Quella vissuta al San Paolo è stata una notte emblematica, una notte che difficilmente i napoletani e la Campania riusciranno a dimenticare.

In uno stadio con un restyling e una scenografia impeccabile, a forma di U per rappresentare il golfo di Napoli che culminava con un Vesuvio, ieri sera si è svolta la cerimonia di apertura della 30esima Universiade Napoli2019. 50mila spettatori hanno assistito ad un evento emozionante e unico, che ha celebrato Napoli e la Campania davanti agli occhi del mondo. L’evento, in mondovisione, è stato uno show che ha visto l’ alternarsi di acrobati, ballerini, luci, proiezioni e fuochi, ideato da Marco Balich, un genio con alle spalle già 20 cerimonie olimpiche.

A sfilare per prima e a rompere il ghiaccio, è stata Maria Felicia Carraturo, campionessa italiana di apnea, nelle vesti della sirena Partenope, la mascotte, che su un carro con uno strascico di più di 60 metri ha catturato lo stupore del pubblico.

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La cerimonia ha raggiunto numeri da record. Lo stadio, gremito e sold out già da giorni, ha accolto anche le più alte cariche istituzionali. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente della Camera Roberto Fico, il Presidente del Coni Giovanni Malagò, il Cardinale Crescenzo Sepe, Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che è stato il primo a salutare tutti i presenti: “Vi do il benvenuto in questo bellissimo stadio e nella città dei mille colori, dello sport, dei giovani, della pace, dell’accoglienza, nella città dell’amore. Io e tutti i napoletani ci auguriamo possiate trascorrere giorni di grandi emozioni”.

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L’INGRESSO E LA SFILATA DELLE DELEGAZIONI

Dopo questa parentesi di apertura si è dato spazio ai veri e unici protagonisti della kermesse: gli atleti. 130 delegazioni hanno sfilato tra sorrisi, bandiere, cori, salti e balli, coinvolgendo in maniera incredibile gli spettatori. Come l’Argentina, che portando con sé la maglia numero 10 di Maradona, ha conquistato il boato del San Paolo. 130 delegazioni da 130 Paesi diversi, tutte unite davanti al Vesuvio, hanno fatto di Napoli una città di incontro e unione. La sfilata è poi culminata con l’entrata dell’Italia accolta in un vero e proprio delirio.

A seguire, Malika Ayane ha dato avvio allo show intonando un riarrangiamento della canzone “L’italiano” di Cutugno che ha introdotto il momento dell’alzabandiera, portata da Bebe Vio ai corazzieri, uno dei momenti più emozionanti. A sancire l’inizio dell’Universiade è stato il Presidente Sergio Mattarella annunciando: “Con la certezza che questa manifestazione contribuirà a rafforzare i rapporti di amicizia tra i popoli del mondo, dichiaro aperta la 30esima Universiade Napoli 2019.”

Ovviamente non poteva mancare una celebrazione di Napoli e della cultura partenopea. In scena sono stati  proiettati i simboli che la contraddistinguono, dal corno a Pulcinella, finendo con una proiezione di Totò e con l’attrice Iaia Forte che ha recitato un testo di Eduardo De Filippo.

 

I DISCORSI DELLE ISTUTUZIONI

Lo spazio alle Istituzioni si è aperto col discorso di Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, che si è rivolto prima agli spettatori e poi alle delegazioni, prima in italiano e poi in inglese, sottolineando quanto sia stato difficile preparare Napoli e la Campania ad accogliere un evento di così grande portata e quanto allo stesso tempo, Napoli e la Campania possono trarre beneficio da questo evento. A seguire è intervenuto il Presidente Fisu Oleg Matytsin in un discorso da brividi, un monito non solo per gli atleti ma per tutti i presenti. Ha evidenziato l’importanza del rispetto del prossimo, di quanto lo sport e quest’esperienza possano aiutare ad affermare i valori di fratellanza e di quanto la diversità sia necessaria e indispensabile. “Mi auguro che ognuno lasci Napoli come una persona migliore”, ha concluso.

Prima di lasciare spazio agli ultimi momenti della serata c’è stata l’accensione del braciere. La fiaccola, è passata tra le mani di Pino Maddaloni (Campione Olimpico di judo) Marco Maddaloni ( Campione di judo), Diego Occhiuzzi (vincitore di tre medaglie olimpiche nella scherma), Carlotta Ferlito (ginnasta due volte presente alle Olimpiadi e in gara a queste Universiadi). Ad incendiare il Vesuvio è stato invece Lorenzo Insigne che, entrato dopo Meret, ha simulato di calciare una palla infuocata.

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Negli ultimi momenti della serata, invece, il protagonista è stato Andrea Bocelli che ha emozionato sulle note di Funiculi Funicula, Follow Me insieme al figlio e Nessun Dorma.

UNA NOTTE INDIMENTICABILE

La notte vissuta al San Paolo è stata una notte indimenticabile, non solo per chi l’ha vissuta, ma anche per chi, attraverso uno schermo, ha visto Napoli con un volto del tutto nuovo. 8 mila atleti provenienti da tutte le parti del mondo, 800 performers, scuole di danza, aziende, un’intera regione e comunità coinvolta. Sono state realizzate iniziative di coinvolgimento sociale e sportivo, come la scelta di mettere in campo anche 40 rifugiati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente che hanno partecipato portando i cartelli con i nomi di alcuni Paesi durante la sfilata e aiutando il servizio d’ordine. Sono state ospitate eccellenze sportive, ricercatori di prestigio e cantanti internazionali.

In serate come queste, dove la bellezza e la magia sovrastano e soppiantano le critiche e gli schieramenti politici, non si può non applaudire e mostrare riconoscenza verso chi ha voluto Napoli per questo evento,chi ha lavorato in pochi mesi per la realizzazione, e soprattutto alla Regione Campania, per i fondi e gli sforzi economici che ha messo in atto per rilanciare e ristrutturare gli innumerevoli impianti chiusi o inagibili presenti sul territorio.

In queste occasioni bisogna avere la lucidità di fare un passo indietro e pensare all’immagine della città che viene proiettata davanti agli occhi del mondo. Forse, l’unico commento negativo, va proprio al pubblico che in alcuni momenti non ha saputo scindere le questioni politiche dall’evento sportivo e pacifico che la città stava presentando.  In quei momenti bisognava dimostrare rispetto verso le Istituzioni e riconoscere che chi rappresenta i cittadini ad una cerimonia di questo calibro, lo fa in qualità di Istituzione e non di politico, per cui i fischi che hanno fatto da sottofondo ad alcuni discorsi, sono ingiustificabili.

NAPOLI DAVANTI GLI OCCHI DEL MONDO

Al di là di tutto, non sono riusciti a celare la bellezza della serata e ciò che le Universiadi stanno portando a Napoli e alla Campania: sport, turismo, ricchezza. Le fondamenta per un rilancio e un riscatto che possiamo ottenere, perché abbiamo dimostrato quanto siamo in grado di fare grandi cose, nonostante le innumerevoli difficoltà.

Per cui, in questo momento, bisogna lasciare spazio solo all’orgoglio. Napoli, in una partita che vedeva dall’altra parte schierato tutto il mondo, ha vinto. E l’ha fatto nel modo migliore in cui potesse vincere.

di Mara Parretta

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