Napoli – Roma: Insigne simbolo di un sogno infranto

Pasquale Di Sauro 19/04/2022
Updated 2022/04/19 at 10:51 AM
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È il lunedì di Pasquetta, alle ore 19:00 comincia allo Stadio Diego Armando Maradona la sfida tra Napoli e Roma. Gli azzurri inseguono il sogno, restare in corsa per lo scudetto. Tutti ci credono, battere i giallorossi per poi affrontare un calendario sulla carta più semplice rispetto alle contendenti milanesi per il primo posto in campionato.

Undici minuti dal calcio di inizio e tutti iniziano a crederci ancora di più. Perché Lorenzo Insigne batte Rui Patricio dagli undici metri e fa esplodere i tifosi. Speranza ed entusiasmo, sembra essere una giornata positiva. Passano ottanta giri di orologio dall’esultanza del capitano azzurro, quando El Shaarawy pareggia per la Roma e trasforma la gioia in sconforto. Il pianto di Insigne dopo il triplice fischio è il simbolo di un sogno infranto.

Dai sorrisi alle lacrime, questa la massima sintesi di NapoliRoma. Se l’aritmetica lascia ancora spazio all’immaginazione, sarebbe meglio parlare chiaro: i partenopei sono out dalla corsa al primo posto: – 4 dal Milan, – 2 dall’Inter con una partita in più rispetto ai neroazzurri.

«Giusto, giusto!». Grida Mourinho per la rete del pari arrivata al 91’. Bisogna dare atto al tecnico giallorosso, i suoi nella ripresa hanno creato tanto, mettendo in seria difficoltà la squadra di Spalletti che a proposito non ha mai battuto lo Special One.

Un match che si è deciso anche con le mosse dei due allenatori. Per Mou, solito coraggio e spregiudicatezza offensiva ma le scelte erano dettate dal risultato. Spalletti invece prima opta per la qualità di Zielinski per sostituire un acciaccato Lobotka, poi la freschezza di Demme ed Elmas per difendere il vantaggio, infine Juan Jesus altro difensore e passaggio alla difesa a 3 (o meglio a 5) e Mertens al posto di Osimhen per gli ultimi minuti di gara. Cambi non azzeccati, il Napoli nella ripresa è la brutta copia del primo.

Primo tempo

Eppure i partenopei avevano ben cominciato. Minuto undici Lozano cade in area sulla pressione di Ibanez, l’arbitro Di Bello inizialmente lascia proseguire ma poi richiamato al Var rivede il fallo del difensore e assegna un calcio di rigore agli azzurri: Insigne freddo dal dischetto sigla il vantaggio. La Roma sembra accusare il colpo, prima Osimhen, poi Lozano impegnano Rui Patricio e la difesa giallorossa che tuttavia tiene botta. L’occasione per gli uomini di Mou arriva al 39’ quando Pellegrini calcia una punizione verso la porta di Meret, la traiettoria viene prolungata pericolosamente proprio da Osimhen, la palla sbatte sulla traversa.

Secondo tempo

Nella ripresa Mourinho decide di cambiare subito: al posto di Cristante entra Mkhitaryan per una Roma più offensiva e la scelta paga. Al 61’ Karsdorp calibra alla perfezione dalla destra un cross per Abraham, l’attaccante arriva scoordinato alla conclusione e grazia Rrahmani che aveva completamente perso il nove giallorosso in area di rigore. Passano cinque minuti e altra occasione per la Roma: sempre Pellegrini su punizione, questa volta trova la testa di Mancini che stacca bene e per una questione di centimetri non trova il gol del pari. Il Napoli fatica, i cambi non funzionano. Al 76′ El Shaarawy da poco entrato serve in verticale Zaniolo che anticipa Meret, il portiere lo travolge, ma Di Bello lascia correre con le proteste della panchina giallorossa che vede Fuzato espulso. All’80’ reazione degli azzurri grazie ad una ripartenza di Osimhen che scatta dalla propria metà campo, entra in area ma poi manda sull’esterno della rete. L’arbitro assegna otto minuti di recupero ma alla Roma ne basta uno per pareggiare: al 91′ Abraham prolunga un pallone per El Shaarawy che piazza il destro nell’angolo basso: termina 1-1.

Speranze scudetto sfumate, è già tempo di fare riflessioni ma intanto difendere la zona Champions è un imperativo categorico.

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