Il Garante della Privacy italiano ha oscurato il social media cinese TikTok, reo di non imporre controlli di alcun tipo sull’età dei propri utenti. Il tutto avviene dopo una bruttissima vicenda nel palermitano: la morte della piccola Antonella Sicomero.

Il bruttissimo episodio

Antonella Sicomero era una bambina di 10 anni, come ogni suo coetaneo amante dei telefonini e dei social network. Vittima di un’ennesima brutta vicenda legata al mondo virtuale Antonella è stata adescata, tramite la piattaforma cinese, e invitata a partecipare a una presunta sfida di soffocamento. La piccola è stata ritrovata dai genitori in bagno con una cintura stretta alla gola, trasportata poi d’urgenza all’ospedale di Palermo, dove i disperati tentativi da parte del personale medico di salvarla sono stati vani.

Intervento collegio di garanzia della privacy

La morte di Antonella ha subito creato un forte allarmismo nell’utilizzo improprio di questo nuovo social che sta spopolando sui telefonini dei ragazzi di ogni età. Il collegio di garanzia della privacy è intervenuto a gamba tesa nella vicenda, accusando TikTok di non rispettare i canoni di sicurezza e di privacy che ogni social dovrebbe avere. Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto quindi il blocco immediato per TikTok “dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica”, rendendo quindi il social parte in causa della vicenda legata ad Antonella. Il divieto è stato emanato fino al 15 febbraio, quando la situazione sarà rivalutata ascoltando anche qualche rappresentante dell’azienda cinese.

I soliti errori del mondo social

È innegabile sottolineare come i social media abbiamo ormai un ruolo prevalente nella vita di tutti i giorni. Ragazzi, bambini, adulti, chiunque possiede un profilo Facebook, Instagram o TikTok. C’è chi del mondo virtuale ne ha fatto un lavoro vero e proprio, e chi semplicemente lo utilizza come hobby. Foto, video, qualunque cosa ci piaccia è ormai condivisa con tutti alla velocità della luce. I social però, sono una vera e propria arma a doppio taglio. Bisognerebbe usarli con cognizione di causa, evitando di lasciare bambini troppo piccoli dinanzi a un mondo gigantesco come quello virtuale. Per un ragazzino i social sono come numerose strade percorse senza avere la più pallida idea di dove queste possano portare.

Il caso di Antonella si collega a quella parte brutale del web che dovrebbe essere debellata. È arrivato il momento che i social vengano trattati come una vera e propria nuova “materia scolastica”; insegnare l’uso del web ai bambini aiuterà sicuramente a evitare adescamenti e truffe future.

 

 

 

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