più vinili che cd

Nel 2022 venduti più vinili che CD: è la prima volta dagli anni ’80

Sara Marseglia 20/03/2023
Updated 2023/03/19 at 10:55 PM
4 Minuti per la lettura

L’anno scorso ha registrato un dato tanto interessante quanto indicativo di nuove abitudini dei consumatori. Per la prima volta dal 1987, sono stati venduti più vinili che CD negli Stati Uniti. Dato che risulta ancora più interessante se si considera il fatto che ormai siamo nell’era dello streaming.

Cosa dicono i dati?

Analizzando i dati del mercato, il guadagno complessivo della vendita di vinili è molto più alto rispetto a quello dei dischi già da qualche anno. Nel 2022, per esempio, questa differenza consiste in 1 miliardo di dollari contro 482 milioni di dollari (dati provenienti da RIAA, Recording Industry Association of America). Tuttavia, per quanto riguarda gli anni passati, questo dato era semplicemente riconducibile al fatto che il supporto in vinile ha un costo nettamente maggiore. Quest’anno, invece, per la prima volta i vinili venduti hanno superato i compact disk per numero di copie. Sebbene non ci sia stata ancora quest’inversione totale anche in Italia, i dati continuano a parlare chiaro. La FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) ha registrato un aumento del 17,5% nella vendita di vinili, con introiti che si aggirano attorno ai 14 milioni di euro. I CD, dall’altra parte, sono in netto calo (7,1% in meno) e si aggirano sui 10 milioni di introiti.

Gli artisti che hanno fatto acquistare più vinili che dischi

Negli Stati Uniti, nella top 10 sono due gli artisti che hanno avuto il merito di entrarvi con due titoli. La prima è Taylor Swift, con Midnights al primo posto per le vendite e folklore al settimo. L’altro è invece c il rapper Tyler, The Creator con Call me if you get lost al posto numero 6 e IGOR all’8. Non mancano però anche i classici: in classifica ci sono Abbey Road dei Beatles e Thriller di Michael Jackson. Anche in Italia la situazione è simile. Nella top 10 si trovano sia artisti che hanno fatto la storia della musica come i Pink Floyd e Guccini, artisti internazionali come Harry Styles al primo posto e rapper nazionali come Fabri Fibra e Marrakesh.

La nostalgia dell’analogico e la comodità dello streaming

Nella quotidianità di oggi è facile perdere traccia delle proprie canzoni preferite, tra playlist che durano ore e più di 2000 canzoni salvati in media su ogni piattaforma di streaming. Eppure è proprio in questo contesto che si sta di nuovo facendo largo il supporto fisico. Una tendenza a metà tra l’esasperazione di aver perso il contatto con la realtà materiale e un revival nostalgico degli anni 80. È proprio a questo trend che si possono ricollegare altri fenomeni non troppo diversi. Il ritorno di walkman e della fotografia analogica ne sono altri esempi. Ma siamo davvero disposti a rinunciare alla comodità del digitale? La risposta è semplice e secca: no. E, a dimostrarlo, c’è il fatto che, seppure si sono venduti più vinili che cd, i servizi di streaming padroneggiano ancora incontrastati.

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