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Se vi capita di averla ad un tiro di schioppo da casa non perdetevela per nulla al mondo. Un concerto di Noa è un’esperienza da fare come la cucina stellata. Noi di Magazine Informare siamo andati all’anteprima del Capua Festival per una serata indimenticabile, al Teatro Ricciardi di Capua, casa di Gianmaria Modugno.

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Il Teatro Ricciardi di Capua
Musica classica, jazz, pop, world music, musica tradizionale medio orientale che si sposa benissimo con la canzone napoletana e addirittura blues. La cantante e percussionista israeliana non si fa mancare niente. Non ti fa mancare niente, tra le sue portate. Ci ha deliziati dapprima con una ninna nanna, poi rivisitazioni di brani della tradizione napoletana come “Santa Lucia”, “era de Maggio” e “Tammurriata nera”.

L’esperienza totalizzante riesce grazie al suo carisma travolgente. L’apice arriva durante un brano sull’immigrazione ed il senso dell’esistenza, coinvolgendo un pubblico assennato e mai distratto – anche se qualche volto illuminato dai cellulari c’era – nel coro “I don’t know, non lo so!”, inserendolo perfettamente tra le note di Gil Dor ed il Solis String Quartet.

Per due, tre minuti, tutti cantavano. E tutti cantavano quando alla fine durante il bis si è prestata a cantare “Beautiful That Way”, il tema centrale del film premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni.

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Noa mentre suona le percussioni
Ma Achinoam Nini era sul palco del Capua Festival anche per un altro motivo. Renderci partecipi di questo suo lavoro straordinario, Letters to Bach, omaggio al compositore tedesco.

È lei a raccontare l’epifania avuta in sonno durante la quale ha immaginato di mandare delle lettere proprio a Bach, descrivendole il suo amore per la musica e ringraziandolo per averla guidata nel corso della vita, così come l’ha guidata la nonna – autrice femminista deceduta pochi mesi fa – nella scelta di sostenere la pace tra Israele e Palestina.

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Il quartetto d’archi sulla sinistra Solis String Quartet ed il chitarrista Gil Dor a destra

Il cambio di atmosfera delegato ad un’illuminazione lussureggiante rosso fuoco e la fuga di Bach suonata dagli archi del quartetto napoletano introducono al cuore del concerto.

Non è un’operazione comune quella eseguita dall’artista sul palco del Ricciardi; intrecciare i versi da lei scritti, dai modernissimi temi come selfie su Instagram o guerra e separazione, alle melodie classiche suonate da Gil Dor, comporta virtuosismi complessi che difficilmente sfuggono all’ascoltatore.

E quelle lettere le ha “mandate” per davvero. Tra un brano e l’altro del nuovo album, ci ha letto in italiano i pensieri che ha scritto proprio per raccontare al suo mito, Johann Sebastian Bach, l’amore per la musica, per la vita ed i suoi figli, ma anche per provare a posizionare il compositore tedesco tra di noi, nel presente.

Insomma, un turbinio di emozioni già nell’anteprima del Capua Festival “del Femminil Sentire”, diretto da Gabriella Rinaldi e che vedrà come prossima tappa il concerto di Antonella Ruggiero feat. Claudio Romano Quartet il 1 Novembre.

testi e foto di Francesco Cimmino

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Francesco Cimmino
Sono nato a Caserta il 31 Gennaio 1992. Architetto, Fotografo Professionista, Istruttore Minibasket. Gli studi e le altre passioni mi hanno condotto sul sentiero della fotografia: una coincidenza necessaria, fare Architettura ed essere figlio di un grafico pubblicitario appassionato di fotografia. Ho praticato la fotografia in maniera amatoriale per molti anni e non ho mai smesso di sperimentare, tra l'analogico e il digitale, continuando costantemente a studiare i maestri del passato e quelli contemporanei. Sono convinto che il concetto bressoniano di fissare l'eternità in un attimo e quello basilichiano di sguardo lento siano pressoché la stessa cosa: una buona foto è il risultato di una intensa connessione con l'ambiente, che si deve dunque conoscere, riconoscere, identificare. Basta seguire tre passi: SEE, SELECT, SHOOT.