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Allestimento sala dell’eruzione Real Fabbrica della Porcellana di Napoli e manifattura Poulard Prad Il carro dell’Aurora, 1810 ca. Biscuit

È possibile coniugare in un’unica mostra tutte le arti? Pittura, scultura, ceramica, musica classica: singolarmente incantano lo spettatore, unite lo catturano. Questo e molto altro ancora è la mostra “Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica”, allestita presso il Museo di Capodimonte e visitabile dal 21 settembre 2019 al 21 giugno 2020.

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Allestimento sala “Miseria e nobiltà”
Anton Raphael Mengs (Aussig 1728 – Roma 1779)
Ferdinando IV di Borbone all’età
di nove anni, 1759
Olio su tela

La mostra

Un vero e proprio percorso multidisciplinare e multisensoriale, di una bellezza mozzafiato, il cui motivo conduttore è la musica.

Le cuffie dinamiche consegnate all’ingresso, infatti, accompagnano il visitatore durante l’intero percorso, proponendo un’opera musicale per ogni sala, in base al tema trattato nella stessa. Così, la sala dei Pulcinella avrà la sua colonna sonora, differente dalla Sala della Musica sacra e da quella della Musica profana.

La meravigliosa Napoli borbonica del XVIII secolo riprende vita nella scenografia dell’Appartamento Reale. Diciannove sale che riportano in auge la società e la cultura del tempo, ognuna con un tema differente: dall’interesse per l’Egitto a quello per la cultura orientale, rappresentata dalle Chinoiseries. Dalla passione per la mineralogia a quella per la natura affiancata, nel secolo dei lumi, da una meticolosa catalogazione, metodo di conoscenza scientifico impeccabile.

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Allestimento sala della musica profana
Louis Nicolas Lemasle (Parigi 1788 – Barisis 1876)
Matrimonio della principessa Maria Carolina di Borbone col Duca di Berry,
1822-1823
Olio su tela
Inv. OA 176 (nella foto poco visibile)
Costumi:
Il flaminio (Prima rappresentazione: Napoli, Teatro Nuovo, autunno 1735) Giovan Battista Pergolesi (1710-1736) Stagione Lirica 1982-1983
In collaborazione con Settimane Musicali Internazionali 1983 Teatro di San Carlo
Direttore d’orchestra: Marcello Panni
Regia: Roberto De Simone
Scene: Mauro Carosi
Costumi: Odette Nicoletti
Orchestra del Teatro di San Carlo
MEMUS – Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo

Storia di un secolo

L’intero percorso è accompagnato dai costumi d’epoca, fuggiti dalla finzione dell’opera lirica per immergersi nella vita del tempo. Una vita fatta di lusso e vizi, come il gioco d’azzardo, affiancati da una profonda frattura fra “Miseria e nobiltà”, poli opposti di una società continuamente in bilico, dilaniata da un malessere spesso sfociato in rivoluzioni. E “Napoli Napoli” ripercorre anche queste, perché parte fondamentale della storia, insieme alla loro colonna sonora.

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Allestimento sala dei Pulcinella
Costumi:
Festa teatrale – sia il vestito blu che i Pulcinellini (Prima rappresentazione: Napoli, Teatro di San Carlo, 4 novembre 1987)
Autori vari del Settecento
Inaugurazione Stagione Lirica 1987-1988
Celebrazione del 250° anniversario del Teatro di San Carlo (Fondazione: 4 novembre 1737)
Teatro di San Carlo Direttore d’orchestra: Gustav Kuhn
Regia: Roberto De Simone
Scene: Mauro Carosi
Costumi: Odette Nicoletti
Orchestra e Coro del Teatro
di San Carlo
MEMUS – Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo

Capodimonte e San Carlo

Finalmente è realtà il sodalizio fra il Museo di Capodimonte e il Teatro San Carlo. La mostra, curata da Sylvain Bellenger, direttore del Museo, con la scenografia di Hubert le Gall, è promossa dal Teatro San Carlo, rappresentato dalla sovrintendente Dott.ssa Rosanna Purchia, in collaborazione con Amici di Capodimonte onlus (presidente Errico di Lorenzo), con la produzione della casa editrice Electa (direttore generale Rosanna Cappelli) e con il supporto del comitato scientifico Regione Campania delle Arti e della Cultura (presidente Patrizia Boldoni).

Capisaldi della cultura, apparentemente a sé stanti, cooperano per la prima volta per dar vita a qualcosa senza precedenti nel panorama culturale europeo. Nella nostra Napoli, quella che è stata un tempo capitale della cultura e che dimostra, così, di poterlo essere di nuovo, se adeguatamente valorizzata.

di Teresa Coscia

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