Napoli, Osteoporosi: istruzioni rivolte al personale medico

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In data 14 giugno, a Napoli, ci sarà un incontro dove delle istruzioni verranno illustrate al personale medico circa l’osteoporosi.

Sulla base dell’atto di indirizzo varato dalla Regione Campania per la prevenzione, circa 100 tra specialisti ed esperti del nostro territorio hanno lavorato per oltre un anno. Il loro obiettivo è stato quello di definire specifiche strategie di intervento per arginare danni e conseguenze della malattia osteoporotica.

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Secondo i dati più recenti, nel nostro Paese sono circa 4 milioni le persone con osteoporosi che nella fascia d’età tra i 50 e gli 84 anni colpisce circa il 21% delle donne e il 6% degli uomini. Tra gli over 84, invece, la metà della popolazione femminile ne risulta affetta.

In estrema sintesi, in Italia, dopo i 50 anni circa la metà delle donne e circa un quarto degli uomini rischiano di subire una frattura. Numeri enormi, in aumento progressivo in ragione dell’invecchiamento della popolazione e anche di abitudini errate quali fumo, sottopeso e cattivo regime alimentare. Ciò lo ha ricordato l’astronauta Samantha Cristoforetti in uno spot realizzato in collaborazione con l’ESA.

Cosa dicono gli esperti

Gli esperti hanno spiegato ciò in una nota:

”L’osteoporosi è caratterizzata da una riduzione della densità minerale ossea che espone a rischio di frattura anche per un semplice urto. Si tratta di una malattia molto subdola, perché fino alla frattura non presenta alcun sintomo, che determina disabilità, perdita di autonomia, fin troppo spesso, la morte del paziente per le complicanze. Per questo in ambito clinico l’osteoporosi viene definita ”epidemia silenziosa”, che ha esiti devastanti sia in termini di salute sia, anche, di ricadute economiche sulle famiglie prima ancora che sul Servizio Sanitario: basti pensare alle fratture femorali che portano alla morte circa 1 paziente su 3 nel giro di un anno, mentre quelli che sopravvivono in quasi il 40% dei casi necessitano di assistenza per la mobilità.

Per quanto in larga misura prevedibile, sulla base di una serie di fattori e situazioni ben note ai clinici, l’osteoporosi ancora oggi è diagnosticata con notevole ritardo e non registra un’adeguata gestione, sia perché le troppe competenze specialistiche convergenti non dispongono di canali per il dialogo, sia per l’assenza di precise linee guida”.

Il documento condiviso

Basandosi dunque sul lavoro svolto dalla Regione Campania, gli esperti delle diverse discipline hanno stilato un documento condiviso. Quest’ultimo punta a fornire una risposta efficiente all’esigenza di salvaguardare la salute e la qualità della vita dei pazienti affetti da osteoporosi.

I punti principali del documento sono i seguenti:

  • Monitoraggio epidemiologico;
  • Stretto coordinamento tra i diversi attori coinvolti nella gestione del paziente e con la medicina territoriale;
  • Implementazione di Centri di riferimento territoriali e precise linee guida per intercettare i pazienti a rischio ed avviarli al miglior percorso di prevenzione e terapia.

I suddetti punti saranno illustrati nel corso di un incontro in programma all’Auditorium della regione Campania martedì prossimo, a partire dalle ore 9.30.

All’incontro, con i responsabili della Regione Campania, interverranno i massimi esperti delle diverse discipline coinvolti nella gestione dei pazienti con osteoporosi.

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