Che i rapporti tra Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri non fossero ottimi, era sotto gli occhi di tutti. Ma nelle ultime settimane il clima era diventato sempre più infuocato e AdL, stufo della titubanza di Sarri, ha deciso di esonerare il tecnico che era stato il vero protagonista della cavalcata azzurra.

Ciò che Sarri ha fatto con il Napoli e per il Napoli è fuori discussione. Arrivato dall’Empoli nel 2015 con l’etichetta di “provinciale” e “inadatto” per un progetto come quello del Napoli, mette a tacere fin da subito le critiche: alla sua prima stagione in Campania trascina il Napoli ad un inaspettato secondo posto, stabilendo il record di punti nella storia degli azzurri (82) e il record di goal segnati in una stagione (106). Nonostante l’addio di Gonzalo Higuain, passato alla Juventus dopo la stagione dei record (36 goal in 35 partite giocate in campionato), Sarri riesce a tenere il gruppo compatto e affiatato anche nel corso della sua seconda stagione all’ombra del Vesuvio, riuscendo a migliorare il record di punti stabilito l’anno prima (86) e chiudendo il campionato al terzo posto. Merito del tecnico toscano è stata la definitiva consacrazione di Dries Mertens, passato dalla staffetta con Insigne per un posto sulla sinistra a giocare titolare al centro dell’attacco, chiudendo l’annata con 34 goal realizzati. Il punto più alto della storia tra Sarri e il club azzurro è di sicuro la stagione appena conclusa, che ha visto il Napoli lottare fino alle ultime giornate con la Juve per il predominio in campionato. I punti a fine stagione saranno 91, ma nonostante lo spettacolo e l’efficacia del gioco azzurro, non abbastanza per coronare quel sogno per cui i tifosi hanno cantato per mesi.

Durante i tre anni trascorsi a Napoli, Sarri ha avuto il grande merito di migliorare il rendimento dei propri giocatori e di perfezionare, stagione dopo stagione, quel meccanismo (quasi) perfetto che ha trascinato il club partenopeo ad infrangere record su record. Il grande limite dell’ex tecnico dell’Empoli è stato sicuramente quello di non riuscire ad evitare crolli fisici e mentali nei momenti clou della sua avventura campana, lasciando la panchina senza riuscire a vincere trofei.

È probabilmente per questo che De Laurentiis ha deciso di affidare il suo Napoli ad un allenatore di fama internazionale che si è seduto su alcune delle panchine più prestigiose del mondo e che durante la sua carriera, sia da calciatore e sia da allenatore, ha vinto dappertutto. Parliamo di Carlo Ancelotti, fermo dallo scorso settembre e in cerca di riscatto dopo l’esonero rimediato al Bayern Monaco all’alba di questa stagione. Il tecnico emiliano ha dichiarato di essere amico di De Laurentiis da tempo e di non aver dubitato prima di accettare la proposta del patron azzurro, convinto ovviamente dal calore della piazza e dal progetto ambizioso della società, ma probabilmente anche dal biennale (con opzione per il terzo anno) da 6,5 milioni di euro a stagione propostogli da AdL. Parliamo quindi di cifre importanti per un allenatore (in Italia solo Allegri guadagnerà quanto Ancelotti) che il Napoli può permettersi e che sono un chiaro segnale della tranquillità economica della società che realizzerà sul mercato le promesse che DeLa ha fatto ad Ancelotti.

È chiaro che il Napoli della prossima stagione avrà una faccia diversa, è possibile che vadano via alcuni dei fedeli di Sarri come Jorginho, che è seguito dal Manchester City, Hysaj e Mertens, che deve decidere se lasciare Napoli o provare a reinventarsi sotto la guida del tecnico toscano, che difficilmente lo prenderà in considerazione per il ruolo da prima punta. Anche Marek Hamsik potrebbe lasciare gli azzurri dopo undici emozionanti stagioni e trasferirsi in Cina, lasciando spazio in mezzo al campo a Piotr Zielinski, pronto ormai per giocare da titolare e sostituire il capitano, entrato nella storia del club quest’anno per aver superato Maradona per goal segnati in campionato con la maglia del Napoli. In attacco Milik scalpita perché potrebbe tornare ad essere il punto di riferimento offensivo degli azzurri, ma non è da escludere che Ancelotti abbia chiesto ad AdL l’acquisto di un big in attacco, magari scegliendo tra i grandi nomi che ha allenato in passato quello che riterrà più adatto per il suo Napoli. Il nome più gettonato è quello di Karim Benzema, fuoriclasse che probabilmente chiuderà quest’anno il suo ciclo al Real Madrid e che ha un buon feeling con mister Carlo, che è stato il suo allenatore per due stagioni a Madrid. Per il centrocampo è caldo il nome di Arturo Vidal, anche lui precedentemente allenato da Ancelotti e in procinto di lasciare la Germania per tornare ad essere protagonista in Italia. È chiaro che De Laurentiis sa di dover finanziare una campagna acquisti importante, in quanto Ancelotti ha bisogno di giocatori affermati e di caratura internazionale per aggiungere al suo Napoli quell’esperienza e quella mentalità vincente che è mancata negli ultimi anni e che continuerà a mancare se non arriveranno questo tipo di giocatori. Il nuovo Napoli, che probabilmente non sarà bello da guardare come lo è stato negli ultimi tre anni grazie alle idee di Maurizio Sarri, può ridurre il gap con la Juventus se Ancelotti riuscirà a trasmettere al suo gruppo la cinicità e l’intensità tipiche delle sue squadre.

È ovviamente in atto una rivoluzione in casa Napoli e solo il tempo ci dirà se la scelta di Aurelio De Laurentiis sarà stata giusta o meno, per adesso c’è da fare i complimenti al presidente degli azzurri per essersi assicurato un fuoriclasse nel suo campo, non facendo pesare il pesante addio a Sarri, che aveva stretto con la piazza napoletana un legame speciale e che è stato salutato, con un po’ di malinconia, dalla tifoseria. Il secondo posto di quest’anno sarà un punto di partenza per il Napoli che verrà, un Napoli che avrà sicuramente maggior impatto anche in Champions League e che può lottare fino alla fine per riportare in Campania lo scudetto, sogno solamente accarezzato dai tifosi quest’anno, ma che con l’arrivo di Ancelotti potrebbe diventare realtà.

di Vincenzo Costagliola

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