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Niente più ombre su Orta di Atella: le dichiarazioni del Sindaco Gaudino e del Vicesindaco Tosti

Luisa Del Prete 05/01/2022
Updated 2022/01/05 at 5:25 PM
14 Minuti per la lettura

La storia di Orta di Atella, realtà in provincia di Caserta, è quella di un Comune fallito. A detta delle statistiche “il Comune più giovane d’Italia”, ma che non offre alcun servizio affinché questi giovani riescano a diventare una comunità. Un comune reduce da due anni di commissariamento in quanto la precedente amministrazione, guidata dall’ex Sindaco Andrea Villano, fu eletta nel giugno del 2018 e poi sciolta nel novembre 2019 per infiltrazione mafiosa.

Finalmente dopo due lunghi anni in cui il paese è stato abbandonato a sé stesso, una nuova amministrazione guidata dal Sindaco Vincenzo Gaudino e dal Vicesindaco Vincenzo Tosti, eletta nel novembre 2021, sta iniziando a far luce su quelle che sono le ombre del passato, avendo come obiettivo principale la rinascita di Orta di Atella.

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Dopo due anni di commissariamento e di continua sfiducia alle precedenti amministrazioni, Orta di Atella può definirsi come quello che in America chiamano “Failed State”. Come mai la scelta di candidarsi in un paese così difficile? 

«Più che una scelta, io l’ho sentito come un dovere nei confronti di tutta la città di Orta. Abbiamo sentito di dover fare qualcosa per il bene della comunità: fin dal 2018, con la nostra esperienza consiliare che è durata poco perché il Comune è stato sciolto, abbiamo avuto un dialogo tra tutte le forze di centro-sinistra. Un dialogo che è rimasto costante nel tempo e che si è tramutato in un’intesa vincente che ci ha portati poi alla vittoria di queste elezioni.

Siamo consapevoli che ogni problema ad Orta di Atella è più spigoloso in quanto le casse comunali ci danno poca libertà di iniziativa ma oggi, con un presupposto diverso e grazie ai finanziamenti futuri del PNRR e della Regione, stiamo organizzando un’amministrazione in grado di intercettare questi fondi e sfruttarli al meglio per il bene comune. Abbiamo già acquisito un fondo di 320 mila euro che il governo Conte ha messo a disposizione per opere pubbliche nei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Continuiamo ad andare avanti, con realismo» dichiara il Sindaco Gaudino.

Quali sono le priorità e gli obiettivi di questa amministrazione?

«Le priorità sono tante: a partire dalle politiche sociali, dall’assicurazione dei servizi fino alle fasce più disagiate (disabili ed anziani), per poi arrivare ai giovani ed alle scuole e allo sport. Abbiamo il problema del Campo Sportivo e del Palazzetto dello Sport: per quanto riguarda il Campo Sportivo dobbiamo fare interventi di più rilevante entità rispetto al Palazzetto dello Sport che può essere riportato all’agibilità con interventi strutturali poiché manca un’idoneità dell’impianto fin dal momento della sua realizzazione.

Noi siamo il Paese più giovane di Italia, ma non ci sono asili nido; quindi, anche la creazione di questi è nell’agenda amministrativa e, in relazione anche ai fondi del PNRR, anche la creazione di un Polo di Istruzione Secondaria in quanto ad Orta c’è solo la scuola media e non è accettabile in un Comune di queste dimensioni» afferma Gaudino

«I cittadini ci hanno dato un mandato: aiutare a ricostruire questa comunità, a dare dignità a questo Paese. Orta di Atella è un po’ diverso dagli altri Comuni nei paraggi perché negli anni passati c’è stata un’esplosione di cemento che ha portato ad una crescita smisurata, con la creazione di una città nella città: persone che sono nate e vissute ad Orta e quelli che ci sono venuti ad abitare successivamente, ma non integrandosi mai del tutto. Dato che come punti di aggregazione, di istruzione, di sport, questo Paese è zero, di conseguenza le persone non vivono il Paese. Orta ha delle potenzialità enormi perché questa Città nella Città deve essere messa insieme e la diversità che c’è, deve diventare una ricchezza che guarda nella stessa direzione.

