Neuroni specchio e neuropsicopatologia. L’empatia di grado zero

Simon Baron Cohen, professore di psicopatologia dello sviluppo e direttore del Centro di ricerca sull’autismo dell’università di Cambridge, dice: “C’è empatia quando smettiamo di focalizzare la nostra attenzione in modo univoco (single-minded), per adottare invece un tipo di attenzione “doppia” (double-minded). Focalizzare la nostra attenzione “in modo univoco” significa prestare attenzione solo alla propria mente e alle proprie percezioni. L’EMPATIA è la capacità di identificare ciò che qualcun altro sta pensando o provando, e di rispondervi con un’emozione corrispondente. In questo fenomeno sono coinvolti i NEURONI SPECCHIO. Essi si attivano sia quando si esegue un’azione sia quando si osserva qualcun altro che esegue la stessa azione, e ciò suggerisce che l’empatia implichi una qualche forma di rispecchiamento delle azioni e delle emozioni altrui. L’Empatia è caratterizzata da una componente COGNITIVA che permette il “riconoscimento” dei sentimenti altrui, e da una componente AFFETTIVA, necessaria per una “risposta emotiva” ai sentimenti altrui. Non tutti hanno la stessa capacità di essere empatici, e alcuni possono averne carenza a causa di un malfunzionamento del circuito neuronale che ne è alla base. Baron Cohen ha individuato sette livelli di empatia da 0 a 6, passando da una completa assenza di capacità a relazionarsi con gli altri e di anticiparne i sentimenti o le reazioni (0), ad una condizione in cui il soggetto è continuamente focalizzato sui sentimenti altrui e vuole essere sempre di conforto (6).

I tre principali sottotipi di zero NEGATIVI sono i tipi di personalità

– B (Borderline)

– P (Psicopatia)

– N (Narcisista)

I borderline tendono a sperimentare emozioni e stati d’animo intensi che possono cambiare rapidamente. Possono esserci scoppi d’ira e comportamenti impulsivi come l’abuso di sostanze, il bere, il mangiare compulsivo, il gioco d’azzardo o i tentativi di suicidio, atteggiamenti che sono un disperato tentativo di sentire qualcosa, piuttosto che sentire il vuoto.

Nei soggetti di tipo P (Psicopatia) vi è una volontà di fare qualsiasi cosa serva a soddisfare i propri desideri. Una caratteristica di queste persone è la mancanza d’ansia o di senso di colpa. Chiaramente, se qualcuno è privo di sensi di colpa, sarà in grado di fare cose cattive senza preoccuparsi di come si sentirà più tardi o di come potrebbe sentirsi l’altro.

Il grado zero di tipo N (Narcisista) è profondamente egocentrico. Queste persone sono prive di umiltà, pensano di essere migliori delle altre e sono eccitate da situazioni competitive per il continuo bisogno di dimostrarlo. In più, hanno un costante bisogno di ammirazione. Non riconoscono la bidirezionalità delle relazioni in quanto non vi è alcun tentativo di lasciare spazio all’altra persona nella conversazione. Tengono monologhi, non dialoghi.

Il grado zero POSITIVO, invece, si identifica con lo spettro della condizione autistica e della sindrome di Asperger. Oltre alla difficoltà a capire gli altri, le persone zero positive hanno anche difficoltà a capire la propria mente, una difficoltà chiamata “alessitimia”, che si può tradurre in “senza parole per l’emozione”. Quando sono invitate a valutare come si sentono dopo aver visto immagini emotivamente forti, durante questa introspezione emozionale mostrano una minore attività all’interno di una serie di regioni del circuito dell’empatia. In essi l’empatia è compromessa, con riduzione o assenza di risposta affettiva, ma il “riconoscimento” e la sistematizzazione sono potenziati, e non danneggiano intenzionalmente gli altri.

di Patrizia Maiorano

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