informareonline-Napoli-Lecce

Napoli – Lecce: al Maradona scorci di futuro e fantasmi del passato

Pasquale Di Sauro 01/09/2022
Updated 2022/09/01 at 5:19 PM
8 Minuti per la lettura
Partiamo dall’unica cosa che conta realmente più di tutte nel calcio: il risultato.

NapoliLecce termina in parità, al Maradona al vantaggio di Elmas risponde il gol di Colombo. Ma la quarta giornata di Serie A oltre a mostrare il primo vero passo falso dei partenopei, scopre le carte di ciò che sarà il futuro di questo campionato atipico e non solo per la pausa mondiale, ma per le tante squadre della “parte destra” della classifica che sulla carta non hanno alcuna possibilità, poi in campo, la storia cambia, eccome se cambia.

Turn over

Luciano Spalletti allena quasi ininterrottamente dal 1995. Il tecnico del Napoli avrà fatto le sue considerazioni e i suoi calcoli in vista del turno infrasettimanale con l’ombra della trasferta all’Olimpico del weekend e della Champions tra una settimana. Ma i conti, ammesso e non concesso che nel gioco del calcio servano davvero, non tornano. Turnover sia: cambio modulo, dal 4-3-3 al 4-2-3-1, con due quarti di difesa diversa, e una formazione cambiata in ogni reparto ad eccezione di Osimhen.

Le critiche: i nuovi non sono ancora integrati, alcuni fuori condizione (vedi Ndombele); il primo tempo è stato regalato agli avversari; Lobotka è imprescindibile; siamo ancora ad agosto e sei cambi nella formazione iniziale sono troppi. Considerazioni giuste e sacrosante in virtù del risultato finale e della prestazione specie nei primi 45 minuti. Ma c’è un però, forse più di uno.

I nuovi arrivati sono calciatori di tutto rispetto, forti quanto chi già faceva parte della rosa. La scelta di Spalletti ci può, anzi ci deve stare, considerando che si gioca ogni tre giorni. Rrahmani, Mario Rui, Lobotka, Zielinski, Lozano e Kvara sono stati sostituiti da Ostigard, Olivera, Ndombele, Raspadori, Elmas e Politano. L’undici titolare schierato contro il Lecce, sulla carta non doveva faticare troppo per risolvere la pratica, ma si sa, la Serie A non è la Playstation. Probabilmente più che nelle rotazioni, il problema è nel modulo, il 4-3-3 è certamente più collaudato ma c’è da dire che gli ospiti neo promossi arrivano al Maradona, schierano tre attaccanti e una difesa altissima, vengono a pressare ogni portatore di palla e corrono dal 1′ al 90′.

Dopo quattro giornate oltre al Napoli anche Juventus, Milan e Lazio sono ferme a 8, l’Inter è a 9 punti ma è stata già sconfitta ed è riuscita a battere il Lecce all’esordio solo all’ultimo secondo (dettaglio da considerare). Questo campionato sarà così, si dice: nessuna partita è facile, ieri ennesima dimostrazione di questa verità assoluta.

La gara

Come detto si parte con il 4-2-3-1, all’intervallo si passa al 4-3-3, si termina con il 4-4-2. Al di là dei moduli il Napoli manca di precisione e di quella qualità che deve fare la differenza in fase offensiva.

Note:

  • La coppia di centrali inedita Kim-Ostigard ha funzionato. Il sudcoreano guida la linea difensiva mentre il norvegese si mostra sicuro sia in anticipo che in copertura. Promossi entrambi.
  • Buona l’intesa Politano – Di Lorenzo che nei primi minuti creano pericoli. L’esterno arriva al cross e al tiro – pericoloso su schema da corner – più di una volta. Il capitano azzurro non fa mancare la solita corsa ma soffre in fase difensiva l’esuberanza di Banda. Segnale: Politano viene ammonito al 13′ per un recupero proprio su Banda, abnegazione e sacrificio in fase difensiva apprezzato.
  • Osimhen. Sarà che non gli fischiano più un fallo, Victor viene tenuto a bada da Baschirotto e dall’ intera difesa del Lecce. C’è da lavorare – ovviamente – per la comunicazione con Raspadori, ma anche con il passaggio al 4-3-3 nella ripresa il nigeriano non trova lo spunto per rendersi davvero pericoloso.
  • Elmas ha il merito di sbloccarla, tuttavia nel secondo tempo sbaglia troppo e viene sostituito quasi di fretta. Se il macedone tutto fare ha la fiducia di Spalletti al momento sembra non avere – nonostante il gol – quella dei tifosi.
  • Ndombele. I primi venti minuti sono di livello. Il fallo che causa il calcio di rigore per il Lecce lo demoralizza e da lì si perde fino a rientrare negli spogliatoi all’intervallo e non prendere più parte alla gara nella ripresa. Altro errore è non aver accorciato su Colombo al momento della conclusione che vale il pareggio, è pur vero che l’attaccante  calcia da fermo e trova l’incrocio dei pali. Oltre alla forma fisica, bisogna mettere a posto anche quella mentale, ma il centrocampista francese non manca di personalità, troppo presto per schierarlo dal primo minuto? Facile parlare dopo.
Sliding Doors

Napoli – Lecce è tutta in 10 giri di orologio. Minuto 22, calcio di rigore per gli ospiti. Colombo calcia e realizza ma senza che l’arbitro fischi. Si deve ripetere: l’attaccante cambia angolo ma si fa ipnotizzare da Meret che risponde a critiche e voci insistenti di mercato. Passano cinque minuti e il Napoli va in vantaggio il gol con Elmas, passano ancora tre minuti e Colombo trova un super gol che pareggia i conti.

Secondo tempo

Ad inizio ripresa Spalletti inserisce Zielinski e Lobotka al posto di Ndombele e Raspadori. Entrano poi anche Kvara e Lozano – quest’ultimo entrato bene in partita più del georgiano –  e quando mancano cinque minuti al termine Simeone al posto di Anguissa per cercare la rete del vantaggio che però non arriva. Il Lecce del secondo tempo non è quello del primo complice la fatica e i meriti di un Napoli che cambia marcia ma che non vince per la poca precisione nelle conclusioni e nell’ultimo passaggio. Gli ospiti ordinati chiudono gli spazi, davanti c’è poco movimento con Ostigard che spara da 35 metri e per poco non centra la porta. L’occasione nitida capita al 70′ sul mancino di Politano, giusto un attimo prima di lasciare il campo, l’esterno approfitta dello spazio creato dalla sovrapposizione di Di Lorenzo, libera il sinistro a giro ma la palla esce di pochissimo. 

Al Maradona arriva il primo passo falso del Napoli che non deve creare eccessivo allarmismo ma Spalletti sa che deve trovare una soluzione a questo tipo di gare, lo scorso campionato insegna, non si possono ripetere gli stessi errori. In attesa che oggi si chiuda – finalmente – il mercato, occhi puntati sulla complicata trasferta di sabato all’Olimpico contro la Lazio di Maurizio Sarri.

Le pagelle: 

Meret: 7

Di Lorenzo 5.5

Kim 6.5

Ostigard 6.5

Olivera 6

Ndombele 5 (Lobotka 6)

Anguissa 5.5 (Simeone s.v.)

Elmas 5.5 (Kvaratskhelia 5.5)

Raspadori 5.5 (Zielinski 5.5)

Politano 6 (Lozano 6.5)

Osimhen 5.5

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.