Dall’area metropolitana di Napoli sono pervenute oltre 68mila domande, circa il 12% delle richieste nazionali. In totale in Campania sono state circa 120mila le famiglie a richiedere la nuova misura di sostegno al reddito.

Il reddito di cittadinanza piace ai napoletani. Le file ai CAF e alle Poste delle scorse settimane avevano già fatto presagire quanto la nuova misura, fortemente voluta dal nuovo governo Lega-M5S, convinca gli abitanti di Napoli e provincia.

Si prospetta quindi un lavoro duro per i futuri navigator, la figura che la legge individua come una sorta di tutor per il percettore del reddito e che avrà il compito di proporgli le tre offerte lavorative.

La prima entro 100 km dalla sua residenza, la seconda entro i 250 km e la terza senza limiti di lontananza entro il territorio nazionale se pervenute entro i 12 mesi dal pagamento della prima mensilità.

La difficoltà sarà proprio nel formulare quella che la legge definisce “offerta congrua”, ovvero una posizione lavorativa con una soglia minima salariale di 858 euro al mese e con criteri restrittivi in caso di contratti a termine.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la questione dei controlli tanti promessi dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio in persona. Ci si chiede se la macchina organizzativa statale sarà adeguata a controllare centinaia di migliaia di possibili percettori nonostante i potenziamenti previsti agli uffici degli Ispettorati e alla Guardia di Finanza.

Fatto sta che chi viene beccato a lavorare in nero e contemporaneamente percepire il reddito di cittadinanza rischia una reclusione da due a sei anni, stessa cosa vale per chiomette o fornisce informazioni sbagliate per poter incassare la misura indebitamente.

Chissà se i venditori ambulanti abusivi intervistati da un giornalista de “Il Mattino” in fila a un CAF napoletano, che dichiararono di voler percepire il RDC senza interrompere la loro attività in nero con lo scopo di “tirare a campare per qualche mese”, ne sono al corrente.

di Raffaele Ausiello

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