Il Napoli nel Mito: quando il valore di una squadra non si misura dal numero dei trofei vinti

Il Napoli nel Mito al MANN - Photo credit Gabriele Arenare

Il Napoli nel Mito, nel cuore e fino al 28 febbraio 2018 nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli: una mostra temporanea che ripercorre la cronologia storica di una società che non può essere giudicata solo per il numero dei trofei in vetrina. Dalle origini all’età dell’oro fino ad arrivare all’era De Laurentiis, passando per il dopoguerra, gli anni del boom, l’era Ferlaino e la decadenza con Naldi e Corbelli. Trofei mai visti, maglie storiche, documenti, immagini, materiale inedito: chi ama il Napoli non si annoia davanti a vecchi abbonamenti, prime pagine di giornali ingialliti, figurine introvabili e cimeli senza tempo, inseriti in un percorso multimediale che ci trasporta tra le gesta di grandi campioni e ci culla nel ricordo di vittorie importanti e momenti indimenticabili.

 

 

La magia del calcio è quella di unire le generazioni, donne e uomini, nonni e bambini, papà e figli legati dalla stessa passione, con lo stesso entusiasmo e quel sano fervore che non ha età. “Il Napoli nel mito” è un’esposizione che esalta l’arte più popolare su un profilo culturale, declinata in tante epoche così diverse da quella che viviamo oggi che ai nostri occhi ci appaiono lontanissime. Eppure, si parla sempre la stessa lingua, con gli stessi colori, con l’immutato amore che la città ripone nelle varie forme che ha assunto questa squadra. Nel bene e nel male. È un filo emotivo che non si spezzerà mai, che avrà sempre quel valore in più solo perché siamo a Napoli e siamo napoletani e viviamo il calcio mai come mero diletto.

 

 

“Il Napoli nel mito” fa rivivere i momenti e ma soprattutto gli uomini che hanno scritto gli oltre 90 anni di storia azzurra. Dal Petisso Pesaola al Pocho Lavezzi, da Attila Sallustro ad Hasse Jeppson, fino ad arrivare a Cavani e a quei cuori ingrati di Altafini ed Higuain; poi il Giaguaro Giuseppe Cavanna, il Fornaretto Amedeo Amadei, Vinicio, Montefusco, Buscaglia, Canè, Juliano, Sivori, Zoff, Krol, Zola, Hamsik: tutti nomi che hanno fatto grande il Napoli. Quanto mi piacerebbe nominarli proprio tutti tutti… Ah, c’è anche Maradona… ma che ve lo dico a fare. E poi i presidenti, dal primo, Giorgio Ascarelli, che diede vita all’Associazione Calcio Napoli il primo agosto 1926, ad Achille Lauro, Corrado Ferlaino e Aurelio De Laurentiis. Infine gli allenatori, da mister Garbutt ad Ottavio Bianchi, Alberto Bigon, Rafa Benitez ed oggi colui che sta provando a riscrivere la storia: Maurizio Sarri. La mostra, nata su iniziativa di Alessandro Formisano, Head of Operations, Maketing and Sales della SSC Napoli, è stata progettata dall’architetto Andrea Mandara e si è avvalsa di collaborazioni del mondo editoriale e giornalistico, di collezioni private e immagini di archivio, oltre che della lungimiranza del direttore del MANN, Paolo Giulierini.

di Fabio Corsaro
Foto di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 177 Gennaio 2018

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!