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Napoli – Genoa: chi non ha mai vissuto un addio?

Pasquale Di Sauro 15/05/2022
Updated 2022/05/15 at 8:11 PM
12 Minuti per la lettura
Chi non ha mai vissuto un addio?

Gli addii non sono mai facili, non sono mai felici. Siano essi pacifici o burrascosi si prova sempre un’emozione che nell’immediato è incomprensibile. Pura irrazionalità che ti travolge, lasciandoti la sola possibilità di vivere a pieno quel momento, quell’ultimo momento, e quando realizzi che forse non tornerà più, viene fuori l’io più sincero e spontaneo, quello che si maschera fino a quando salutarsi è l’unica cosa che rimane da fare. Provaci ancora Lorenzo, questo in fondo ha sempre chiesto la piazza napoletana. Al di là delle contestazioni al presidente, del “vogliamo vincere”, il vero tifoso partenopeo ha sempre preteso da chi indossava la maglia azzurra di provarci ancora, di non smettere mai di correre, di crederci.

Non è un caso che Insigne sbagli un rigore alla sua ultima partita al Maradona e non è un caso che quel rigore si debba ripetere. Il capitano alla seconda possibilità fa centro, supera Hamsik nella classifica marcatori all time, e corre ad abbracciare la sua gente. Quel gol è una metafora, in quella rete c’è tutta l’essenza di un popolo capriccioso, mai sazio d’amore, che in cambio chiede di non arrendersi mai e di riprovare sempre. Gente che conosce il valore della riconoscenza e che oggi celebra un ragazzo diventato uomo presto, e come dice lui stesso tra le lacrime leggendo una lettera in mezzo al campo: “Ho sempre dato tutto ciò che avevo”. Nessuna polemica, è un giorno d’addio, è un giorno di festa, solo applausi per il capitano numero 24.

“La tua maglia più di tutte pesava, perché era di chi veramente l’amava. Tu l’hai indossata con estro, orgoglio e dignità, da fiero figlio di questa città”.

È lo striscione esposto dagli ultras della Curva B. Napoli, la Napoli calcistica, non è una città facile per un calciatore. Sotto il Vesuvio tutti si intendono di pallone, sanno bene chi può e chi non può, e al primo tocco, al primo tiro in porta, “o si buono, o nun si buono”.

Il 16 settembre 2012, Lorenzo Insigne firmava la sua prima rete in Serie A contro il Parma con la maglia azzurra. Oggi 15 maggio 2022, segna l’ultimo dinanzi al suo pubblico. Viene sostituito al minuto ottantotto tra l’emozione di tutti. Prima, durante e dopo la partita solo affetto, non c’è spazio per numeri, obiettivi mancati, rimpianti, ragionamenti sulla sua scelta di lasciare squadra e la città. Stima e rispetto reciproco prendono il sopravvento, qualcuno più emotivo piange con il capitano mentre gira il campo per l’ultima volta con la fascia al braccio, inondato dalle sciarpe lanciategli dalle tribune.

«Grazie a una città che mi ha dato tanto. Abbiamo gioito e sofferto, a volte litigato, ma sempre insieme, come una grande famiglia. Stare a Napoli è stata una meravigliosa esperienza, ma anche una grossa responsabilità che ho accettato con fierezza. Lasciare Napoli significa lasciare casa, mi mancherete sempre. Abbiamo collezionato momenti indimenticabili, ho sempre dato tutto ciò che avevo. Grazie di cuore, forza Napoli sempre».

Premiato prima dal suo amico Mertens – chissà se anche lui all’ultima partita al Maradona -poi dal presidente De Laurentiis, fischiato da una parte della tifoseria, Insigne saluta: 433 presenze, 122 gol, 10 stagioni con la stessa maglia, tre trofei conquistati, uno alzato al cielo da capopopolo. Allo stadio intanto arriva anche la voce di Alessandro Siani che ringrazia a nome di tutti la città Lorenzo. poi tutto è pronto, c’è anche una partita da giocare: NapoliGenoa può iniziare.

Novanta minuti, ma tante partite da giocare, tra addii certi e possibili, tra punti e matematiche da conquistare sia da una parte che dall’altra, Napoli – Genoa non è una passeggiata per calciatori arrivati a fine stagione.

Primo tempo

Il match comincia subito con uno spavento per i partenopei, Yeboah scarica un destro potente dal limite che colpisce la traversa, l’attaccante genoano vicino al gol dopo tredici minuti. Gli azzurri rispondono con il marchio di fabbrica del suo capitano, al 28’ il tiro a giro di Insigne termina di poco a lato. Mertens e Osimhen cominciano a dialogare alla grande creando più di un pericolo in area avversaria ma gli ospiti hanno l’obbligo di vincere e quindi osano: l’occasione arriva sui piedi di Portanova, solo un prezioso intervento di Mario Rui salva Ospina. Al 32’ però la partita si sblocca, ci pensa Victor Osimhen a far esplodere il Maradona, sul suggerimento preciso di Di Lorenzo, il nigeriano salta stile NBA e schiaccia di testa il pallone dell’1 – 0. Il Napoli dopo il vantaggio gioca benissimo, Insigne vuole il gol a tutti i costi e si vede quando ne salta due con due magie e solo Sirigu gli nega l’esultanza per una rete che poteva essere spettacolare. Sul finale di primo tempo, la coppia Dries – Osimhen continua a seminare il panico tra i difensori del Genoa, i due però sciupano le occasioni che potevano portare i partenopei a +2 prima dell’intervallo.

