NAPOLI C’E’ 2016 Teatro Acacia , Napoli

DODICESIMA EDIZIONE

SENSO DI MARCIA

28 Novembre, ore 21.00 – Teatro Acacia – Napoli

Napoli

Lunedì 28 novembre alle ore 21 , L’Espresso Napoletano  presenta la dodicesima edizione del Premio Napoli C’è 2016 – Senso di Marcia. La manifestazione, nata nel 2005 per volontà del PatronRosario Bianco, Editore della testata L’Espresso Napoletano e della Casa Editrice Rogiosi, anche quest’anno premierà le personalità che si distinguono per il loro impegno nel portare in alto il nome e l’immagine della città di Napoli.

 

Il tema di quest’anno sottolinea ancora una volta l’impegno degli organizzatori nel  proseguire e in qualche modo “indicare”, soprattutto ai piu’ giovani, il senso di marcia nell’ambito della legalità. Durante la serata, infatti, sarà anche proiettato un estratto del docufilmSenso di marcia”, del giornalista e videomaker Duccio Giordano, che segna il debutto di Danilo Iervolino nella produzione cinematografica: un’opera che mostra non solo l’esistenza delle mafie, ma il fatto che la lotta tra legalità e illegalità si giochi tra uomini normali. Soprattutto, il docufilm è un viaggio alla ricerca di persone vere, di testimoni autentici della lotta alla mafia: un viaggio che si trasforma in costruzione della direzione che questo Paese dovrebbe prendere contro illegalità e malaffare.

A questo proposito, queste sono le considerazioni di Rosario Bianco : “Ancora una volta  vogliamo sottolineare il nostro impegno per dar voce al senso della legalità e per incoraggiare i piu’ giovani a far propria questa convinzione. Per questo parliamo di “senso di marcia”: per fornire a noi e ai nostri figli delle “indicazioni” per una sana convivenza civile. L’esempio che viene fuori dal docufilm viene integrato dal libro che sotto forma di romanzo dà dei riferimenti e delle indicazioni sulle emozioni che si possono provare nel vivere secondo il senso giusto di marcia della società.”

 

Questi i premiati della dodicesima edizione, condotta da Gino Rivieccio e Simonetta de Chiara Ruffo:

 

o    Raffaele Cantone – Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

o    Maurizio de Giovanni – Scrittore

o    Carlo Vosa – Cardiochirurgo pediatrico

o    Pio Caso – Cardiologo membro del comitato etico SUN e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’ospedale Monaldi;

o    Luigi Carrino – Professore e Ricercatore in ambito aerospaziale

o    Amedeo Giurazza – Professore di Finanza

o    M’Barka Ben Taleb –  Cantante e attrice

o    Annarita e Giovanni Migliaccio – Professori e Ricercatori in ambito medico-scientifico

o    Enrico Zazzaro – Coordinatore dell’area riabilitativa e sportiva del Centro di semiconvitto e riabilitazione  IFLHAN di Monteruscello

o    Enzo de Paola – Presidente dell’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli;

o    Elpidio Iorio – Direttore di Pulcinellamente

 

I riconoscimenti saranno attribuiti in presenza di  esponenti del mondo della cultura, dell’informazione e delle Istituzioni. Presenti  alla serata anche il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e  S.E. il Cardinale Crescenzio Sepe che premierà Raffaele Cantone.

La serata sarà inoltre allietata da due momenti musicali, anch’essi  legati da un filo comune. Sarà infatti aperta dall’ Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli di Napoli e conclusa dall’intervento musicale di ‘Mbarka Ben Taleb; entrambi i momenti vogliono sottolineare quanto sia importante la convivenza pacifica e legale tra culture diverse  a tutte le latitudini

 

 

La s.v. è invitata

Ufficio Stampa Rogiosi

Simonetta de Chiara Ruffo – 3343195127

 

 

IL PREMIO

Nato nel 2005, come risposta a quanti vedevano della città di Napoli solo gli aspetti negativi, il Premio Napoli c’è continua con costanza la sua mission di difesa e di valorizzazione dell’identità cittadina e regionale. L’iniziativa, mossa dall’indignazione espressa in maniera appassionata da quanti di noi hanno sempre creduto nella città, si è guadagnata con gli anni un posto di tutto rispetto nel calendario culturale partenopeo.

