Napoli, la città che ama poco i libri

Libri

Dal 16 al 22 ottobre, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata celebrata la XVII edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, dal tema “L’Italiano al cinema, l’italiano nel cinema”. Organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con l’Accademia della Crusca, la Società Dante Alighieri e il sostegno della Confederazione elvetica, questa edizione si è avvalsa della metodologia WOA (Web Opinion Analysis) per svolgere un’indagine su circa 8.000 italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online su social network, forum, blog, community rivolte al mondo della cultura, testate di settore e su un campione rappresentativo di 30 esperti tra sociologi e letterati per capire e carpire i principali errori grammaticali degli Italiani.

È emerso che il 71% della popolazione (7 Italiani su 10) commette errori, una conseguenza dell’uso-abuso di Internet che non solo condiziona la lingua scritta e parlata, ma pure la capacità logistica degli utenti. Che la cultura, la conoscenza e la competenza settoriale non siano più elementi distintivi e meritocratici è un dato lapalissiano, è sufficiente osservare gli imbarazzanti strafalcioni della nostra composita platea politica per averne conferma, ma ampliando lo sguardo è l’intero paese che sta allontanandosi da lettura e apprendimento.

“Nel 2016 cresce la lettura in Italia (dati Istat) – si legge sul sito dell’Associazione Librai ItalianiL’Ali Confcommercio chiede un segnale del Governo per la detraibilità nell’acquisto dei libri. Dalla lettura dei dati emerge il ruolo della famiglia quale fattore determinante per il collegamento tra maggiori indici di lettura e migliore status economico”. Più dettagliatamente, dall’ultimo ‘Rapporto Istat sulla lettura’ è emerso che “nel 2015 il 42% delle persone di 6 anni e più (circa 24 milioni) abbia letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali”. L’indagine evidenzia che il 9,1% delle famiglie italiane non ha libri in casa e che il 64,4% ne ha al massimo 100. Risulta che le donne abbiano maggiore confidenza con i libri, tanto che il genere femminile rappresenta il 48,6% dei lettori, contro il 35% del genere maschile. La fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni, con una quota che risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni. La lettura è molto meno diffusa nel Mezzogiorno, nel Sud meno di una persona su tre (28,8%) ha letto almeno un libro, nelle Isole i lettori sono il 33,1%, mentre il record dei lettori spetta al Nord-ovest con il 49,6%. Lettura, attività culturali, sport, Internet camminano di pari passo, indicando una connessione tra buon tenore di vita e lettura. I non-lettori, quindi, sono prevalentemente persone con un basso livello di istruzione, residenti nel Mezzogiorno (sovente in piccoli Comuni), di sesso maschile e con basso reddito.

La maglia nera dei non-lettori va alla Campania, con il 71%. Un’inversione amara rispetto alla Napoli dell’editoria raffinata, delle tipografie storiche, delle biblioteche ricche e assai preziose. Al subentro della grande distribuzione (Feltrinelli e Mondadori), una ineluttabile sequela di chiusure, crisi, fallimenti si è succeduta nel corso degli anni, causando la morte di storiche librerie: Guida in via Merliani, Marotta in via dei Mille, Treves in Piazza del Plebiscito, Loffredo in via Kerbaker, Guida in via Port’Alba. Immaginate adesso una “montagna di libri”, duecentomila per la precisione, che un noto libraio ed editore avrebbe voluto distribuire gratuitamente alla cittadinanza. Quei libri, prevalentemente romanzi, sono andati al macero. È quanto accaduto nel cuore di Napoli, nell’assenza di un canale comunicativo tra il presidente della II Municipalità, Francesco Chirico, e Tullio Pironti, titolare dell’omonima libreria. L’ex pugile avrebbe voluto replicare la festa del 10 giugno in cui, per i suoi 80 anni, aveva distribuito 2.000 libri. Su autorizzazione del sindaco de Magistris 200.000 libri erano stati affidati in deposito temporaneo (non risulta donazione) alla II Municipalità, in uno spazio ex rifugio di guerra e poi sala cinematografica. Le successive, inutili sollecitazioni di Chirico allo sgombero per il parcheggio di biciclette elettriche hanno indotto il presidente a trasferire, tramite muletto e camion dell’Asia, l’enorme patrimonio cartaceo e a demolirlo. Poco contano le controverse dinamiche degli accordi tra le parti, è gravissimo che una tale fonte di cultura e conoscenza, seppure parzialmente sfruttabile per deterioramento, non sia stata destinata a scuole, ospedali, centri sociali o associazioni cittadine, azioni del genere rendono culturalmente ancora più povera questa città.

Questa è la classifica regionale in base alla percentuale dei non-lettori in Italia

 

  1. Campania 71,0%
  2. Puglia 70,2 %
  3. Calabria 69,3 %
  4. Basilicata 68,7%
  5. Sicilia 68,3%
  6. Molise 63,5%
  7. Abruzzo 61,3%
  8. Marche 56,7%
  9. Sardegna 56,6%
  10. Umbria 54,5%
  11. Lazio 53,1%
  12. Emilia-Romagna 52,8%
  13. Toscana 50,5%
  14. Piemonte 50,4%
  15. Veneto 49,7%
  16. Liguria 49,3%
  17. Lombardia 48,3%
  18. Friuli-Venezia Giulia 47,9%
  19. Valle d’Aosta 47,0%
  20. Trentino-Alto Adige 41,9%

di Barbara Giardiello

Tratto da Informare n° 175 Novembre 2017