Nel Decreto Rilancio all’esame del Parlamento interessanti disposizioni per il settore trasporti

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“L’emergenza non è ancora finita è mai abbassare la guardia”; “Gli italiani dovranno continuare a comportarsi in modo diligente ed intelligente come hanno saputo fare fino ad ora”; “Il Governo non sta facendo niente per fronteggiare questa pandemia”.

Sono queste tra le altre le più frequenti dichiarazioni che il dibattito pubblico sulla ripresa del Paese ha offerto dopo le restrizioni causate dal contagio del COVID-19. Limitazioni che hanno interessato inevitabilmente anche il settore dei trasporti della nazione che ora come quasi tutti gli altri comparti dell’architettura del sistema paese necessità di misure a sostegno per fronteggiare la ricostruzione dell’era post emergenziale.

Ed appunto nel decreto—legge n. 34 del 2020 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” sono diverse le disposizioni che riguardano il settore anche negli ambiti della ricerca e della mobilità sostenibile.

In tal senso si evidenzia la previsione dell’articolo 49 che autorizza la spesa di 20 milioni di euro per il 2020 per la realizzazione di un’infrastruttura di ricerca di interesse nazionale denominata Centro nazionale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel campo della mobilità e dell’automotive con sede a Torino. La realizzazione di tale infrastruttura di ricerca viene ricondotta dalla disposizione in esame all’ambito del programma green new deal e del Piano Transizione 4.0, al fine di favorire i processi di transizione ecologica nei settori della mobilità sostenibile pubblica e privata e la competitività dell’industria dell’automotive.

Diverse disposizioni sono volte a promuovere la mobilità sostenibile: viene incrementato il Fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di 100 milioni di euro per l’anno 2020 e di 200 milioni di euro per il 2021.

Viene inoltre istituito dall’articolo 229, che modifica l’articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 11 del 2019, un buono mobilità (che copre il 60 per cento della spesa sostenuta per un ammontare non superiore a 500 euro) che può essere utilizzato, dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica come definiti dall’articolo 33-bis del D.L. n. 162 del 2019, ovvero per l’utilizzo di forme di mobilità condivisa. Il buono, che può essere richiesto una sola volta, è destinato ai maggiorenni residenti di città capoluogo (di regione o di provincia), di comuni con più di 50.000 abitanti o di città metropolitane. Le modalità i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio saranno definite con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Le risorse previste per il 2020 sono pari a quelle residue dell’originario stanziamento di 70 milioni di euro, individuato dal primo periodo dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 111 del 2019, cui si aggiungono 50 milioni di euro.

Viene mantenuto il buono mobilità come originariamente previsto dal testo finora vigente, per la rottamazione di autoveicoli e motoveicoli inquinanti effettuata dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 e se ne estende l’ambito applicativo all’acquisto nei tre anni successivi, a fronte della citata rottamazione, non soltanto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, di biciclette anche a pedalata assistita o di servizi di mobilità condivisa a uso individuale ma anche di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica.

Sempre con finalità di promozione della mobilità sostenibile si estende alla risistemazione delle piste ciclabili lo stanziamento di 20 milioni di euro già previsto articolo 2, comma 2, del citato D.L. n. 111 del 2019 per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale.

L’articolo 229 introduce anche alcune modifiche al Codice della strada in materia di circolazione dei velocipedi introducendo la c.d. casa avanzata e la definizione di corsia ciclabile (art. 229, co. 3). Tali formulazioni avevano formato oggetto di approfondito esame in questa Commissione nell’ambito della discussione delle proposte di legge in materia di riforma del Codice della strada.

Con ulteriore modifica all’art. 182 del Codice sono dettate le disposizioni per la realizzazione della “casa avanzata”.

Un’ulteriore disposizione concerne l’obbligo per le imprese o le pubbliche amministrazioni con più di cento dipendenti operanti in una singola unità locale ed ubicate in zone urbane con più di 50 mila abitanti, di provvedere, entro il 31 dicembre di ogni anno, a predisporre un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente al fine di limitare il ricorso a mezzi di trasporto privato e, a tal fine, a nominare un mobility manager (art. 229, co. 4).

Si segnala infine che l’articolo 119, comma 8, prevede che la detrazione di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63 per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, riconosciuta dalla citata disposizione nella misura del 50 per cento delle spese sostenute e calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro, sia invece riconosciuta nella misura del 110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l’installazione sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui al comma 1 del medesimo articolo 119 (interventi che possono essere eseguiti tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021).

di Antonio Di Lauro

 

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