Siamo stati su tutti i media nazionali per episodi di camorra e di abusivismo edilizio, ma adesso vogliamo essere riconosciuti come una comunità che ha fatto della sua diversità, una forza. La camorra ha sempre fatto in modo che si creasse questo distacco tra i cittadini e le istituzioni, ma visto che anche noi dell’amministrazione siamo dei cittadini ortesi, dobbiamo azzerare questa distanza e diventare un insieme. Prima qui si chiedeva “il favore” anche per fare la carta d’identità, ma la gente deve capire che gli spettano dei diritti e che questi non sono dei favori. Per far capire questo alle persone ed iniziare questo percorso d’insieme (che è principalmente sociale e culturale), dobbiamo far capire che noi, come amministrazione, non siamo sopra di tutti, ma siamo con tutti» conclude il Vicesindaco Tosti.

“Un paese per giovani, ma non per giovani”, è così che viene descritto Orta di Atella. Carenza di punti di istruzione e di aggregazione e per questo la maggior parte dei ragazzi migrano nei paesi limitrofi. Come risolvere tutto ciò?

«Ad Orta c’è stata un’immigrazione, ma non un’integrazione: è vero che questa peculiarità molte volte si sceglie, ma è anche vero che l’integrazione non è avvenuta per la mancanza di un Polo di Istruzione Secondaria. La formazione di licei ed istituti è strettamente correlata anche alla creazione di punti d’incontro serali per i giovani. Non solo, ma la presenza di questi punti di istruzione è anche un’attrattiva per coloro che vengono da altri paesi.

Io sono andato via da Orta per frequentare il liceo ad Aversa quando ero ragazzo e, nonostante siano passati molti anni, in questa città non è cambiato nulla, se non la crescita demografica che non ha portato ad una crescita culturale. Per me questa è una grossa limitazione e noi non vogliamo più che Orta di Atella venga visto, con una definizione per me bruttissima, come “Paese – dormitorio”» dichiara il Sindaco Gaudino.

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Orta è nel cuore della terra dei fuochi. Una pandemia di tumori che massacra questa città senza distinzione, dal più giovane al più anziano. Un Paese che ha numerose criticità ambientali e che deve far fronte al grande problema dei rifiuti. L’amministrazione come si muove a proposito di ciò?

«Si vive una situazione di disagio e sofferenza totale. Abbiamo affrontato due anni di Covid dove sono morte tantissime persone, ma qua ad Orta la gente muore da sempre di tumori e leucemie e non sono cose inventate, ma parlano i dati scientifici. C’è consapevolezza in questo Paese e l’ambiente è uno dei pilastri fondamentali di questa amministrazione. Io, oltre alla carica di Vicesindaco, ho anche quella di Assessore all’Ambiente, alla Transizione Ecologica ed all’Agricoltura ed è tutto collegato perché bisogna amare la terra per intervenire nella maniera giusta.

Vado subito sul pratico: vogliamo impugnare da subito l’intero ciclo di raccolta dei rifiuti, vogliamo dare gli strumenti ai cittadini affinché ci sia la consapevolezza che il rifiuto può diventare una risorsa. In questo paese abbiamo due discariche ed alcuni luoghi di smaltimento abusivo di rifiuti che contiamo di bonificare quanto prima e, di pari passo, vogliamo fare anche un ragionamento culturale con le persone. Questo per quanto riguarda il rifiuto urbano, ma “terra dei fuochi” è tutt’altro: è lo sversamento industriale che porta ad un reato d’impresa. Anche, ad esempio, nel rogo tossico noi ritroviamo questa tipologia di rifiuti ovvero quella proveniente dall’impresa.

