Napoli, quanto è importante la figura del Garante dei Detenuti

Patience Montefusco 28/11/2022
Updated 2022/11/28 at 11:29 AM
4 Minuti per la lettura

L’Arresto di Pietro Ioia, ex Attivista per i diritti dei detenuti di Napoli

Il Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale è una figura che tutela i diritti delle persone recluse in carcere. A partire dal 2019, nella città di Napoli questo ruolo lo ha ricoperto Pietro Ioia, ex detenuto e spacciatore. Ioia fu fortemente voluto dal sindaco Luigi De Magistris e poi riconfermato dall’attuale sindaco Gaetano Manfredi.

De Magistris riteneva che Ioia “fosse una persona adatta per comprendere il dramma del carcere ed essere un punto di riferimento per chi volesse cambiare nella vita scegliendo la legalità”. La sua nomina fu motivo di polemiche in quanto molti ritenevano che il suo passato da narcotrafficante internazionale e affiliato ai clan, fosse una macchia indelebile da cancellare. L’impegno di Ioia fu premiato anche da Ilaria Cucchi con il Premio Diritti Umani Stefano Cucchi onlus.

A seguito di indagini, lo scorso 18 ottobre Ioia è stato arrestato per aver portato in carcere droga e cellulari in cambio di soldi. Ioia ha tradito il ruolo che avrebbe dovuto ricoprire. I motivi e le colpe di questo tradimento saranno al vaglio della magistratura.

Il ruolo del Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale

L’amministrazione comunale napoletana, per i suddetti motivi, ha la necessità di nominare un nuovo Garante dei detenuti. Il Comune di Napoli, quindi, ha emanato un Avviso Pubblico per le candidature alla nomina di Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale.

Questa figura, come si legge nell’avviso, “contribuisce proficuamente alla salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone detenute e private della libertà personale, garantendo il rispetto della dignità, migliori condizioni di vita e sociali, oltre alla tutela del diritto alla salute, al lavoro e alla formazione”.

L’auspicio è che il nuovo Garante sia un soggetto consapevole della funzione che svolge nella vita di coloro che vivono il dramma del carcere. Questa figura resta necessaria per la tutela del detenuto il quale, una volta scontata la sua pena, deve essere reintegrato con tutti i diritti, prima fra tutti il rispetto umano che è dovuto ad ogni persona; il Garante rappresenta il cordone ombelicale che tiene unito il detenuto-cittadino alla società di cui ha fatto e torna a far parte dopo la detenzione, società che deve saperlo accogliere secondo tutti i diritti costituzionali e civili di cui il detenuto torna a godere.

Forse a molti di noi torna alla mente quella pagina de “I Miserabili“, quando il vescovo derubato dei suoi preziosi candelabri dal detenuto Jean Valjean che aveva accolto come creatura nuova, anziché denunciarlo e rimandarlo in prigione, gli dà un’altra possibilità regalandogli anche ciò che nella fretta non aveva potuto rubare. Il detenuto cambia vita, diventa sindaco e soprattutto custode dei meno fortunati ricambiando ciò che ha avuto.


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