Nasce l’intesa tra l’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e l’Università di Buchara (Uzbekistan)

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Un’importante intesa è stata raggiunta nei giorni scorsi fra l’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e l’Università di Buchara (Uzbekistan).

Abbiamo di che essere orgogliosi perché Buchara non è solo una delle città più antiche del mondo, ma è anche una delle grandi capitali che dal cuore dell’Asia guarda al mondo futuro con coraggio e determinazione.

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In verità, ciò che dico riguarda tutto questo straordinario Paese che da sempre si propone come importante anello di congiunzione fra Oriente e Occidente: tappa necessaria lungo la Via della Seta, con le sue meraviglie l’Uzbekistan è diventato una sorta di ‘dreamland’ nell’immaginario collettivo del mondo tutto. Non credo che esista persona che non abbia sognato almeno una volta la favolosa Samarcanda, come non credo che esista qualcuno che non abbia cercato di dare seguito alla notizia per molti versi misteriosa ‘Alessandro Magno sposò la bella Roxane in Bàctria’.

In Bàctria? Cioè?

informareonline-buchara-4La Bàctria di Alessandro, tagliata dalla Via dell’Ossidiana, oggi ospita la splendida città di Shahrisabz che si è regalata anche il vanto di aver dato i natali a Tamerlano (al quale è dedicato in città un ricco Museo).

Ciò detto, Buchara, la conosciamo fin  da bambini quando lasciavamo correre la fantasia sulle pagine del ‘Milione’ perché qui tra il 1261 e il 1264 vissero per tre anni Niccolò e Matteo Polo, prima di partire verso la corte di Kublai Khan. Tappeti, e che tappeti!, sete raffinate, spezie odorose, grandi palazzi, moschee, minareti la cui bellezza costrinse perfino il crudele Gengis Khan a fermarsi, madràse: tutto passava per questa magnifica città che oggi guarda con fermezza e speranza al futuro, chiedendo e offrendo alla nostra Università studi congiunti e cooperazione nella ricerca. Bene.

Storia intrigante e intricata.

Oltre tre anni fa venne qui in visita un Signore uzbeko, Tursunali Kuziev, già Ministro della Cultura nel suo Paese, e con lui decisi di prendere un caffè, su invito dell’Avv. Giorgi che lo accompagnava. Poi ritenni opportuno invitarlo nel mio Dipartimento di Architettura e Design e ne parlai con il Direttore, il Prof. Maffei che, lungimirante, accettò subito.

Da questo fortunato incontro nacque l’idea di stringere rapporti ufficiali di scambi culturali e cooperazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Tashkent, la capitale.

Trascorse un anno prima che gli impegni da ambo le parti e la nostra terribile burocrazia ci permettessero di accettare l’invito, trascorse un anno di miei continui ‘memento’ al Dipartimento, all’Ambasciata e così via. Partimmo, delegazione di alto livello, visite ai Rettori di Tashkent, Samarcanda e Buchara, accordi di cooperazione scambiati e firmati, poi … puf! Tutto sembrò fermarsi, pur se così non era e l’avremmo visto subito.

L’Ambasciata uzbeka, che fino a quel momento era stata ‘diretta’ da un Delegato, il Consigliere Rustam Kayumov, bravo e gentile, ma solo e, dunque, con grandi difficoltà operative, ebbe un Ambasciatore di alto profilo e fine conoscitore dell’Europa e delle sue logiche: Otabek Akbarov, nominato dopo aver lavorato come Responsabile del Dipartimento per la cooperazione con i Paesi dell’Asia meridionale, del Medio Oriente e dell’Africa e una lunga permanenza a Londra.

Tutta la storia ebbe un’accelerazione, nonostante gli immensi problemi e le complicazioni creati dal Covid. Fatto è che il nuovo Rettore, Gianfranco Nicoletti, ha immediatamente nominato, subito dopo la sua elezione, due professori di straordinaria competenza internazionale in ruoli chiave: Luigi Maffei, ProRettore, ma già Direttore del Dipartimento di Architettura, e Sergio Minucci, Delegato all’Internazionalizzazione, entrambi very open minds.

Il Covid continua a crearci problemi innumerevoli, ma finalmente qualche giorno fa si arriva a una prima ipotesi di lavoro concreta. Corsi di studi a Buchara che permettano ai laureati uzbeki di ‘spendere’ la loro laurea anche in Europa, mentre già si progetta la possibilità di avere una ‘branch’ dell’Università della Campania nel cuore dell’Asia.  Il livello dei partecipanti al recente incontro che definiva l’accordo era il più alto possibile: insieme all’Ambasciatore e al Consigliere Abduganiev c’erano i Rettori delle Università coinvolte, le Autorità politiche e amministrative della Regione di Buchara insieme a Uzokboy Begimkulov (Deputy Minister of Higher and Secondary Specialized Education of Uzbekistan).

Un gran lavoro, davvero, un gran lavoro possibile se e solo se si ha a che fare con persone di altissimo livello e grande capacità progettuale. Come in questa circostanza.

È proprio il caso di dire: per aspera ad astra!

di Jolanda Capriglione

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