Produzioni in nero e dunque materiale che viene smaltito illegalmente: sicuramente noi avremo un’attenzione particolare al territorio ed abbiamo già messo in atto delle iniziative per ottenere un certo tipo di controlli. Dobbiamo tener conto che tutto quello che faremo, lo faremo per il territorio ortese, ma facendo anche rete con quelli che sono i Sindaci dei Comuni limitrofi, afflitti dal medesimo problema, e mettendoci anche in contatto con la Regione ed il Governo centrale. Noi ci metteremo tutto il nostro» tuona il Vicesindaco Tosti.

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Nel primo consiglio comunale è stato detto che sono già arrivate le prime minacce nei confronti di questa amministrazione: quali sono state le reazioni?

«Io dico che ad Orta di Atella c’è ancora un metodo mafioso e quando parlo di questo, dico sempre che c’è nell’aria questo retaggio di colpire l’avversario politico con qualcosa che non è politico. Quando parlo di “retaggio” intendo che ci sono attualmente dei consiglieri che potrebbero raccontare le loro esperienze passate, le ritorsioni che hanno subito anche attraverso delle iniziative di precedenti amministrazioni comunali. Queste sono cose durissime: oggi “le minacce”, possono essere considerate un argomento conosciuto da tutti; ma tanti anni fa si cercava anche di isolare le persone, ovvero colpire isolandole, in modo tale da renderle politicamente non incisive e mandando un messaggio che faceva intendere che “non conveniva mettersi contro di loro”.

Lettere intimidatorie, diffamatorie e tutto ciò che può buttare fango sulla persona: questo è metodo mafioso ovvero il delinquente che, attraverso questi mezzi, cerca di descriverti come delinquente. Il “Sistema” è stato creato quando Orta era un piccolo paese di 11mila abitanti e tutti conoscevano tutti. Quando ci si è resi conto che si stava deragliando e andando verso il criminale, alcune persone hanno fatto una scelta ed hanno combattuto questo sistema, venendo trattate, attraverso anche delle campagne di stampa, come loro stessi dei camorristi, scena che può somigliare alle accuse di “camorrista” che ha ricevuto Don Peppe Diana dopo la sua morte. Tutto questo fa parte della storia di questo Paese che dovrà essere scritta perché noi dobbiamo uscire dal sistema» afferma il Sindaco Gaudino.

«La camorra – continua il Vicesindaco Tosti – come prima cosa cerca di far allontanare le persone dalla politica, quella vera. Nel momento in cui abbiamo deciso di iniziare questo percorso eravamo consapevoli che questo Paese viene da una situazione di totale disastro e sappiamo che ci sono ancora gli interessi mafiosi: perché quello che ha subito l’assessora Belardo, lo subiremo tutti man mano. Quando abbiamo accettato la carica pubblica già lo sapevamo, ma noi vogliamo metterci in gioco con tutta la forza ed il coraggio possibile. Noi non ci fermiamo, anzi siamo ancora più motivati nel continuare perché vuol dire che siamo sulla strada giusta e perché forse hanno paura che, nelle stanze di questo Comune, apriamo qualche armadio che non dobbiamo aprire. Chi ha paura non siamo noi e, nonostante le intimidazioni, non ci arrendiamo».

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Come intendete affrontare il fenomeno della criminalità?

«Parlandone con le istituzioni. Noi riteniamo che qui, nel Paese, c’è ancora nell’aria la volontà di qualcuno di condizionare la svolta di questa amministrazione, lo percepiamo e ne parleremo con le autorità competenti per poi decidere cosa fare. Noi non pubblicizzeremo queste cose sui social, ma le iniziative ci saranno. Non ci fanno paura, siamo stanchi di sembrare noi dei criminali» conclude il Sindaco Vincenzo Gaudino.

ph. Domenico Del Prete

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°225 –  GENNAIO 2022

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