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“Nessuna si è mai risolta da sola”: “Svelarsi” di Silvia Gallerano in una nuova tournée

Redazione Informare 13/02/2024
Updated 2024/02/12 at 9:22 PM
5 Minuti per la lettura

Uno degli spettacoli più discussi della scorsa stagione, “Svelarsi” di Silvia Gallerano torna sui palchi per una nuova tournée. In scena ci sono otto donne: Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta Cassio, Livia De Luca, Serena Dibiase, Chantal Gori, Giulia Pietrozzini e Silvia Gallerano. E ancora: l’allestimento luci di Camila Chiozza e la consulenza ai costumi di Emanuela Dall’Aglio, drammaturgia e regia di Silvia Gallerano. Le note dello spettacolo riportano una condizione: «Svelarsi è un uno spettacolo che si rivolge alle donne (cis, trans e non binarie), o meglio a chiunque si senta donna: non si tratta solo di creare uno spazio sicuro per chi è sul palco, ma anche di permettere a chi guarda di sentire il proprio corpo risuonare più profondamente con quello che vede, nudo, in scena». 

La prima cosa che si avverte, sedendo all’Auditorium Parco della Musica a Roma questo 11 gennaio, è l’elettricità nel pubblico esclusivamente femminile. Come ha notato una ragazza intervenuta all’assemblea post-spettacolo: «è stato confortevole, quasi un abbraccio, vedervi tutte nude e essere fiere della nudità». Un’altra spettatrice intervenuta ha detto di aver versato lacrime di grande eccitazione, provate solo alle manifestazioni in piazza.  

La scelta di avere un pubblico femminile è infatti un atto squisitamente politico, che riflette lo spirito di Svelarsi. Nato da un laboratorio fatto sulla nudità nel 2018 e dalla sua personale esperienza come attrice, Silvia Gallerano ha deciso di esplorare sul palco un significato alternativo della nudità, che non è eroticizzata ma è l’espressione di forza. Qui, il corpo non è usato per reiterare immagini della narrazione maschilista, ma per essere una pratica collettiva di femminismo. Secondo Michela Cescon, tra le produttrici di Svelarsi, «è un momento per stare insieme, non per escludere qualcuno. Per noi è più forte così, per noi e non per chi sta fuori». 

Quest’esperienza è il frutto della scrittura scenica collettiva nata dal laboratorio, che è evoluta in una serie di spettacoli con l’intento di portare avanti l’esperimento, che secondo Gallerano è un modo: «di riflettere su cosa significa trovarsi in una platea di soli corpi femminili e quanto rispecchia il condizionamento dello sguardo maschile». I testi, in particolare i monologhi, nascono da stimoli collettivi scritti dalle donne che erano o sono ancora nel gruppo originario. Tra i momenti più coinvolgenti dello spettacolo, ci sono infatti gli elenchi di “invasioni” che investono le attrici. Lo stimolo è semplice quanto dirompente, “mi sento invasa da” e parla a tutte le presenti in sala. 

Inoltre, c’è un collegamento con il personaggio interpretato dall’attrice romana ne “La Merda” di Christian Ceresoli, che aveva debuttato 10 anni fa, vincendo il Premio della Critica 2012 come miglior spettacolo e valendo alla stessa Gallerano lo Stage Award per Acting Excellence. La nudità è così «svelamento, perché è una donna che si mette a nudo, ma anche perché si svela in tutta la sua potenza, rompendo i meccanismi di copertura, sfaldando le congetture». 

Una cosa che viene riportata spesso dal pubblico è la potenza dello stare insieme, che rende il teatro una forma di lotta collettiva, volta a riaffermare il senso della sorellanza. Così, Svelarsi diventa un rispecchiarsi le une nelle altre, dando un senso collettivo alla scoperta del proprio corpo. 

Tra le altre iniziative collegate allo spettacolo, c’è anche il “biglietto sospeso” in collaborazione con l’associazione Crisi Come Opportunità. La compagnia sta regalando l’ingresso a donne che vivono in case famiglie e centri antiviolenza: un’ulteriore conferma che alla base dello spettacolo c’è un forte senso di sorellanza. 

Per quanto riguarda il futuro dello spettacolo, Silvia Gallerano è conscia da una parte del suo potenziale, dall’altra, però, appare molto consapevole degli ostacoli che potrebbe incontrare. «A me piacerebbe pubblicare il testo e le testimonianze per farlo continuare. Soprattutto per le nuove generazioni, non c’è stato nessun movimento femminista perché sembra che venga dato per scontato. Bisogna tornare allo stare insieme: nessuna di noi è risolta se è da sola». 

di Giovanna Di Pietro e Sara Marseglia

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