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NASA: ci sarà uno schianto con un asteroide

Ilaria Ainora 06/09/2022
Updated 2022/09/09 at 6:03 PM
3 Minuti per la lettura

Una navicella spaziale intercetterà l’orbita di un grande asteroide: è un esperimento organizzato dalla NASA.

L’esperimento

Una navicella spaziale si schianterà con un asteroide. Dobbiamo avere paura? Assolutamente no, tutto sotto controllo. Si tratta di un esperimento organizzato dalla NASA nei minimi dettagli.

Da sempre, nel nostro immaginario e nei timori più reconditi vi è il pericolo di uno schianto con un oggetto spaziale in grado di eliminare l’umanità. Cosa succederebbe se, in futuro, gli astronomi individuassero un oggetto pronto ad entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta? Per rispondere a questa domanda, la NASA ha messo a punto un esperimento davvero epocale. Tra alcune settimana, la navicella spaziale robotica DART si schianterà deliberatamente contro un asteroide.

Si tratta di una sonda dal costo di 330 milioni realizzata per il progetto Double Asteroid Redirection Test (DART). Il veicolo è già nello spazio e ha come obiettivo il corpo celeste denominato Dimorphos.

L’impatto

Lo schianto dovrebbe avvenire nelle prime ore del 27 settembre 2022 con una velocità approssimativa di 4 miglia al secondo. Lo scopo comprendere come deviare la rotta di un asteroide. Così, in futuro, se dovessimo scoprirne uno pronto a schiantarsi contro la Terra saremmo in grado di evitarlo.

Tutto è stato progettato con la massima attenzione, a partire dall’obiettivo scelto per la missione. Dimorphos è infatti un asteroide-satellite di circa 160 metri che orbita attorno ad un asteroide ben più grande, Didymos. Dopo lo schianto, la NASA potrà analizzare più facilmente la deflessione del corpo celeste, basandosi sul suo percorso attorno all’asteroide principale.

“Sappiamo che gli asteroidi ci hanno colpito in passato. Questi impatti sono un processo naturale e accadranno di nuovo in futuro”, ha spiegato il professor Alan Fitzsimmons, astronomo presso la Queen’s University di Belfast. “Vorremmo fermare quelli più pericolosi. Il problema è che non abbiamo mai testato la tecnologia necessaria per farlo. Questo è lo scopo di DART”. L’esperto ha poi proseguito: “Sappiamo dove si trovano i grandi asteroidi, e sappiamo che nessuno di quelli rilevati si avvicinerà al nostro pianeta per i prossimi 200 anni circa”. Il vero pericolo è, invece, rappresentato dai corpi celesti molto più piccoli, ancora non identificati, che potrebbero in futuro colpire la Terra, causando gravi danni e distruggendo intere città. L’esperimento della NASA si rivela, dunque, di vitale importanza: DART è il primo passo per assicurarci di avere la tecnologia giusta per affrontare la minaccia.

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