Ogni anno vengono consegnati dei riconoscimenti a personalità che si sono distinte per il contributo dato all’immagine della città, ma soprattutto cerchiamo di evidenziare lo sforzo che quotidianamente donne e uomini del Sud, della Campania e in particolare della nostra città, profondono per rendere onore a questi luoghi e a chi li vive. Così al lavoro e all’impegno, condotti nonostante le innumerevoli difficoltà con cui quotidianamente ci confrontiamo, viene dato il meritato rilievo simbolicamente rappresentato da una preziosa opera del maestro Lello Esposito, appositamente concepita e realizzata per l’evento. Il nostro ringraziamento va a quella Napoli che “c’è”, che anche quando lontana dai riflettori non si risparmia, e che con il nostro piccolo contributo, attraverso le pagine de l’Espresso napoletano, viene promossa ogni mese. Allo stesso modo, circondati dall’affetto di voi tutti, dall’interesse delle principali istituzioni civili, militari, religiose, anche noi non ci risparmieremo, rinnovando in quest’occasione il nostro impegno ad essere vicini e celebrare tutte quelle sincere iniziative, dai tangibili risultati, validi tasselli del nostro futuro splendore. L’impegno è quello di fornire a noi prima di tutto e poi ai nostri figli quel “senso di marcia” che porta al giusto, all’equilibrio, alla sana ed efficace convivenza civile. Napoli c’è, noi ci siamo.

 

 

IL DOCUFILM: SENSO DI MARCIA – DURANTE LA SERATA SARA’ PROIETTATO UN ESTRATTO

 

50 minuti

Produzione Italiana

Anno 2016

Formato HD 1920/1080

Regia Duccio Giordano

Prodotto da Danilo Iervolino

 

 

Rovesciare il tavolo: rinunciare a recitare sempre lo stesso copione, quello del cronista-coraggio che brucia tutti sul tempo nel mercato delle notizie. Scrollarsi di dosso un ruolo preconfezionato dal sistema mediatico, in materia di lotta alla mafia: quello del giornalista d’assalto che confeziona al minuto notizie e titoli di apertura, che impacchetta dossier e inchieste buone per alimentare il circuito dell’informazione quotidiana.

 

Inizia così Senso di marcia, il viaggio di un cronista nel paese delle mafie, un’esperienza che nasce da un’inquietudine personale: l’esigenza di superare luoghi comuni e ambizioni professionali spicciole, per capire cosa c’è di vero nella propria attività di giornalista impegnato, ma anche nella lotta al crimine organizzato ingaggiata dallo Stato.

 

È così che il bravo giornalista di un quotidiano specializzato in notizie di nera si trasforma in un narratore, prendendo per mano lo spettatore e accompagnandolo in un viaggio alla ricerca di se stesso, ma anche alla ricerca di persone vere, di testimoni autentici della lotta alla mafia: un viaggio che si trasforma in costruzione della direzione che questo Paese dovrebbe prendere contro illegalità e malaffare.

 

E allora ecco Napoli, Gela, Palmi, Reggio Calabria, Milano e ancora Napoli. Luoghi che fanno da sfondo all’incontro del protagonista-io narrante (un giornalista sulla quarantina affermato ma inappagato) con magistrati più o meno noti, tutti impegnati nella frontiera della lotta alla mafia: Lucia Lotti, Alessandra Dolci, Federico Cafiero de Raho, Catello Maresca, Nicola Gratteri, ma anche testimoni di giustizia e persone comuni, semplici cittadini (un pescatore, un contadino, un commerciante), per ritrovare il significato più autentico della propria professione, che è poi l’unico sbocco possibile nella ormai secolare lotta che lo Stato ha ingaggiato con clan e capimafia, boss e gregari.

 

Un viaggio personale che è anche una storia collettiva. Tutto nasce da uno sguardo, quello di un pm dopo una maxiretata, che tradisce una buona dose di disincanto e ironia nei confronti del circuito mediatico-investigativo che quotidianamente impegna le migliori risorse del Paese. È così che il giornalista decide di superare etichette e protocolli e di attraversare parte del territorio nazionale, per cercare di mettere a fuoco il fenomeno mafia, nel tentativo di comprendere anche la strada migliore per raccontare all’opinione pubblica il sacrificio e la dedizione di chi è in prima linea contro il crimine. Storia di sguardi e di paesaggi, che assume spessore e concretezza via via che i personaggi si raccontano, si aprono alle domande del giornalista.

 

E così che il tramonto sul porto abbandonato a Gela, una fabbrica dismessa, le croci bianche di Palmi, il cantiere blindato di un testimone di giustizia, gli uffici bunker di pm e procuratori, un giardino privato in un condominio di Milano, le torri del Centro direzionale a Napoli o il suo splendido lungomare diventano dei luoghi simbolo di una narrazione dalla quale emerge una sola verità possibile: a tenere in piedi la lotta alla mafia non esistono eroi o personaggi predestinati, ma uomini e donne, mogli e padri di famiglia che hanno deciso di rinunciare ad un approccio impiegatizio e hanno deciso di sacrificare il bene più prezioso – affetti e tempo libero – per dare continuità al proprio lavoro, per dare significato al proprio senso di marcia.

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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista – Fonda il “Centro studi officina Volturno” nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE.
In un territorio “difficile” è convinto che attraverso la cultura e l’impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra.
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