napoli presepe vivente

Natale di solidarietà, al duomo va in scena il presepe vivente

Giovanni Cosenza 21/12/2022
Updated 2022/12/21 at 12:35 PM
4 Minuti per la lettura

È stato presentato, nella splendida cornice del duomo di Napoli, alla presenza dell’arcivescovo don Mimmo Battaglia, il presepe vivente in abiti d’epoca realizzato dall'”Istituto “D’Este Caracciolo” di Napoli. L’evento, dal titolo “Qui non si sente altro che il caldo buono” è stato fortemente voluto dal dirigente scolastico, la dott.ssa Giovanna Scala, ed è inserito nel cartellone di eventi messo a punto dall’archidiocesi di Napoli “Note di bellezza per raccontare un prodigio”, coordinato da Mauro Maurizio Palumbo, artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

L’evento

I costumi, indossati dalle studentesse e dagli studenti, circa 80, rappresentano le figure tradizionali del presepe in un excursus che va dal Quattrocento all’Ottocento. Tra di esse spicca il nucleo della Natività, ispirato alle opere di Gentile da Fabriano, e gli abiti che raffigurano Ferdinando d’Aragona, re di Napoli, e la moglie. La cattedrale gremita di studenti e visitatori, ha accolto Maria e Giuseppe, col Bambino, insieme agli angeli, sulle note di Adeste Fideles, cantato dal sopranista Francesco Divito. Di grande effetto simbolico la scelta di affidare ad un’alunna di colore i panni della Madonna e di Gesù Bambino, a sottolineare la dimensione universale del Natale cristiano.

Dopo il racconto evangelico della Natività, sono arrivati sull’altare tutti gli altri personaggi, e i Re Magi, che hanno offerto i doni al Bambino, mentre un gruppo di studenti dell’indirizzo enogastronomia dell’istituto, ha offerto ai senza fissa dimori ospiti della manifestazione, un dolce omaggio – gli struffoli – preparato nei laboratori della scuola.

La cattedrale gremita di studenti e visitatori

Le parole della preside Scala

«L’Istituto ha sempre guardato ai senza dimora – ha detto la preside Scala – che non sono solamente coloro che non hanno nulla. Lo fanno anche, e potrebbero averlo fatto anche per scelta, una scelta intellettuale, culturale, che va rispettata, accolta. Anche loro vanno presi in carico perché in una società multiforme, ci deve essere posto per tutti. L’accoglienza – prosegue la preside – è l’idea e il senso che viene dato a tutto l’impianto educativo e chi sceglie la nostra scuola sa che inizia dalla porta d’ingresso. Quando una persona entra non guarda a destra e a sinistra per sapere e capire dove deve dirigersi ma c’è sempre qualcuno che lo accoglie, lo dirige, lo informa».

Toccanti anche le parole di don Mimmo Battaglia che, dopo aver raccontato la storia di Stefano, giovane catanese morto di AIDS, ha esortato i giovani a vivere in pienezza: «In questo momento, accogliete il senso vero di questo Natale. Alzate gli occhi al cielo, c’è una stella, è la tua stella, ed è quella stella che ti rivolge una parola, che ti lancia un messaggio: Dio ti ama, credi in te, nella forza della vita che c’è dentro di te».

Dopo aver lasciato il duomo, la festa è continuata alla mensa di San Vincenzo gestita dalla Caritas diocesana, con un pranzo preparato dagli studenti dell’indirizzo alberghiero, guidati dai docenti ed offerto interamente dall’istituzione scolastica.

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