Notte bianca nella riserva naturale di Castel Volturno

 

Nella riserva naturale di Castel Volturno si è tenuta la manifestazione denominata “Notte Bianca della Biodiversità 2018’’ con lo scopo di valorizzare la bellezza dei suoni della natura notturna ed illustrare tutte le attività volte a tutelare la biodiversità. L’evento è stato organizzato dai Carabinieri Forestali in collaborazione con i MES Guardie Ambientali.
Gli escursionisti hanno avuto l’opportunità di percorrere un sentiero, a piedi (quello realizzato per i non vedenti inaugurato proprio qualche mese fa), guidati da un esperto in grado di tradurre i suoni della natura notturna. Inoltre dei giovani allevatori hanno proiettato e descritto attraverso alcune immagini la rarità del più grande allevamento italiano che custodisce pappagalli esotici di enorme valore.
Giunti sul posto abbiamo intervistato la Dott.ssa Lara Corace, guardia ambientale della riserva, che ci ha raccontato da dove nasce questa iniziativa.
Dottoressa, questa notte bianca dove nasce, come nasce e quali sono le aspettative che vi siete creati rispetto a questo evento?
«La notte bianca è una delle tante iniziative che normalmente i carabinieri forestali propongono durante l’anno con l’obbiettivo di riavvicinare l’uomo alla natura, sottolineando che è l’uomo ad appartenere alla natura e non viceversa. È importante la prevenzione, è importante la repressione, ovvero l’intervento immediato nell’arginare determinate situazioni come ad esempio il bracconaggio; noi stiamo cercando di porre l’attenzione sulla rieducazione ambientale, ovvero lavorare sull’animo, sull’emozione che si può provare nell’accostarsi alla natura. Abbiamo scelto di fare questo evento di notte perché è il momento in cui è più fruibile l’ascolto ed il riconoscimento dei suoni, ad occhi chiusi è più facile percepire i sentimenti. »
La dottoressa ci racconta dell’entusiasmo per questo evento che, paradossalmente, si svolge a ridosso della Domitiana, creando una vera e propria linea di confine tra urbanizzazione e natura incontaminata. Si augura che sia il primo di una lunga serie di eventi che facciano scoprire una Castel Volturno ricca di risorse e potenzialità che devono essere conosciute.
Ci sono sempre più giovani che, per fortuna, si stanno avvicinando al mondo dell’ecologia e che stanno apprendendo l’importanza del rispetto verso la natura. Come può essere utilizzata questa riserva nei confronti dei giovani? Ci sono attività dedicate anche a loro?
«Posso rispondere con una nostra testimonianza diretta. Alcuni di loro sono relatori in questo evento, e addirittura nel nostro organico delle guardie ambientali c’è un ragazzo di soli diciassette anni che è il più giovane allevatore di pappagalli in Italia. I giovani sono protagonisti, hanno l’opportunità di mettere a frutto le loro competenze personali in questo evento, soprattutto le scolaresche di Castel Volturno fanno riferimento a questa riserva, visitandola a turno. Noi vogliamo che queste informazioni vengano diffuse affinché possano fungere da stimolo e da proposta per riscoprire la bellezza che questo territorio ha da offrire. Il territorio è nostro e dobbiamo riprendercelo con l’arma più potente in assoluto: la nostra partecipazione col cuore, con l’anima e con la mente. Questo è il nostro messaggio».

di Daniela Russo e Antonino Calopresti

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