Napoli, Confsal in piazza per “La giornata del lavoro”

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Il Primo Maggio nasce come momento di manifestazione dei diritti dei lavoratori, per non dimenticare le lotte del passato e gli obiettivi raggiunti, ma anche per rendere sempre attuali espressioni quali diritti e prospettive, per far si che queste non siano solo vane speranze ma per garantirle e tutelare il lavoratore di oggi, anche in una realtà incerta qual è quella attuale. Ma da dove nasce questa ricorrenza?
La Festa del Lavoro affonda le sue radici nella seconda metà del XIX secolo, ovvero nel pieno degli anni in cui le maestranze operaie lottavano per ottenere la riduzione dell’orario di lavoro ad 8 ore, in un momento in cui esso poteva prolungarsi anche in maniera intollerabile. Una lotta che vide protagonista in particolare l’Internazionale Socialista, ovvero l’organizzazione transnazionale che riuniva le varie anime della sinistra dell’epoca, comprese le federazioni sindacali.
Gli attriti sfociarono in piazza Haymarket, a Chicago, Illinois, dove si tenne un raduno di lavoratori ed attivisti anarchici in supporto agli operai in sciopero, trasformatosi in tragedia. Uno sconosciuto lanciò una bomba su un gruppo di agenti di polizia, uccidendone uno istantaneamente, nel caos conseguente sette agenti vennero uccisi da fuoco amico, così come molti civili. Il processo che ne seguì portò alla condanna a morte per impiccagione di otto lavoratori anarchici, in seguito riconosciuti innocenti.
Il 20 Luglio 1889 a Parigi il congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori (l’organizzazione creata dai partiti socialisti e laburisti europei), ideò questa ricorrenza con lo scopo di ricordare le lotte per i lavoratori con una festa che affonda le sue radici in un periodo di significative e frequenti manifestazioni per i diritti degli operai delle fabbriche.

In occasione di questa celebrazione, oggi a Napoli, la Confsal, una delle confederazioni sindacali sui diritti dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano internazionale, è stata in piazza Plebiscito con la manifestazione dal titolo “La giornata del lavoro per la ripresa e la rinascita”. Vincenzo Margiotta, segretario provinciale Confsal, illustrando i temi dell’iniziativa, ha spiegato che in tempi di Covid è stato comunque “possibile organizzare questa manifestazione sulla base delle indicazioni del decreto-legge del 22 aprile 2021 emanato dal governo”. In concreto “il decreto del 22 aprile stabilisce che è possibile organizzare manifestazioni all’aperto con un numero massimo di 1000 persone opportunamente distanziate, tuttavia saremo presenti solo come rappresentanza simbolica, invitando a partecipare solo la rappresentanza regionale e provinciale campana nelle figure dei segretari provinciali e regionali”.

L’obiettivo di questa manifestazione è stato dare un segnale di speranza, ritornando a celebrare il primo maggio a Napoli, in Piazza del Plebiscito, come la confederazione ha sempre fatto negli ultimi anni, sia pure con le limitazioni imposte dall’epidemia. Dopo oltre un anno di emergenza sanitaria, infatti, siamo ancora in uno stato di forte incertezza ed è per questo motivo che la Confsal, cosi come hanno fatto le autorità militari e civili che hanno celebrato il 25 aprile, ha deciso di recarsi in piazza a Napoli in occasione di questo significativo appuntamento.

di Chiara Gatti

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