Natale col COVID – Il governo è davanti a un bivio

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Oggi Palazzo Chigi, salvo imprevisti, dovrebbe erogare il DPCM che sancisce definitivamente il destino degli italiani per Natale 2020. Le ipotesi attualmente sono due ma purtroppo nessuna di esse sembra essere troppo comoda.

La prima ipotesi, quella caldamente appoggiata dal presidente del consiglio Conte, prevede sì un lockdown durante le feste, ma con dei giorni “d’aria”. La proposta infatti prevede la chiusura totale di bar e ristoranti e il divieto di spostarsi anche nel proprio comune, ma questo accadrebbe dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio. sostanzialmente 28, 29 e 30 gli italiani avrebbe l’opportunità di spostarsi (sempre nei limiti della propria regione) e bar e ristoranti di riaprire fino alle 18.

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La seconda ipotesi si presenta più preoccupante, ma di poco. La parte rigorista dei ministri, infatti, tende ad un lockdown filato: dal 24 al 7. Dietro il pensiero del Natale in quarantena giace la preoccupazione per anziani e soggetti a rischio, prevedendo che di sicuro, durante il cenone i commensali non indosseranno la mascherina e che durante quei pochi giorni di libertà il popolo italiano si dedicherà allo shopping più sfrenato, anche e soprattutto di generi alimentari.

Anche sulla questione “ospiti” il discorso rimane aperto. L’ipotesi più attendibile al momento è quella che prevede massimo due persone in più sedute a tavola. si pensa anche di non prevedere gli under 14 nel conteggio dei coperti, questo in considerazione della prole di coloro che vanno a trovare i genitori durante le feste.

Attualmente l’ipotesi più solida è quella legata agli anziani e, in particolar modo, agli anziani considerati “fragili“. Tutti i nonni che vivono da soli o che sono soggetti a patologie gravi avranno molto probabilmente il diritto di passare le feste in compagnia dei propri cari. La fragilità di queste persone, però, può presentarsi come un’arma a doppio taglio. Essa  infatti rende questi soggetti meritevoli di assistenza e compagnia durante le feste, ma li rende anche gravemente soggetti ai rischi del COVID.

di Giuseppe Spada

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