Napoli non sarà distrutta dalla paura mediatica

Napoli non sarà distrutta dalla paura mediatica

Giovanni Basile 21/04/2024
Updated 2024/04/20 at 3:28 PM
3 Minuti per la lettura

Un recente documentario svizzero mostra Napoli distrutta per via dell’eruzione dei Campi Flegrei, tuttavia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) sottolinea che le affermazioni del documentario non sono “basate sui dati”.

La polemica scatenata dal documentario svizzero

Un recente documentario prodotto dalla televisione svizzera Rsi ha sollevato un polverone mediatico con la sua rappresentazione apocalittica dei Campi Flegrei, descritti come un supervulcano in grado di minacciare l’intera Europa. Intitolato “Napoli, il supervulcano che minaccia l’Europa”, il filmato ha dipinto uno scenario in cui una possibile imminente eruzione distruggerebbe Napoli sotto trenta metri di materiale vulcanico, fuoco e fiamme. Tuttavia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha prontamente risposto, sottolineando che le affermazioni del documentario non sono “basate sui dati“, o meglio, ignorano completamente attività scientifiche e di pianificazione emergenziali.

La Replica dell’Ingv: Dati vs. Sensazionalismo

L’Ingv ha criticato aspramente il documentario per aver ignorato le evidenze scientifiche e le attività di monitoraggio e pianificazione d’emergenza condotte in collaborazione con la Protezione Civile. Secondo l’Istituto, nessuna delle eruzioni avvenute nell’area dei Campi Flegrei negli ultimi 15.000 anni si è avvicinata allo scenario catastrofico proposto dal documentario. L’Ingv enfatizza che le informazioni corrette sono essenziali, soprattutto quando riguardano la sicurezza pubblica, e che il sensazionalismo serve solo ad alimentare inutili allarmismi già troppo comuni al giorno d’oggi. Napoli non sarà distrutta dalla paura mediatica.

Monitoraggio e previsioni realistiche

Contrariamente a quanto suggerito dal documentario svizzero, l’area dei Campi Flegrei è soggetta a un costante monitoraggio scientifico per via del bradisismo.. L’Ingv assicura che lo scenario più probabile è quello di una piccola eruzione, simile a quella di Monte Nuovo nel 1538, piuttosto che una catastrofica. Questo perché eventuali eruzioni di grande scala sarebbero precedute da segnali inequivocabili, rilevabili dal sofisticato sistema di monitoraggio in atto, garantendo così una tempestiva allerta alla popolazione.

La necessità di informazioni vere basate sui Dati

L’Ingv conclude ribadendo l’importanza di basare le comunicazioni pubbliche su dati scientifici solidi, piuttosto che cedere al sensazionalismo. Le informazioni accurate e contestualizzate sono fondamentali per la comprensione pubblica e la gestione efficace dei rischi vulcanici. In definitiva, mentre il documentario svizzero ha certamente catturato l’attenzione del pubblico, e ci è riuscito, paura ed audience vanno a braccetto. L’Ingv invita a una riflessione critica sulle fonti delle nostre informazioni, sottolineando che “la verità sui Campi Flegrei” deve essere sempre ricercata nei dati scientifici affidabili.

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