Non ci resta che leggere: le iniziative letterarie del web

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La mattina del 9 marzo 2020 lItalia si sveglia in quarantena: il sole sorge sulle coste delle isole e sulle cime delle Alpi, illumina le ampie facciate dei monumenti antichi e le pareti sbiadite delle case, riscalda lasfalto delle strade da Bolzano a Catania, sinfiltra tra i vetri delle finestre, ma resta sbigottito.

Le strade sono deserte, le macchine procedono lente, senza fretta, si contano su di una mano, le piazze svuotate, le scuole non aprono, i treni trasportano solo qualche passeggero assonnato. La meraviglia delle città disabitate è tale da sembrare insopportabile. Eppure lItalia non è ferma, si muove microscopicamente, freneticamente allinterno delle case: non è uno scenario apocalittico, dunque, ma linizio di un movimento statico che conduce i cittadini verso il bene comune.  

Un compito di certo arduo da portare a termine, quello di stare in casa per un mese intero; al riposo forzato non si è di certo abituati e quindi, che fare?  

Per chi vive nel XXI secolo, la fortuna più grande sembra essere quella delle nuove tecnologie: tv, piattaforme di streaming, web 2.0, ma soprattutto i social media. Da Instagram a Twitter, fin dai primi giorni di lockdown, i social sono stati invasi da suggerimenti, consigli, dirette e post di utenti vip” e non che, mettendo in moto tutta la propria forza creativa e catalizzando un enorme ingegno nelle pratiche più disparate, hanno lanciato numerose iniziative per riempire di senso i giorni da trascorrere tra le mura domestiche. Una fra tutte è quella proveniente dal mondo dei libri, in particolare dalla community dei bookblogger di Instragram, i quali hanno sancito una fiorente collaborazione con gli autori di best seller italiani e con alcune case editrici. È stata infatti proprio Feltrinelli, già a fine febbraio, a lanciare sul web il primo hashtag #chileggenonsiferma, invitando i seguaci a postare foto ed estratti dei propri libri, quelli preferiti o quelli che stavano leggendo, per far circolare una più ampia proposta letteraria e culturale sul web, legandola sapientemente alla necessità di trascorrere una maggiore quantità di tempo allinterno delle proprie abitazioni, senza per questo chiudere la porta al mondo esterno. Le parole scelte per questo hashtag, infatti, sono un forte sprono alla concezione della letteratura non solo come arricchimento puramente culturale, ma soprattutto come evasione e stimolazione della creatività di chi legge; come riporta il post con cui Feltrinelli ha lanciato liniziativa in questi giorni non semplici, la lettura ci regala, ancora una volta, la possibilità di continuare a viaggiare attraverso la nostra immaginazione. Nessuna sorpresa, dunque, nello scoprire che il suddetto hashtag ha attraversato il web da parte a parte, generando una rete inesauribile di feedback positivi e innescando un effetto domino tra i lettori appassionati di tutta Italia, ben lieti di accogliere liniziativa e farsene promotori.  

Tra i super hub di questa rete cultural-digitale si inserisce anche Giulia Ciarapica: energica e intraprendente, autrice, blogger e collaboratrice de Il Foglio” Il Messaggero, la scrittrice marchigiana ha deciso di utilizzare il proprio blog letterario per trasformare i social nel canale privilegiato degli scambi tra lettori, ma soprattutto per creare una comunità coesa, che sia veicolo di unità e vicinanza in tempi così amari per la storia del mondo.  

Parafrasando #iorestoacasa del DPCM dell11 marzo, la Ciarapica è partita con la campagna #ioleggoacasa, che ha cucito insieme le idee di lettori e autori (Marco Marsullo, Claudio Lagomarsini, Alessia Gazzola sono solo alcuni) da Nord a Sud della penisola. Ciò che colpisce è che #ioleggoacasa è tante cose: un invito, un dovere, un piacere, unopportunità. Fare delle nervature virtuali e intangibili della rete digitale il cuore caldo di ognuno di noi, unirsi anche da lontano, sentirsi vivi con solo un libro nella mano, sfondare la porta chiusa di casa con la forza delicata della cultura e dellimmaginazione. Sentirsi carne ed ossa che si stringono attraverso la condivisione di un pensiero o di qualche parola gridata da un balcone e sussurrata ad un telefono. È questo il valore di una rete generata da persone che sanno fare di necessità virtù e sono in grado di annientare con la mente ogni distanza di sicurezza.  

di Lucrezia Varrella

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