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Napoli, “Il San Carlo per la città” inaugura Piazza Municipio

Enzo Amato 28/05/2022
Updated 2022/05/28 at 7:51 PM
6 Minuti per la lettura

Il Primo giugno alle ore 18.00, sarà inaugurata a Napoli, Piazza Municipio. L’inaugurazione della Piazza,  progettata dagli Architetti Alvaro Siza e Eduardo de Moura, sarà, grazie all’iniziativa “Il San Carlo per la città“, occasione per ascoltare la  Grande Musica eseguita dall’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Maurizio Agostini.

In programma, due brani vigorosi: l’Ouverture dal Guglielmo Tell di Gioachino Rossini e la  Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák.

Il Guglielmo Tell, ultima Opera di Gioacchino Rossini, rappresentata nel 1829, segnerà il suo ritiro dalle scene. Ascolteremo la sua Overture in quattro tempi che ben rappresenta  le vicende legate alla liberazione degli svizzeri dalla dominazione austriaca di cui parla.

Si leva il sipario, l’Overture comincia in tempo Andante con un espressivo e sereno tema proposto dall’intera sezione dei violoncelli, rinforzati ad un certo punto dai contrabbassi divisi che cominciano ad accompagnare in pizzicato, una seconda meravigliosa idea musicale. Questa viene interrotta per due volte da un leggero rombo di timpani che però, le dà più vigore e melanconia.

Improvvisamente, con un gioco di scale dei violini in dialogo con i legni, si avvia l’Allegro del secondo tempo che con un disegno cromatico, una furente progressione armonica e dinamica determinata dall’ingresso degli ottoni, rileva  il famoso Crescendo Rossiniano.

Il tutto sfocia nello splendido e noto tema dell’Andante del terzo tempo proposto dal Corno Inglese in dialogo con il Flauto. È nel quarto tempo che Rossini riesce a confermare tutta la sua maestria, la tromba introduce la celebre cavalcata dell’Allegro Vivace irrompendo con irruenza, coinvolgendo tutti gli strumenti dell’orchestra e generando un vortice di emozioni che ci condurrà al trionfante finale.

Con l’esecuzione della Nona Sinfonia del boemo Antonín Leopold Dvořák non può sfuggire il parallelismo tra due nuove Città Napoli e New York legate da sempre dal fenomeno della migrazione.

Quanti napoletani e meridionali sono passati per questa Piazza che come dice il Sindaco Gaetano Manfredi “abbraccia il Mare”, per partire pe’ terre assaje luntane verso il nuovo mondo proprio nell’ anno in cui alla Carnegie Hall di New York, 16 Dicembre 1893, fu eseguita per la prima volta la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 di Antonín Dvořák, alla presenza dell’autore.

Antonín Dvořák ha scritto la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95  nel 1893 durante il suo mandato di direzione del National Conservatory of Music of America.

I temi utilizzati in questa Sinfonia, ispirati dalle peculiarità della musica dei nativi americani sono entrati nel nostro immaginario collettivo e hanno reso questo, il suo lavoro più popolare.

All’ascolto, l’invenzione melodica basata in parte sulla scala pentatonica, risulta molto semplice come anche l’aspetto formale della Sinfonia, i temi si stagliano con efficacia rimbalzando da uno strumento all’altro, creando una vitalità ritmica arricchita da una innovativa, per l’epoca, armonizzazione modale e da frequenti ritorni tematici.

La Sinfonia è suddivisa in quattro tempi: “Adagio-Allegro molto, Largo, Scherzo-Molto vivace, Allegro con fuoco, la cui caratteristica è che cominciano tutti con una breve introduzione lenta.

Nel primo tempo Adagio-Allegro molto, possiamo riconoscere la melodia dello spiritual Swing low, sweet chariot. Vaga ispirazione dei nativi d’America hanno invece le altre melodie proposte che rendono la pagina, fresca e godibile.

Il secondo tempo Largo è sicuramente il più celebre della Sinfonia. Si apre con un corale degli ottoni a cui segue una emozionante melodia proposta dal Corno inglese che sarà poi ripresa alla fine del movimento.

Il terzo tempo Scherzo. Molto vivace, è più ampio del normale in quanto, vi è presente un doppio Trio centrale ed apre con una stupenda ed evidente citazione beethoveniana. L’orchestrazione di questo tempo è impeccabile, la vitalità ritmica si fonde in un corpo unico con il colore strumentale.

Il quarto tempo, conclude in modo imponente e contiene il tema largamente sviluppato durante tutto il percorso della Sinfonia che si intreccia con nuovi temi e temi già esposti, rendendolo memorabile e costruendo una mirabile sintesi di una pagina musicale passata alla Storia insieme al suo Compositore.

Ed è proprio il nome con cui è conosciuta la Nona Sinfonia di Dvorak: Z Nového svéta (Dal nuovo mondo), ci piace pensare che al Nuovo Mondo corrisponda una Nuova Napoli, con le sue eccellenze – qual’ è l’Orchestra del Massimo cittadino – che scendono in piazza. Scendono in campo per dimostrare che la Città è più viva che mai e che aspettava solo il momento giusto per liberarsi dei luoghi comuni, del folklore e della stereotipata visione di Pizza, Sole e Mandolino.

 

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