Domani si giocherà Napoli – Roma, Bruno Conti si farà portavoce del cordoglio romanista portando un omaggio ai Quartieri Spagnoli sotto al murales più famoso dedicato a Diego

Napoli – Roma, comincia con un omaggio a Diego Armando Maradona la trasferta romanista in previsione della partita di domani sera. Sarà Bruno Conti a portare un omaggio al campione argentino simbolo della Napoli del calcio. Conti a Roma era chiamato MaraZico, una fusione tra Maradona e Zico, e con Maradona ha giocato tante partite da avversario, compresa la sfida durante il mitico Mondiale del 1982. Per ovvie ragioni di sicurezza e concomitanza col match previsto in serata, non potranno essere presenti i componenti della squadra.

Non era scontato come gesto e potrebbe essere considerato distensivo tra le due tifoserie. Anche se ovviamente nessuna delle due sarà presente allo stadio a causa delle limitazioni per la pandemia.

Lo storico gemellaggio che trovava la sua espressione nel Derby del Sole si interruppe il 25 ottobre del 1987

Era una bella gita andare a Roma per vedere la partita: si partiva presto al mattino nonostante la distanza non fosse enorme. Si andava a fare la scampagnata, era una gita più che una trasferta, che culminava con la partita. Tifosi azzurri e giallorossi mischiati sugli spalti a godersi lo spettacolo del calcio.

Carovane di auto e pullman che negli anni 80 seguivano la squadra, circa in 20.000 nell`anno del primo scudetto. E si univano con i tifosi giallorossi per celebrare un gemellaggio che accomunava le due tifoserie più calorose d’Italia.

Ma cosa accadde durante quel Roma – Napoli del 25 ottobre 1987?

Il Napoli era sotto di un gol ed erano rimasti in 9 in campo per l’espulsione di Renica e Careca, a pochi minuti dalla fine Maradona batte un calcio d’angolo, in area svetta Francini che insacca per un insperato pareggio. La partita finirà così e  avrebbe potuto essere un risultato che metteva tutti d’accordo, ma durante i festeggiamenti sotto la curva giallorossa Salvatore Bagni rivolse ai tifosi avversari il “gesto dell’ombrello”, scatenando le loro ire.

Da allora gli animi si sono sempre più inaspriti, dando inizio ad una serie di rivalse e vendette che ancora persistono

Come quando nel 2001, anno in cui la Roma vinse lo scudetto. I pochi impavidi sostenitori giallorossi furono vittime di lanci di pietre e pioggia di urina e sputi mentre erano ingabbiati nel settore ospiti dello Stadio napoletano.

Episodi deprecabili da una parte e dall’altra, è sempre triste ricordare la morte di Ciro Esposito: il tifoso napoletano colpito a morte in un agguato romanista. L’occasione era la finale di Coppa Italia Napoli – Fiorentina, ma la partita veniva giocata a Roma e i supporters partenopei erano attesi dai giallorossi.

Non sono servite le scuse pubbliche di Salvatore Bagni

Per colpa mia non c’è più il gemellaggio – ammette l’ex centrocampista del Napoli – Nel 1987, al termine del derby finito 1-1 con noi che pareggiammo con Francini e in nove uomini, feci il gesto dell’ombrello sotto la curva Sud. Da allora si è spezzata l’amicizia tra le due tifoserie. Mi pentii e chiesi scusa, ma non bastò”. 

Ma potrebbe non essere l’unico motivo di astio: neanche il passaggio al Napoli del laziale Bruno Giordano è stato ben visto dai tifosi capitolini.

Maradona era in campo il 25 ottobre del 1987, l’omaggio di Bruno Conti all’amico e campione potrebbe stemperare l’astio. Dopo tutto quello che è accaduto è difficile tornare indietro, ma l’orgoglio deve lasciare il posto al cordoglio comune e soprattutto allo spettacolo del calcio. Lo sport che Maradona amava più di ogni altra cosa.

 

 

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1 commento

  1. Bellissimo articolo. Che sia di auspicio per un gemellaggio forte e duraturo delle due tifoserie, nel nome di Diego.

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