Napoli, “Il paziente si racconta”: il primo workshop sulla Medicina Narrativa

medicina narrativa

Continuamente si sente parlare di scienza e medicina in evoluzione, di tecniche e terapie sempre più efficaci. Talvolta però, si tende a fotografare attraverso analisi, dati e parametri il paziente, visto non più come persona, ma come mera somma di dati clinici. Per parlare di come arginare questa deriva aggravata dalla mancanza di comunicazione tra operatori sanitari e pazienti, venerdì 10 novembre alle ore 11:00 presso la Sala Convegni della Croce Rossa Italiana, in Via San Tommaso d’Aquino n.15, si svolgerà a Napoli il primo Workshop dal titolo “L’Ematologia, l’Oncologia e la Medicina del Dolore tra umanizzazione delle cure e Precision Medicine“. L’obiettivo del progetto è il miglioramento della comunicazione tra l’ammalato e tutte le figure che oltre al medico sono coinvolte nel processo di cura: gli infermieri e l’intero reparto, compresi i “caregivers”. Per caregiver si intende quel soggetto che si prende cura di un familiare invalido al 100% e che necessita di assistenza continua per almeno 54 ore settimanali. Da poco è stata riconosciuta la qualifica a questo tipo di personale sanitario che potrebbe rivoluzionare l’intero sistema.

L’iniziativa è organizzata da Beniamino Casale, Responsabile IPAS Terapie Molecolari e Immunologiche in Oncologia – A.O. dei Colli e da Carlo Negri, Socio e Amministratore di Napolilab, società di consulenza marketing, con il supporto di NfC e Napolilab. La giornata è dedicata a medici, infermieri, pazienti e caregivers e il suo scopo è rivalutare una medicina che rimetta “al centro” il paziente in quanto persona da ascoltare perché attraverso le sue storie può dare un grande aiuto ai sanitari che devono curarlo.

Il workshop sarà articolato in due sessioni: quella del mattino, maggiormente incentrata sulla parte scientifica, e quella pomeridiana, che riguarderà la comunicazione. Dal punto di vista metodico, saranno utilizzati ai fini del workshop la programmazione neurolinguistica o pnl e la mindfulness, che è una particolare tecnica psicologica di meditazione. Particolare attenzione sarà riservata alla Medicina Narrativa: “Con questo termine – afferma Beniamino Casale – intendiamo una metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa. La narrazione infatti permette di acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista, migliorando la partecipazione del paziente. Inoltre la Medicina Narrativa si integra con l’Evidence-Based Medicine (EBM) perché personalizza il percorso di cura rimanendo in linea con le indicazioni di quest’ultima: ma la pluralità delle prospettive rende le decisioni più complete e appropriate. Le Medical Humanities, con il loro approccio multidisciplinare intendono fornire alla medicina e a tutti i soggetti coinvolti gli strumenti necessari per comprendere le malattie e la salute in un contesto sociale e culturale più esteso, al fine di favorire una maggiore comprensione empatica di sé, dell’altro e del processo terapeutico.” Ma per ottenere risultati soddisfacenti non basta un singolo incontro: “Per raggiungere questi obiettivi – conclude Carlo Negri – occorre sviluppare una competenza relazionale che oggi ancora non rientra nella preparazione accademica dei medici e degli operatori sanitari ma è affidata alle sole capacità personali. Questo convegno vuole rappresentare un primo approccio per favorire una integrazione tra Medicina Narrativa e Precision Medicine, al fine di realizzare una autentica medicina centrata sul paziente.” L’introduzione ai lavori sarà a cura di Beniamino Casale, responsabile scientifico convegno, che spiegherà gli obiettivi del corso. Nella prima sessione i saluti iniziali saranno di Marcello Gentile, Primario Urologia Casa di Cura Santa Rita di Avellino; Paolo Monorchio, presidente Croce Rossa Italiana comitato Napoli e provincia; Alfonso Papa, direttore U.O.S.D. Terapia antalgica A.O. Dei Colli. La sessione pomeridiana sarà introdotta dai saluti di Antonio Corcione, Responsabile Regionale Trapianti e Direttore Dipartimento Area Critica A.O. dei Colli; Giacomo Cartenì, Direttore U.O.C. Oncologia Medica A.O.R.N. A. Cardarelli; Giorgio Iaconetta, Direttore Cattedra e Clinica Neurochirurgica A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona; Francovito Piantedosi, Direttore U.O.S.D. DH pneumologico A.O. dei Colli.

di Alessia Giocondo