Negati i domiciliari a Ilaria Salis: continua il macabro teatrino

Luca Capone 28/03/2024
Updated 2024/03/28 at 9:46 PM
2 Minuti per la lettura
Ilaria Salis è comparsa in aula in catene, con le manette ai polsi e i piedi legati da ceppi di cuoio con lucchetti, 29 gennaio 2024. Lo ha constato l'ANSA in aula a Budapest dove la donna è entrata accennando un sorriso rivolto al pubblico. Una donna delle forze di sicurezza la trascinava per una catena. Salis indossava un maglione chiaro a strisce orizzontali e teneva in mano una borsa scura. ANSA/RAINEWS +++ NPK +++

In un’udienza che non ha visto alcun cambiamento rispetto a quella del 29 gennaio per il trattamento riservato all’attivista italiana, portata in tribunale manette ai polsi, ceppi e catene alle caviglie e una catena tirata da un agente a mo’ guinzaglio, è arrivata la sentenza su Ilaria Salis.

Il giudice: “Le circostanze non sono cambiate”

Il giudice ha dichiarato che “le circostanze non sono cambiate” e che ” esiste sempre il pericolo di fuga“. Quest’ultima è stata l’unica a cui il nostro Ministro degli Esteri ha avuto da ridire, commentando come il pericolo sia in realtà inesistente, utilizzando parole forse non considerevolmente forti come “non è un bel modo”. Il nostro rappresentante ha poi prontamente allentato la presa di posizione aggiungendo di non voler arrivare allo scontro.

Roberto Salis: “Il governo italiano dovrebbe fare un esame di coscienza”

La prossima udienza è prevista per il 24 maggio. Nel frattempo Ilaria ha autorizzato mediante una lettera scritta a mano la stampa italiana alla pubblicazione di foto che la ritraggono in manette. Sull’udienza, prima della quale un gruppo di sostenitori di Ilaria, tra cui Zerocalcare, sono stati ripresi e minacciati da attivisti di Estrema Destra, si è espresso Roberto Salis, padre di Ilaria. Utilizzando parole molto forti, ha dichiarato “I nostri ministri non hanno fatto una bella figura e il governo italiano dovrebbe fare un esame di coscienza“. Ha poi chiarito che: “Le catene non dipendono dal giudice ma dal sistema carcerario e quindi esecutivo e il governo italiano può e deve fare qualcosa perché mia figlia non sia trattata come un cane“.

Continua quindi il teatrino che non ha nulla di divertente, ma solo deflragante e orrorifico, di una nostra concittadina, in carcere da più di un anno per aver fronteggiato dei neonazisti, che subisce trattamenti inumani dinanzi all’irrilevanza politica della classe dirigente alla guida del paese.

Fonte: ANSA.IT

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