A febbraio del 2018 è uscita la sua prima silloge poetica, Le brutture dei cuori scalzi (Aletheia). Ora si appresta a pubblicare la sua seconda raccolta di poesie, il cui volume, già in pre-order online, s’intitola Nata intera (Edizioni La Gru).

 

«Una vita passata a scrivere per capire all’improvviso di non essere mai caduta. Non precipitare è stata la mia forza. Addormentarmi in tempo, strappare i graffi dalle tasche del destino. Ammazzarmi solo apparentemente».

Lei è Maria Grazia Nappa, scrittrice trentatreenne, che vive tra Caserta e Vigevano. La giovane donna ha sempre amato la natura e odiato i giocattoli, preferendo, a questi ultimi, scatole vuote da colorare e con cui inventare storie. Immersa nell’arte, è cresciuta ascoltando cantautori italiani e francesi, osservando i dipinti comprati dagli artisti di strada, sfogliando le pagine di autori assurdi e sconosciuti.
Parlava poco e fu un incontro con un poeta a cambiarle la vita.
Lui le dedicò una poesia ancora prima di presentarsi; una poesia dedicata ai suoi occhi. Lei, dal giorno in cui lesse quei versi, fu catapultata in un’altra dimensione. Una realtà somigliante a un film. Purtroppo, a causa di una sensibilità troppo invadente, iniziò a subire interiormente brutte emozioni riconducibili all’abbandono.
Ha scritto la sua prima poesia a circa vent’anni. La poesia non è stata una scelta, ma l’unica strada plausibile. Usa i versi per stare bene, per curare l’anima, per salvarsi da se stessa e da un mondo che fatica ad accettare.

di Teresa Lanna

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