebraica.

È la notte dei cristalli, passata alla storia come la più sanguinolenta rappresaglia avvenuta in Germania, Austria e Cecoslovacchia a seguito dell’uccisione del diplomatico tedesco Ernest Eduard vom Rath da parte di un giovane esasperato delle sofferenze imposte alla sua famiglia.

Ma il movente è stato solo comunemente diffuso. Nel 2001 lo storico Hans – Jurgen Doscher ha avanzato l’ipotesi che fra il giovane assassino ed il diplomatico ci fosse una relazione.

La definizione notte dei cristalli, più correttamente  denominata ‘notte dei cristalli del Reich’ ha tono di scherno e riporta l’attenzione alle vetrine distrutte durante le rappresaglie.

51 anni dopo, il 9 novembre 1989, come a volersi riscattare da quella triste notte, la storia ci propone un evento che cambierà per sempre la situazione geo-politica del mondo.
A mezzanotte le autorità della Germania est aprono i cancelli lungo il muro di Berlino. Cancelli che dal 1961 dividono città, famiglie e lo stesso mondo in due parti.

Dopo settimane di forti disordini pubblici e con l’annuncio della caduta del muro, molti cittadini lo scavalcano  per raggiungere i propri cari. Durante le settimane successive numerose folle e cercatori portano addirittura via parti di muro.

La riunificazione si concluse definitivamente nel 1990.

Tra questi due episodi, che fatalmente ricadono nella stessa data, oltre alle morti ed agli insopportabili stermini, la storia assiste ad un vero e proprio attentato alla cultura.

Ampiamente diffuso in quel periodo storico, principalmente in onore del compleanno di Adolf Hitler, era la bibliocastia, pratica spesso promossa dalle autorità per sterminare definitivamente identità e cultura di un popolo.

Questo ci insegna come la cultura, sotto ogni aspetto ed in ogni forma, sia l’unica cura ad un male che, spesso, va a braccetto con la violenza sotto la guida dell’ignoranza.

A tal proposito, una lettura interessante, leggera e contemporanea è il romanzo “Storia di una ladra di libri” di Markus Zusak. Originale non tanto per la voce narrante, che è la morte, incuriosita da alcuni esseri umani, ma per il modo in cui la giovane protagonista salva se stessa dal male della guerra attraverso la lettura.

di Maria Perillo