Secondo tempo

La seconda frazione si apre con i rossoblù all’attacco. Chance in apertura ancora per Portanova, solo davanti ad Ospina, calcia basso e colpisce il portiere colombiano. Al minuto 63 arriva l’episodio del match: calcio di rigore per il Napoli per un tocco di mano in area di Hernani. Dal dischetto va Insigne, palo clamoroso, sulla respinta arriva Di Lorenzo che segna, esulta ma poi si vede annullare il gol dall’arbitro Fabbri perché entrato in area prima della battuta del penalty. Oggi però il copione è scritto, niente può guastare la festa, il rigore è da ripetere. Lorenzo non si fa pregare, calcia forte nell’angolino per poi esultare sotto la Curva b. La partita è indirizzata sui binari azzurri, intanto in casa Napoli, Spalletti opera i cambi. Lasciano il campo Fabian Ruiz, Mertens, e Mario Rui, al loro posto entrano Ghoulam – ultima anche per l’algerino al Maradona – , Zielinski e Lobotka. Proprio quest’ultimo trova la rete del definitivo 3 – 0. Quando mancano nove minuti al termine, il centrocampista slovacco si rende autore di un’azione personale, si inserisce palla al piede centralmente, arriva al limite dell’area, destro preciso dove Sirigu non può arrivare. Il Maradona è una festa, la torta è pronta, manca la ciliegina: minuto 88, la lavagna si illumina, viene richiamato in panchina il numero 24. Lorenzo Insigne lascia il campo tra i cori che intonano il suo nome, al suo posto entra Elmas, ma gli occhi sono tutti per il capitano che in panchina abbraccia tutti dal primo – Spalletti che lo prende in braccio – all’ultimo.

La partita termina ma dopo il triplice fischio il calcio si mostra in tutta la sua essenza. Da un lato c’è una squadra, il Genoa, quasi retrocessa in Serie B. I tifosi del Grifone invocano i giocatori a presentarsi sotto il settore ospiti del Maradona, con capitan Criscito in prima linea ad ascoltare il malumore dei numerosi ultras rossoblù arrivati a Napoli per sostenere la squadra. Dall’altra parte del campo, altrettante lacrime ma diverse, non un pianto dettato dallo sconforto di una sconfitta pesante, ma gocce di emozione che rigano il viso di un ragazzo che saluta la sua gente e che promette di ritornare, perché questa è casa sua, perché Lorenzo Insigne è e resterà sempre un vero napoletano.

Napoli – Genoa: i voti di Informare per gli azzurri

Ospina 7 – Decisivo su Portanova da distanza ravvicinata. Sollecitato tre volte, risponde sempre presente, anche sul tiro insidioso di Amiri.

Di Lorenzo 7 – Impeccabile in fase difensiva, determinante anche nella trequarti avversaria con i suoi suggerimenti precisi. Settimo assist in stagione per il miglior terzino italiano.

Rrahmani 6 – Pulito, mai in difficoltà, neanche nel miglior momento del Genoa.

Koulibaly 6 –  Ordinaria amministrazione, perde qualche palla in uscita, specie nel primo tempo poi torna a dominare. Alcuni errori di reparto concedono però occasioni importanti agli attaccanti rossoblù.

Mario Rui 6 – Una sola sbavatura in tutta la gara, quando Portanova gli scappa via. Per il resto buona prova del terzino portoghese. Dal 73′ Ghoulam s.v.

Anguissa 7 – Se sta bene sa come farsi sentire. Ottima tecnica individuale, tanti contrasti, non perde mai un pallone, oggi prestazione più che positiva.

Fabian Ruiz 6,5 – Se gira lui, gira il Napoli. Offre sempre una via d’uscita anche sotto pressione. Dal 73′ Lobotka 7 – gol e quindici minuti di altissimo livello, come ha abituato tutti nella seconda parte di stagione.

Lozano 6,5 – Vince il duello con Criscito, crea diverse situazioni pericolose, colpisce un palo. Quando vuole sa come rendersi insostituibile.

Mertens 7 – Non c’è cosa che Dries non sappia fare. Quando dialoga con Osimhen e Insigne, per i difensori genoani diventa davvero difficile. Dal 73′ Zielinski s.v.

Insigne 7.5 – Lorenzo sul 3 – 0 prima di uscire recupera su Melegoni lanciato a rete. Oggi oltre le lacrime ha lasciato qualcosa in più. Sfiora anche un gol che avrebbe fatto venire giù lo stadio. Dall’88’ Elmas s.v.

Osimhen 7 – Victor la sblocca, poi i suoi strappi allungano il Genoa creando spazi per gli inserimenti dei compagni. Ampi margini di miglioramento, il bello deve ancora venire.

 

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